Dalle praterie alle riserve: un risarcimento dovuto

Giovedì 23 Giugno 2011 15:25 Riccardo Fratini
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Corriere della Sera di ieri riporta, nella pagina degli esteri, la vittoria di Elouise Cobell, paladina dei Nativi d'America, per aver ottenuto un risarcimento da 3,4 miliardi di dollari.

Il giudice distrettuale Thomas Hogan ha infatti approvato l'indennizzo record che Washington dovrà pagare per “averli defraudati per oltre un secolo”: miliardi di dollari che spettavano ai Nativi in cambio dell'utilizzo da parte del governo federale delle loro preziose risorse tra cui petrolio, gas naturali e pascoli per animali.

Il risarcimento andrà parte ai Nativi, parte saranno usati per ricomprare e unificare le terre tribali illegittimamente spezzettate nel corso degli anni e parte andranno a finanziare borse di studio per studenti indiani.

Il Presidente USA Barack Obama ha dato il suo contributo a questa epocale intesa, da sempre attento alle problematiche dei Nativi.

Finalmente un Presidente degli Stati Uniti che ha avuto ed ha a cuore la sorte dei Nativi d'America; da sempre umiliati e considerati gente da macero sin dai tempi del celebre Far West: tra leggenda e realtà, di fatto, gli Indiani d'America sono sempre stati ridicolizzati per la loro profonda spiritualità, per la loro etica di vita, per le loro usanze. Una sorta di razzismo e convenienza politica hanno fatto di loro un capo espiatorio per legittimare e proteggere le “usanze dei bianchi” protetti anche dalla famosa cavalleria. Gli Stati d'America – paladini di giustizia sin da allora – hanno contribuito a sterminare un intero popolo e anche nei secoli in avvenire gli Stati Uniti hanno continuato nella loro politica arrivando a sterelizzare questa razza relegata nelle riserve a loro assegnate.

Un popolo – i Nativi d'America – che merita non soltanto questo risarcimento ma soprattuto il riconscimento e rispetto delle Nazioni Unite.

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