Una storia che ci ha lasciato senza parole.
Vi raccontiamo quanto è successo il Primo maggio 2010 alla Stazione di Santa Maria Novella.
Io, la mia amica e il mio amico siamo pronti per andare al Concerto del Primo Maggio, festa dei lavoratori, a Roma.
Esaltati, con pochi spiccioli in tasca e in mano una birra compriamo un biglietto per due persone per Roma, timbriamo il Biglietto e carichi di entusiasmo cerchiamo di prendere il treno delle 11.13 per Roma Termini che partiva dal binario 12 dalla Stazione di Santa Maria Novella.
Ai binari del treno ci aspetta una muraglia di controllori pronti a fermare tutti coloro che non hanno un biglietto. Ci fermano, accertano che il nostro amico non ha il biglietto lo spediscono indietro.
Ci dicono che solo due di noi tre può salire sul treno anche se non è nominativo il nostro amico si auto-esclude. Perfetto, giusto.
Quindi il mio amico decide di non voler rischiare e dandoci due baci sulla guancia ci saluta, si dirige verso casa. Io e la mia amica superiamo la muraglia di ‘controlli’, ma stranamente, nuovamente ci fermano. Adesso cosa abbiamo fatto? ci domandiamo io e la mia amica.
I Controllori non ci vogliono far salire sul treno perché affermano che il nostro amico gli è sfuggito e secondo loro è salito di nascosto sul treno.
Noi, veramente allibite su questa ipotesi improvabile, dichiariamo di esser nel giusto, abbiamo un biglietto per due persone, siamo materialmente due persone e il nostro amico non ci interessa in quanto è andato via.
Saliamo nel treno, ma ancora una volta i due controllori ci perseguitano, ci inseguono, ci fermano e ci fanno scendere con la forza in mezzo al pubblico perché sono ancora convinti che il nostro amico sia salito sul treno senza biglietto. Non capiamo perché continuano a perseguitarci. Poi comunque sia, noi abbiamo il biglietto per due persone, siamo in regola, abbiamo timbrato e siamo in un mezzo pubblico dove chiunque può salire, se è in regola.
Non ci lasciano in pace e chiamano la Polizia Ferroviaria per cui dobbiamo anche spiegare a loro l’accaduto.
La polizia ci chiede il biglietto, accerta che siamo nel giusto e si rivolgono ai controllori dicendogli che noi eravamo apposto con tutto e potevamo finalmente prendere il treno per Roma Termini. Ma l’insistenza dei ferrovieri che a questo punto non volevano passare per fessi, convinti in buona o malafede che nascondevamo nelle “tasche” un terzo incomodo, invitano i poliziotti a prendere posizione.
I controllori non contenti affermano che secondo il loro punto di vista che nel treno c’è una terza persona senza biglietto, la Polizia (ancora fino a questo momento credevo nello Stato) ferroviaria dice che in questa situazione la terza persona senza biglietto non c’è , noi due ragazze possiamo prendere il treno e che se trovavano la terza persona di portarla alla Polizia e al quel punto loro avrebbero provveduto.
Ora giustizia è fatta, possiamo finalmente andare al Concerto, ma, purtroppo c’è un ma…
La mia amica dalle scalette del treno si rivolge ai Controllori facendo una battuta per sdrammatizzare: 'Se il mio amico non c’è sul treno, mi offrite un cena a base di pesce '.
Semplice battuta simpatica che si poteva risolvere con una grossa risata, invece no!
La polizia ferroviaria si sente offesa e ci chiede di scendere entrambe dal treno e di mostrare documenti, noi scendiamo dal treno, allibite..Io mostro l'unica cosa che ho, la tesserina mensa universitaria con nome e cognome più foto (che poi non me l'hanno più restituita) e la mia amica non ha un documento. Da ragazze ingenue dialoghiamo con loro per far capire che non ci sentiamo in colpa. Ci scambiano per arroganti e ci vogliono portare alla Polfer.
Ci domandiamo perché inizia nuovamente questo calvario e alle nostre domande ci rispondono che non c’è un perchè e che dobbiamo seguirli alla polfer!
Noi, non vogliamo credere alle nostre orecchie, noi “abbiamo un biglietto pagato, timbrato e il treno per Roma sta partendo”, vogliamo andare al concerto, perchè tutto questo?
Alla fine si mettono i guanti e inizialmente dicono che ci vogliono arrestare, poi mi prendono per un braccio e mi fanno dirigire verso la Polfer, uno strattone e ci fanno girare su noi stesse, il Poliziotto che era con me dopo 10 passi mi dice, puoi andare anche da sola, vero? Come se desse per scontato che eravamo ubriache. Io ancora non rispondo alle provocazioni, mi giro e vedo invece la mia amica accerchiata da due poliziotti, perché ha provato a ribellarsi alla forza. Crediamo di sognare…come mai è degenerato in questo modo una semplice discussione? Perché siamo due ragazze di 24 e 26 anni? Non è possibile tutto questo, volevamo chiamare un avvocato, ma non ci hanno danno retta, volevamo chiamare l’attenzione delle persone e a tutta risposta ci hanno tolto il cellulare portandoci con la forza alla Centrale..Intanto la nostra ingenuità stava partendo con il treno..
Arriviamo alla Polfer, ci parcheggiano in una stanzina piccola, senza aria condizionata e dicono parole senza senso, ci obbligano a capire la loro posizione, quella maledetta posizione di cui loro ci giocano, abusano del loro potere verso noi ragazzine, ingenue a tutto..non ci vogliono far chiamare qualcuno che possa venire in aiuto, non ci fanno parlare con i nostri genitori e pretendono che noi facciamo solamente ciò che vogliono loro.
Io ho paura, non mi sento tutelata, sono in confusione dopo da quello che mi è successo e non so come posso muovermi, non mi è mai successo una cosa del genere, e adesso? mi domando adesso cosa devo fare, cosa si fa in questa situazione?
Vicino a me c'erano solo poliziotti che mi facevano domande: di cosa ci accusavano??? la mia amica piangeva e nessuno che mi aiutava. Chi mi dice che loro sono nel giusto?
La situazione era al di là di ogni immaginazione, ci trattavamo come se avessero catturato “due terroriste” e avessimo ucciso qualcuno, ma noi in realtà volevamo vedere un semplice concerto di Primo Maggio e tutto ciò NON ERA GIUSTO, non era giusto quello che ci stava accadendo. Perchè comportarsi cosi?
Cosa abbiamo fatto? ci chiedono i nominativi noi li diamo, ci chiedono di stare ferme. Il poliziotto che era con noi, voleva fare l'amico, il comandante urlava contro la mia amica e la mia amica si agitava sempre più perchè voleva fargli capire la sua posizione, la mia amica non restava zitta perchè era tutto eccessivo e non era giusto niente, il comandate gli ha anche detto: 'Ma stai zitta, che cazzo vuoi?'
Ve ne rendete conto? noi per una battuta al controllore chi hanno fermate, sequestrate e quasi arrestate e lui si può permettere di dire ad una ragazza di 26 anni ,ma che cazzo vuoi? Vi sembra giusto??
Comunque Ass. G. S., Ag. Sc. P. G., Ag. P. M. hanno usato la loro posizione di potere e per trovare una scusa a tutto ciò – per rendere più reale la loro forza - ci hanno inflitto ingiustamente anche una multa di 103,00 Euro in cui dichiarano che noi abbiamo violato l'art.688 c.I c.p. mod da art. 54 D.L. 507/99.
Nel verbale c’è scritto: Alle ore 11.10 del 01/05/2010 in questa stazione FS veniva sorpresa nelle condizioni Stabilite dall' Art. 688 cp. desunte da: alito etilico, deambulazione sconnessa, pronuncia di frasi incompiute e prive di significato, sudorazione eccessiva, atteggiamento euforico.
Certo, eravamo euforiche di partire per Roma, certamente eravamo sudate per la corsa, e naturalmente ridevamo tranquille come tutte le ragazze della nostra età. Sì ridevamo e scherzavamo con quegli uomini che invece volevano solo fare vedere quanto sono bravi. Il loro lavoro l’hanno fatto e forse il loro comandante gli avrà pure fatto un elogio, ma noi due abbiamo subito una violenza assurda. Altro che pari opportunità. Le donne possono essere fermate da altre donne, comunque in servizio non c’erano donne….è arrivata una poliziotta solo dopo alcune ore, le abbiamo spiegato la situazione e per tutta risposta ci ha addirittura perquisito. Ma non eravamo né ubriache né drogate ma solo sciocchine che ancora non capivano come dovevano comportasi. La mamma non ci aveva spiegato che bisognava farsi vedere pentite, piangere e chiedere scusa. Insistevamo nel nostro comportamento perché non avevamo fatto nullaaaaaaaa……..
Io non riuscivo ancora a credere a tutto ciò e non ho fatto in tempo a leggere il verbale che uno dei poliziotti mi ha strappato il foglio di mano e hanno aggiunto nel verbale: il trasgressore si rifiuta di firmare, ma riceve una copia. Naturalmente una copia mi è stata buttata letteralmente in faccia.
E adesso arriva la ciliegina sulla torta per NOI signorine. Dopo esser state perquisite ci fanno salire sulla macchina della polizia per esser portate alla Scientifica!
EH?????? Alla scientifica a far cosa? Altra umiliazione. Per prendere le impronte digitali e accollarsi per tutta la vita una segnalazione. Siamo colpevoli , solo per aver pagato un biglietto, avere una birra in mano ed esser accusate di nascondere un amico immaginario salito su un treno senza biglietto e ci troviamo verbalizzato in un foglio di carta che siamo delle alcoliste?
Non è possibile!
Una storia che ci ha lasciato senza parole.
Vi raccontiamo quanto è successo il Primo maggio 2010 alla Stazione di Santa Maria Novella.
Io, la mia amica e il mio amico siamo pronti per andare al Concerto del Primo Maggio, festa dei lavoratori, a Roma.
Esaltati, con pochi spiccioli in tasca e in mano una birra compriamo un biglietto per due persone per Roma, timbriamo il Biglietto e carichi di entusiasmo cerchiamo di prendere il treno delle 11.13 per Roma Termini che partiva dal binario 12 dalla Stazione di Santa Maria Novella.
Ai binari del treno ci aspetta una muraglia di controllori pronti a fermare tutti coloro che non hanno un biglietto. Ci fermano, accertano che il nostro amico non ha il biglietto lo spediscono indietro.
Ci dicono che solo due di noi tre può salire sul treno anche se non è nominativo il nostro amico si auto-esclude. Perfetto, giusto.
Quindi il mio amico decide di non voler rischiare e dandoci due baci sulla guancia ci saluta, si dirige verso casa. Io e la mia amica superiamo la muraglia di ‘controlli’, ma stranamente, nuovamente ci fermano. Adesso cosa abbiamo fatto? ci domandiamo io e la mia amica.
I Controllori non ci vogliono far salire sul treno perché affermano che il nostro amico gli è sfuggito e secondo loro è salito di nascosto sul treno.
Noi, veramente allibite su questa ipotesi improvabile, dichiariamo di esser nel giusto, abbiamo un biglietto per due persone, siamo materialmente due persone e il nostro amico non ci interessa in quanto è andato via.
Saliamo nel treno, ma ancora una volta i due controllori ci perseguitano, ci inseguono, ci fermano e ci fanno scendere con la forza in mezzo al pubblico perché sono ancora convinti che il nostro amico sia salito sul treno senza biglietto. Non capiamo perché continuano a perseguitarci. Poi comunque sia, noi abbiamo il biglietto per due persone, siamo in regola, abbiamo timbrato e siamo in un mezzo pubblico dove chiunque può salire, se è in regola.
Non ci lasciano in pace e chiamano la Polizia Ferroviaria per cui dobbiamo anche spiegare a loro l’accaduto.
La polizia ci chiede il biglietto, accerta che siamo nel giusto e si rivolgono ai controllori dicendogli che noi eravamo apposto con tutto e potevamo finalmente prendere il treno per Roma Termini. Ma l’insistenza dei ferrovieri che a questo punto non volevano passare per fessi, convinti in buona o malafede che nascondevamo nelle “tasche” un terzo incomodo, invitano i poliziotti a prendere posizione.
I controllori non contenti affermano che secondo il loro punto di vista che nel treno c’è una terza persona senza biglietto, la Polizia (ancora fino a questo momento credevo nello Stato) ferroviaria dice che in questa situazione la terza persona senza biglietto non c’è , noi due ragazze possiamo prendere il treno e che se trovavano la terza persona di portarla alla Polizia e al quel punto loro avrebbero provveduto.
Ora giustizia è fatta, possiamo finalmente andare al Concerto, ma, purtroppo c’è un ma…
La mia amica dalle scalette del treno si rivolge ai Controllori facendo una battuta per sdrammatizzare: 'Se il mio amico non c’è sul treno, mi offrite un cena a base di pesce '.
Semplice battuta simpatica che si poteva risolvere con una grossa risata, invece no!
La polizia ferroviaria si sente offesa e ci chiede di scendere entrambe dal treno e di mostrare documenti, noi scendiamo dal treno, allibite..Io mostro l'unica cosa che ho, la tesserina mensa universitaria con nome e cognome più foto (che poi non me l'hanno più restituita) e la mia amica non ha un documento. Da ragazze ingenue dialoghiamo con loro per far capire che non ci sentiamo in colpa. Ci scambiano per arroganti e ci vogliono portare alla Polfer.
Ci domandiamo perché inizia nuovamente questo calvario e alle nostre domande ci rispondono che non c’è un perchè e che dobbiamo seguirli alla polfer!
Noi, non vogliamo credere alle nostre orecchie, noi “abbiamo un biglietto pagato, timbrato e il treno per Roma sta partendo”, vogliamo andare al concerto, perchè tutto questo?
Alla fine si mettono i guanti e inizialmente dicono che ci vogliono arrestare, poi mi prendono per un braccio e mi fanno dirigire verso la Polfer, uno strattone e ci fanno girare su noi stesse, il Poliziotto che era con me dopo 10 passi mi dice, puoi andare anche da sola, vero? Come se desse per scontato che eravamo ubriache. Io ancora non rispondo alle provocazioni, mi giro e vedo invece la mia amica accerchiata da due poliziotti, perché ha provato a ribellarsi alla forza. Crediamo di sognare…come mai è degenerato in questo modo una semplice discussione? Perché siamo due ragazze di 24 e 26 anni? Non è possibile tutto questo, volevamo chiamare un avvocato, ma non ci hanno danno retta, volevamo chiamare l’attenzione delle persone e a tutta risposta ci hanno tolto il cellulare portandoci con la forza alla Centrale..Intanto la nostra ingenuità stava partendo con il treno..
Arriviamo alla Polfer, ci parcheggiano in una stanzina piccola, senza aria condizionata e dicono parole senza senso, ci obbligano a capire la loro posizione, quella maledetta posizione di cui loro ci giocano, abusano del loro potere verso noi ragazzine, ingenue a tutto..non ci vogliono far chiamare qualcuno che possa venire in aiuto, non ci fanno parlare con i nostri genitori e pretendono che noi facciamo solamente ciò che vogliono loro.
Io ho paura, non mi sento tutelata, sono in confusione dopo da quello che mi è successo e non so come posso muovermi, non mi è mai successo una cosa del genere, e adesso? mi domando adesso cosa devo fare, cosa si fa in questa situazione?
Vicino a me c'erano solo poliziotti che mi facevano domande: di cosa ci accusavano??? la mia amica piangeva e nessuno che mi aiutava. Chi mi dice che loro sono nel giusto?
La situazione era al di là di ogni immaginazione, ci trattavamo come se avessero catturato “due terroriste” e avessimo ucciso qualcuno, ma noi in realtà volevamo vedere un semplice concerto di Primo Maggio e tutto ciò NON ERA GIUSTO, non era giusto quello che ci stava accadendo. Perchè comportarsi cosi?
Cosa abbiamo fatto? ci chiedono i nominativi noi li diamo, ci chiedono di stare ferme. Il poliziotto che era con noi, voleva fare l'amico, il comandante urlava contro la mia amica e la mia amica si agitava sempre più perchè voleva fargli capire la sua posizione, la mia amica non restava zitta perchè era tutto eccessivo e non era giusto niente, il comandate gli ha anche detto: 'Ma stai zitta, che cazzo vuoi?'
Ve ne rendete conto? noi per una battuta al controllore chi hanno fermate, sequestrate e quasi arrestate e lui si può permettere di dire ad una ragazza di 26 anni ,ma che cazzo vuoi? Vi sembra giusto??
Comunque Ass. G. S., Ag. Sc. P. G., Ag. P. M. hanno usato la loro posizione di potere e per trovare una scusa a tutto ciò – per rendere più reale la loro forza - ci hanno inflitto ingiustamente anche una multa di 103,00 Euro in cui dichiarano che noi abbiamo violato l'art.688 c.I c.p. mod da art. 54 D.L. 507/99.
Nel verbale c’è scritto: Alle ore 11.10 del 01/05/2010 in questa stazione FS veniva sorpresa nelle condizioni Stabilite dall' Art. 688 cp. desunte da: alito etilico, deambulazione sconnessa, pronuncia di frasi incompiute e prive di significato, sudorazione eccessiva, atteggiamento euforico.
Certo, eravamo euforiche di partire per Roma, certamente eravamo sudate per la corsa, e naturalmente ridevamo tranquille come tutte le ragazze della nostra età. Sì ridevamo e scherzavamo con quegli uomini che invece volevano solo fare vedere quanto sono bravi. Il loro lavoro l’hanno fatto e forse il loro comandante gli avrà pure fatto un elogio, ma noi due abbiamo subito una violenza assurda. Altro che pari opportunità. Le donne possono essere fermate da altre donne, comunque in servizio non c’erano donne….è arrivata una poliziotta solo dopo alcune ore, le abbiamo spiegato la situazione e per tutta risposta ci ha addirittura perquisito. Ma non eravamo né ubriache né drogate ma solo sciocchine che ancora non capivano come dovevano comportasi. La mamma non ci aveva spiegato che bisognava farsi vedere pentite, piangere e chiedere scusa. Insistevamo nel nostro comportamento perché non avevamo fatto nullaaaaaaaa……..
Io non riuscivo ancora a credere a tutto ciò e non ho fatto in tempo a leggere il verbale che uno dei poliziotti mi ha strappato il foglio di mano e hanno aggiunto nel verbale: il trasgressore si rifiuta di firmare, ma riceve una copia. Naturalmente una copia mi è stata buttata letteralmente in faccia.
E adesso arriva la ciliegina sulla torta per NOI signorine. Dopo esser state perquisite ci fanno salire sulla macchina della polizia per esser portate alla Scientifica!
EH?????? Alla scientifica a far cosa? Altra umiliazione. Per prendere le impronte digitali e accollarsi per tutta la vita una segnalazione. Siamo colpevoli , solo per aver pagato un biglietto, avere una birra in mano ed esser accusate di nascondere un amico immaginario salito su un treno senza biglietto e ci troviamo verbalizzato in un foglio di carta che siamo delle alcoliste?
Non è possibile!
Una storia che ci ha lasciato senza parole.
Vi raccontiamo quanto è successo il Primo maggio 2010 alla Stazione di Santa Maria Novella.
Io, la mia amica e il mio amico siamo pronti per andare al Concerto del Primo Maggio, festa dei lavoratori, a Roma.
Esaltati, con pochi spiccioli in tasca e in mano una birra compriamo un biglietto per due persone per Roma, timbriamo il Biglietto e carichi di entusiasmo cerchiamo di prendere il treno delle 11.13 per Roma Termini che partiva dal binario 12 dalla Stazione di Santa Maria Novella.
Ai binari del treno ci aspetta una muraglia di controllori pronti a fermare tutti coloro che non hanno un biglietto. Ci fermano, accertano che il nostro amico non ha il biglietto lo spediscono indietro.
Ci dicono che solo due di noi tre può salire sul treno anche se non è nominativo il nostro amico si auto-esclude. Perfetto, giusto.
Quindi il mio amico decide di non voler rischiare e dandoci due baci sulla guancia ci saluta, si dirige verso casa. Io e la mia amica superiamo la muraglia di ‘controlli’, ma stranamente, nuovamente ci fermano. Adesso cosa abbiamo fatto? ci domandiamo io e la mia amica.
I Controllori non ci vogliono far salire sul treno perché affermano che il nostro amico gli è sfuggito e secondo loro è salito di nascosto sul treno.
Noi, veramente allibite su questa ipotesi improvabile, dichiariamo di esser nel giusto, abbiamo un biglietto per due persone, siamo materialmente due persone e il nostro amico non ci interessa in quanto è andato via.
Saliamo nel treno, ma ancora una volta i due controllori ci perseguitano, ci inseguono, ci fermano e ci fanno scendere con la forza in mezzo al pubblico perché sono ancora convinti che il nostro amico sia salito sul treno senza biglietto. Non capiamo perché continuano a perseguitarci. Poi comunque sia, noi abbiamo il biglietto per due persone, siamo in regola, abbiamo timbrato e siamo in un mezzo pubblico dove chiunque può salire, se è in regola.
Non ci lasciano in pace e chiamano la Polizia Ferroviaria per cui dobbiamo anche spiegare a loro l’accaduto.
La polizia ci chiede il biglietto, accerta che siamo nel giusto e si rivolgono ai controllori dicendogli che noi eravamo apposto con tutto e potevamo finalmente prendere il treno per Roma Termini. Ma l’insistenza dei ferrovieri che a questo punto non volevano passare per fessi, convinti in buona o malafede che nascondevamo nelle “tasche” un terzo incomodo, invitano i poliziotti a prendere posizione.
I controllori non contenti affermano che secondo il loro punto di vista che nel treno c’è una terza persona senza biglietto, la Polizia (ancora fino a questo momento credevo nello Stato) ferroviaria dice che in questa situazione la terza persona senza biglietto non c’è , noi due ragazze possiamo prendere il treno e che se trovavano la terza persona di portarla alla Polizia e al quel punto loro avrebbero provveduto.
Ora giustizia è fatta, possiamo finalmente andare al Concerto, ma, purtroppo c’è un ma…
La mia amica dalle scalette del treno si rivolge ai Controllori facendo una battuta per sdrammatizzare: 'Se il mio amico non c’è sul treno, mi offrite un cena a base di pesce '.
Semplice battuta simpatica che si poteva risolvere con una grossa risata, invece no!
La polizia ferroviaria si sente offesa e ci chiede di scendere entrambe dal treno e di mostrare documenti, noi scendiamo dal treno, allibite..Io mostro l'unica cosa che ho, la tesserina mensa universitaria con nome e cognome più foto (che poi non me l'hanno più restituita) e la mia amica non ha un documento. Da ragazze ingenue dialoghiamo con loro per far capire che non ci sentiamo in colpa. Ci scambiano per arroganti e ci vogliono portare alla Polfer.
Ci domandiamo perché inizia nuovamente questo calvario e alle nostre domande ci rispondono che non c’è un perchè e che dobbiamo seguirli alla polfer!
Noi, non vogliamo credere alle nostre orecchie, noi “abbiamo un biglietto pagato, timbrato e il treno per Roma sta partendo”, vogliamo andare al concerto, perchè tutto questo?
Alla fine si mettono i guanti e inizialmente dicono che ci vogliono arrestare, poi mi prendono per un braccio e mi fanno dirigire verso la Polfer, uno strattone e ci fanno girare su noi stesse, il Poliziotto che era con me dopo 10 passi mi dice, puoi andare anche da sola, vero? Come se desse per scontato che eravamo ubriache. Io ancora non rispondo alle provocazioni, mi giro e vedo invece la mia amica accerchiata da due poliziotti, perché ha provato a ribellarsi alla forza. Crediamo di sognare…come mai è degenerato in questo modo una semplice discussione? Perché siamo due ragazze di 24 e 26 anni? Non è possibile tutto questo, volevamo chiamare un avvocato, ma non ci hanno danno retta, volevamo chiamare l’attenzione delle persone e a tutta risposta ci hanno tolto il cellulare portandoci con la forza alla Centrale..Intanto la nostra ingenuità stava partendo con il treno..
Arriviamo alla Polfer, ci parcheggiano in una stanzina piccola, senza aria condizionata e dicono parole senza senso, ci obbligano a capire la loro posizione, quella maledetta posizione di cui loro ci giocano, abusano del loro potere verso noi ragazzine, ingenue a tutto..non ci vogliono far chiamare qualcuno che possa venire in aiuto, non ci fanno parlare con i nostri genitori e pretendono che noi facciamo solamente ciò che vogliono loro.
Io ho paura, non mi sento tutelata, sono in confusione dopo da quello che mi è successo e non so come posso muovermi, non mi è mai successo una cosa del genere, e adesso? mi domando adesso cosa devo fare, cosa si fa in questa situazione?
Vicino a me c'erano solo poliziotti che mi facevano domande: di cosa ci accusavano??? la mia amica piangeva e nessuno che mi aiutava. Chi mi dice che loro sono nel giusto?
La situazione era al di là di ogni immaginazione, ci trattavamo come se avessero catturato “due terroriste” e avessimo ucciso qualcuno, ma noi in realtà volevamo vedere un semplice concerto di Primo Maggio e tutto ciò NON ERA GIUSTO, non era giusto quello che ci stava accadendo. Perchè comportarsi cosi?
Cosa abbiamo fatto? ci chiedono i nominativi noi li diamo, ci chiedono di stare ferme. Il poliziotto che era con noi, voleva fare l'amico, il comandante urlava contro la mia amica e la mia amica si agitava sempre più perchè voleva fargli capire la sua posizione, la mia amica non restava zitta perchè era tutto eccessivo e non era giusto niente, il comandate gli ha anche detto: 'Ma stai zitta, che cazzo vuoi?'
Ve ne rendete conto? noi per una battuta al controllore chi hanno fermate, sequestrate e quasi arrestate e lui si può permettere di dire ad una ragazza di 26 anni ,ma che cazzo vuoi? Vi sembra giusto??
Comunque Ass. G. S., Ag. Sc. P. G., Ag. P. M. hanno usato la loro posizione di potere e per trovare una scusa a tutto ciò – per rendere più reale la loro forza - ci hanno inflitto ingiustamente anche una multa di 103,00 Euro in cui dichiarano che noi abbiamo violato l'art.688 c.I c.p. mod da art. 54 D.L. 507/99.
Nel verbale c’è scritto: Alle ore 11.10 del 01/05/2010 in questa stazione FS veniva sorpresa nelle condizioni Stabilite dall' Art. 688 cp. desunte da: alito etilico, deambulazione sconnessa, pronuncia di frasi incompiute e prive di significato, sudorazione eccessiva, atteggiamento euforico.
Certo, eravamo euforiche di partire per Roma, certamente eravamo sudate per la corsa, e naturalmente ridevamo tranquille come tutte le ragazze della nostra età. Sì ridevamo e scherzavamo con quegli uomini che invece volevano solo fare vedere quanto sono bravi. Il loro lavoro l’hanno fatto e forse il loro comandante gli avrà pure fatto un elogio, ma noi due abbiamo subito una violenza assurda. Altro che pari opportunità. Le donne possono essere fermate da altre donne, comunque in servizio non c’erano donne….è arrivata una poliziotta solo dopo alcune ore, le abbiamo spiegato la situazione e per tutta risposta ci ha addirittura perquisito. Ma non eravamo né ubriache né drogate ma solo sciocchine che ancora non capivano come dovevano comportasi. La mamma non ci aveva spiegato che bisognava farsi vedere pentite, piangere e chiedere scusa. Insistevamo nel nostro comportamento perché non avevamo fatto nullaaaaaaaa……..
Io non riuscivo ancora a credere a tutto ciò e non ho fatto in tempo a leggere il verbale che uno dei poliziotti mi ha strappato il foglio di mano e hanno aggiunto nel verbale: il trasgressore si rifiuta di firmare, ma riceve una copia. Naturalmente una copia mi è stata buttata letteralmente in faccia.
E adesso arriva la ciliegina sulla torta per NOI signorine. Dopo esser state perquisite ci fanno salire sulla macchina della polizia per esser portate alla Scientifica!
EH?????? Alla scientifica a far cosa? Altra umiliazione. Per prendere le impronte digitali e accollarsi per tutta la vita una segnalazione. Siamo colpevoli , solo per aver pagato un biglietto, avere una birra in mano ed esser accusate di nascondere un amico immaginario salito su un treno senza biglietto e ci troviamo verbalizzato in un foglio di carta che siamo delle alcoliste?
Non è possibile!
Una storia che ci ha lasciato senza parole.
Vi raccontiamo quanto è successo il Primo maggio 2010 alla Stazione di Santa Maria Novella.
Io, la mia amica e il mio amico siamo pronti per andare al Concerto del Primo Maggio, festa dei lavoratori, a Roma.
Esaltati, con pochi spiccioli in tasca e in mano una birra compriamo un biglietto per due persone per Roma, timbriamo il Biglietto e carichi di entusiasmo cerchiamo di prendere il treno delle 11.13 per Roma Termini che partiva dal binario 12 dalla Stazione di Santa Maria Novella.
Ai binari del treno ci aspetta una muraglia di controllori pronti a fermare tutti coloro che non hanno un biglietto. Ci fermano, accertano che il nostro amico non ha il biglietto lo spediscono indietro.
Ci dicono che solo due di noi tre può salire sul treno anche se non è nominativo il nostro amico si auto-esclude. Perfetto, giusto.
Quindi il mio amico decide di non voler rischiare e dandoci due baci sulla guancia ci saluta, si dirige verso casa. Io e la mia amica superiamo la muraglia di ‘controlli’, ma stranamente, nuovamente ci fermano. Adesso cosa abbiamo fatto? ci domandiamo io e la mia amica.
I Controllori non ci vogliono far salire sul treno perché affermano che il nostro amico gli è sfuggito e secondo loro è salito di nascosto sul treno.
Noi, veramente allibite su questa ipotesi improvabile, dichiariamo di esser nel giusto, abbiamo un biglietto per due persone, siamo materialmente due persone e il nostro amico non ci interessa in quanto è andato via.
Saliamo nel treno, ma ancora una volta i due controllori ci perseguitano, ci inseguono, ci fermano e ci fanno scendere con la forza in mezzo al pubblico perché sono ancora convinti che il nostro amico sia salito sul treno senza biglietto. Non capiamo perché continuano a perseguitarci. Poi comunque sia, noi abbiamo il biglietto per due persone, siamo in regola, abbiamo timbrato e siamo in un mezzo pubblico dove chiunque può salire, se è in regola.
Non ci lasciano in pace e chiamano la Polizia Ferroviaria per cui dobbiamo anche spiegare a loro l’accaduto.
La polizia ci chiede il biglietto, accerta che siamo nel giusto e si rivolgono ai controllori dicendogli che noi eravamo apposto con tutto e potevamo finalmente prendere il treno per Roma Termini. Ma l’insistenza dei ferrovieri che a questo punto non volevano passare per fessi, convinti in buona o malafede che nascondevamo nelle “tasche” un terzo incomodo, invitano i poliziotti a prendere posizione.
I controllori non contenti affermano che secondo il loro punto di vista che nel treno c’è una terza persona senza biglietto, la Polizia (ancora fino a questo momento credevo nello Stato) ferroviaria dice che in questa situazione la terza persona senza biglietto non c’è , noi due ragazze possiamo prendere il treno e che se trovavano la terza persona di portarla alla Polizia e al quel punto loro avrebbero provveduto.
Ora giustizia è fatta, possiamo finalmente andare al Concerto, ma, purtroppo c’è un ma…
La mia amica dalle scalette del treno si rivolge ai Controllori facendo una battuta per sdrammatizzare: 'Se il mio amico non c’è sul treno, mi offrite un cena a base di pesce '.
Semplice battuta simpatica che si poteva risolvere con una grossa risata, invece no!
La polizia ferroviaria si sente offesa e ci chiede di scendere entrambe dal treno e di mostrare documenti, noi scendiamo dal treno, allibite..Io mostro l'unica cosa che ho, la tesserina mensa universitaria con nome e cognome più foto (che poi non me l'hanno più restituita) e la mia amica non ha un documento. Da ragazze ingenue dialoghiamo con loro per far capire che non ci sentiamo in colpa. Ci scambiano per arroganti e ci vogliono portare alla Polfer.
Ci domandiamo perché inizia nuovamente questo calvario e alle nostre domande ci rispondono che non c’è un perchè e che dobbiamo seguirli alla polfer!
Noi, non vogliamo credere alle nostre orecchie, noi “abbiamo un biglietto pagato, timbrato e il treno per Roma sta partendo”, vogliamo andare al concerto, perchè tutto questo?
Alla fine si mettono i guanti e inizialmente dicono che ci vogliono arrestare, poi mi prendono per un braccio e mi fanno dirigire verso la Polfer, uno strattone e ci fanno girare su noi stesse, il Poliziotto che era con me dopo 10 passi mi dice, puoi andare anche da sola, vero? Come se desse per scontato che eravamo ubriache. Io ancora non rispondo alle provocazioni, mi giro e vedo invece la mia amica accerchiata da due poliziotti, perché ha provato a ribellarsi alla forza. Crediamo di sognare…come mai è degenerato in questo modo una semplice discussione? Perché siamo due ragazze di 24 e 26 anni? Non è possibile tutto questo, volevamo chiamare un avvocato, ma non ci hanno danno retta, volevamo chiamare l’attenzione delle persone e a tutta risposta ci hanno tolto il cellulare portandoci con la forza alla Centrale..Intanto la nostra ingenuità stava partendo con il treno..
Arriviamo alla Polfer, ci parcheggiano in una stanzina piccola, senza aria condizionata e dicono parole senza senso, ci obbligano a capire la loro posizione, quella maledetta posizione di cui loro ci giocano, abusano del loro potere verso noi ragazzine, ingenue a tutto..non ci vogliono far chiamare qualcuno che possa venire in aiuto, non ci fanno parlare con i nostri genitori e pretendono che noi facciamo solamente ciò che vogliono loro.
Io ho paura, non mi sento tutelata, sono in confusione dopo da quello che mi è successo e non so come posso muovermi, non mi è mai successo una cosa del genere, e adesso? mi domando adesso cosa devo fare, cosa si fa in questa situazione?
Vicino a me c'erano solo poliziotti che mi facevano domande: di cosa ci accusavano??? la mia amica piangeva e nessuno che mi aiutava. Chi mi dice che loro sono nel giusto?
La situazione era al di là di ogni immaginazione, ci trattavamo come se avessero catturato “due terroriste” e avessimo ucciso qualcuno, ma noi in realtà volevamo vedere un semplice concerto di Primo Maggio e tutto ciò NON ERA GIUSTO, non era giusto quello che ci stava accadendo. Perchè comportarsi cosi?
Cosa abbiamo fatto? ci chiedono i nominativi noi li diamo, ci chiedono di stare ferme. Il poliziotto che era con noi, voleva fare l'amico, il comandante urlava contro la mia amica e la mia amica si agitava sempre più perchè voleva fargli capire la sua posizione, la mia amica non restava zitta perchè era tutto eccessivo e non era giusto niente, il comandate gli ha anche detto: 'Ma stai zitta, che cazzo vuoi?'
Ve ne rendete conto? noi per una battuta al controllore chi hanno fermate, sequestrate e quasi arrestate e lui si può permettere di dire ad una ragazza di 26 anni ,ma che cazzo vuoi? Vi sembra giusto??
Comunque Ass. G. S., Ag. Sc. P. G., Ag. P. M. hanno usato la loro posizione di potere e per trovare una scusa a tutto ciò – per rendere più reale la loro forza - ci hanno inflitto ingiustamente anche una multa di 103,00 Euro in cui dichiarano che noi abbiamo violato l'art.688 c.I c.p. mod da art. 54 D.L. 507/99.
Nel verbale c’è scritto: Alle ore 11.10 del 01/05/2010 in questa stazione FS veniva sorpresa nelle condizioni Stabilite dall' Art. 688 cp. desunte da: alito etilico, deambulazione sconnessa, pronuncia di frasi incompiute e prive di significato, sudorazione eccessiva, atteggiamento euforico.
Certo, eravamo euforiche di partire per Roma, certamente eravamo sudate per la corsa, e naturalmente ridevamo tranquille come tutte le ragazze della nostra età. Sì ridevamo e scherzavamo con quegli uomini che invece volevano solo fare vedere quanto sono bravi. Il loro lavoro l’hanno fatto e forse il loro comandante gli avrà pure fatto un elogio, ma noi due abbiamo subito una violenza assurda. Altro che pari opportunità. Le donne possono essere fermate da altre donne, comunque in servizio non c’erano donne….è arrivata una poliziotta solo dopo alcune ore, le abbiamo spiegato la situazione e per tutta risposta ci ha addirittura perquisito. Ma non eravamo né ubriache né drogate ma solo sciocchine che ancora non capivano come dovevano comportasi. La mamma non ci aveva spiegato che bisognava farsi vedere pentite, piangere e chiedere scusa. Insistevamo nel nostro comportamento perché non avevamo fatto nullaaaaaaaa……..
Io non riuscivo ancora a credere a tutto ciò e non ho fatto in tempo a leggere il verbale che uno dei poliziotti mi ha strappato il foglio di mano e hanno aggiunto nel verbale: il trasgressore si rifiuta di firmare, ma riceve una copia. Naturalmente una copia mi è stata buttata letteralmente in faccia.
E adesso arriva la ciliegina sulla torta per NOI signorine. Dopo esser state perquisite ci fanno salire sulla macchina della polizia per esser portate alla Scientifica!
EH?????? Alla scientifica a far cosa? Altra umiliazione. Per prendere le impronte digitali e accollarsi per tutta la vita una segnalazione. Siamo colpevoli , solo per aver pagato un biglietto, avere una birra in mano ed esser accusate di nascondere un amico immaginario salito su un treno senza biglietto e ci troviamo verbalizzato in un foglio di carta che siamo delle alcoliste?
Non è possibile!
Una storia che ci ha lasciato senza parole.
Vi raccontiamo quanto è successo il Primo maggio 2010 alla Stazione di Santa Maria Novella.
Io, la mia amica e il mio amico siamo pronti per andare al Concerto del Primo Maggio, festa dei lavoratori, a Roma.
Esaltati, con pochi spiccioli in tasca e in mano una birra compriamo un biglietto per due persone per Roma, timbriamo il Biglietto e carichi di entusiasmo cerchiamo di prendere il treno delle 11.13 per Roma Termini che partiva dal binario 12 dalla Stazione di Santa Maria Novella.
Ai binari del treno ci aspetta una muraglia di controllori pronti a fermare tutti coloro che non hanno un biglietto. Ci fermano, accertano che il nostro amico non ha il biglietto lo spediscono indietro.
Ci dicono che solo due di noi tre può salire sul treno anche se non è nominativo il nostro amico si auto-esclude. Perfetto, giusto.
Quindi il mio amico decide di non voler rischiare e dandoci due baci sulla guancia ci saluta, si dirige verso casa. Io e la mia amica superiamo la muraglia di ‘controlli’, ma stranamente, nuovamente ci fermano. Adesso cosa abbiamo fatto? ci domandiamo io e la mia amica.
I Controllori non ci vogliono far salire sul treno perché affermano che il nostro amico gli è sfuggito e secondo loro è salito di nascosto sul treno.
Noi, veramente allibite su questa ipotesi improvabile, dichiariamo di esser nel giusto, abbiamo un biglietto per due persone, siamo materialmente due persone e il nostro amico non ci interessa in quanto è andato via.
Saliamo nel treno, ma ancora una volta i due controllori ci perseguitano, ci inseguono, ci fermano e ci fanno scendere con la forza in mezzo al pubblico perché sono ancora convinti che il nostro amico sia salito sul treno senza biglietto. Non capiamo perché continuano a perseguitarci. Poi comunque sia, noi abbiamo il biglietto per due persone, siamo in regola, abbiamo timbrato e siamo in un mezzo pubblico dove chiunque può salire, se è in regola.
Non ci lasciano in pace e chiamano la Polizia Ferroviaria per cui dobbiamo anche spiegare a loro l’accaduto.
La polizia ci chiede il biglietto, accerta che siamo nel giusto e si rivolgono ai controllori dicendogli che noi eravamo apposto con tutto e potevamo finalmente prendere il treno per Roma Termini. Ma l’insistenza dei ferrovieri che a questo punto non volevano passare per fessi, convinti in buona o malafede che nascondevamo nelle “tasche” un terzo incomodo, invitano i poliziotti a prendere posizione.
I controllori non contenti affermano che secondo il loro punto di vista che nel treno c’è una terza persona senza biglietto, la Polizia (ancora fino a questo momento credevo nello Stato) ferroviaria dice che in questa situazione la terza persona senza biglietto non c’è , noi due ragazze possiamo prendere il treno e che se trovavano la terza persona di portarla alla Polizia e al quel punto loro avrebbero provveduto.
Ora giustizia è fatta, possiamo finalmente andare al Concerto, ma, purtroppo c’è un ma…
La mia amica dalle scalette del treno si rivolge ai Controllori facendo una battuta per sdrammatizzare: 'Se il mio amico non c’è sul treno, mi offrite un cena a base di pesce '.
Semplice battuta simpatica che si poteva risolvere con una grossa risata, invece no!
La polizia ferroviaria si sente offesa e ci chiede di scendere entrambe dal treno e di mostrare documenti, noi scendiamo dal treno, allibite..Io mostro l'unica cosa che ho, la tesserina mensa universitaria con nome e cognome più foto (che poi non me l'hanno più restituita) e la mia amica non ha un documento. Da ragazze ingenue dialoghiamo con loro per far capire che non ci sentiamo in colpa. Ci scambiano per arroganti e ci vogliono portare alla Polfer.
Ci domandiamo perché inizia nuovamente questo calvario e alle nostre domande ci rispondono che non c’è un perchè e che dobbiamo seguirli alla polfer!
Noi, non vogliamo credere alle nostre orecchie, noi “abbiamo un biglietto pagato, timbrato e il treno per Roma sta partendo”, vogliamo andare al concerto, perchè tutto questo?
Alla fine si mettono i guanti e inizialmente dicono che ci vogliono arrestare, poi mi prendono per un braccio e mi fanno dirigire verso la Polfer, uno strattone e ci fanno girare su noi stesse, il Poliziotto che era con me dopo 10 passi mi dice, puoi andare anche da sola, vero? Come se desse per scontato che eravamo ubriache. Io ancora non rispondo alle provocazioni, mi giro e vedo invece la mia amica accerchiata da due poliziotti, perché ha provato a ribellarsi alla forza. Crediamo di sognare…come mai è degenerato in questo modo una semplice discussione? Perché siamo due ragazze di 24 e 26 anni? Non è possibile tutto questo, volevamo chiamare un avvocato, ma non ci hanno danno retta, volevamo chiamare l’attenzione delle persone e a tutta risposta ci hanno tolto il cellulare portandoci con la forza alla Centrale..Intanto la nostra ingenuità stava partendo con il treno..
Arriviamo alla Polfer, ci parcheggiano in una stanzina piccola, senza aria condizionata e dicono parole senza senso, ci obbligano a capire la loro posizione, quella maledetta posizione di cui loro ci giocano, abusano del loro potere verso noi ragazzine, ingenue a tutto..non ci vogliono far chiamare qualcuno che possa venire in aiuto, non ci fanno parlare con i nostri genitori e pretendono che noi facciamo solamente ciò che vogliono loro.
Io ho paura, non mi sento tutelata, sono in confusione dopo da quello che mi è successo e non so come posso muovermi, non mi è mai successo una cosa del genere, e adesso? mi domando adesso cosa devo fare, cosa si fa in questa situazione?
Vicino a me c'erano solo poliziotti che mi facevano domande: di cosa ci accusavano??? la mia amica piangeva e nessuno che mi aiutava. Chi mi dice che loro sono nel giusto?
La situazione era al di là di ogni immaginazione, ci trattavamo come se avessero catturato “due terroriste” e avessimo ucciso qualcuno, ma noi in realtà volevamo vedere un semplice concerto di Primo Maggio e tutto ciò NON ERA GIUSTO, non era giusto quello che ci stava accadendo. Perchè comportarsi cosi?
Cosa abbiamo fatto? ci chiedono i nominativi noi li diamo, ci chiedono di stare ferme. Il poliziotto che era con noi, voleva fare l'amico, il comandante urlava contro la mia amica e la mia amica si agitava sempre più perchè voleva fargli capire la sua posizione, la mia amica non restava zitta perchè era tutto eccessivo e non era giusto niente, il comandate gli ha anche detto: 'Ma stai zitta, che cazzo vuoi?'
Ve ne rendete conto? noi per una battuta al controllore chi hanno fermate, sequestrate e quasi arrestate e lui si può permettere di dire ad una ragazza di 26 anni ,ma che cazzo vuoi? Vi sembra giusto??
Comunque Ass. G. S., Ag. Sc. P. G., Ag. P. M. hanno usato la loro posizione di potere e per trovare una scusa a tutto ciò – per rendere più reale la loro forza - ci hanno inflitto ingiustamente anche una multa di 103,00 Euro in cui dichiarano che noi abbiamo violato l'art.688 c.I c.p. mod da art. 54 D.L. 507/99.
Nel verbale c’è scritto: Alle ore 11.10 del 01/05/2010 in questa stazione FS veniva sorpresa nelle condizioni Stabilite dall' Art. 688 cp. desunte da: alito etilico, deambulazione sconnessa, pronuncia di frasi incompiute e prive di significato, sudorazione eccessiva, atteggiamento euforico.
Certo, eravamo euforiche di partire per Roma, certamente eravamo sudate per la corsa, e naturalmente ridevamo tranquille come tutte le ragazze della nostra età. Sì ridevamo e scherzavamo con quegli uomini che invece volevano solo fare vedere quanto sono bravi. Il loro lavoro l’hanno fatto e forse il loro comandante gli avrà pure fatto un elogio, ma noi due abbiamo subito una violenza assurda. Altro che pari opportunità. Le donne possono essere fermate da altre donne, comunque in servizio non c’erano donne….è arrivata una poliziotta solo dopo alcune ore, le abbiamo spiegato la situazione e per tutta risposta ci ha addirittura perquisito. Ma non eravamo né ubriache né drogate ma solo sciocchine che ancora non capivano come dovevano comportasi. La mamma non ci aveva spiegato che bisognava farsi vedere pentite, piangere e chiedere scusa. Insistevamo nel nostro comportamento perché non avevamo fatto nullaaaaaaaa……..
Io non riuscivo ancora a credere a tutto ciò e non ho fatto in tempo a leggere il verbale che uno dei poliziotti mi ha strappato il foglio di mano e hanno aggiunto nel verbale: il trasgressore si rifiuta di firmare, ma riceve una copia. Naturalmente una copia mi è stata buttata letteralmente in faccia.
E adesso arriva la ciliegina sulla torta per NOI signorine. Dopo esser state perquisite ci fanno salire sulla macchina della polizia per esser portate alla Scientifica!
EH?????? Alla scientifica a far cosa? Altra umiliazione. Per prendere le impronte digitali e accollarsi per tutta la vita una segnalazione. Siamo colpevoli , solo per aver pagato un biglietto, avere una birra in mano ed esser accusate di nascondere un amico immaginario salito su un treno senza biglietto e ci troviamo verbalizzato in un foglio di carta che siamo delle alcoliste?
Non è possibile!
Vi raccontiamo quanto è successo il Primo maggio 2010 alla Stazione di Santa Maria Novella.
Io, la mia amica e il mio amico siamo pronti per andare al Concerto del Primo Maggio, festa dei lavoratori, a Roma.
Esaltati, con pochi spiccioli in tasca e in mano una birra compriamo un biglietto per due persone per Roma, timbriamo il Biglietto e carichi di entusiasmo cerchiamo di prendere il treno delle 11.13 per Roma Termini che partiva dal binario 12 dalla Stazione di Santa Maria Novella.
Ai binari del treno ci aspetta una muraglia di controllori pronti a fermare tutti coloro che non hanno un biglietto. Ci fermano, accertano che il nostro amico non ha il biglietto lo spediscono indietro.
Ci dicono che solo due di noi tre può salire sul treno anche se non è nominativo il nostro amico si auto-esclude. Perfetto, giusto.
Quindi il mio amico decide di non voler rischiare e dandoci due baci sulla guancia ci saluta, si dirige verso casa. Io e la mia amica superiamo la muraglia di ‘controlli’, ma stranamente, nuovamente ci fermano. Adesso cosa abbiamo fatto? ci domandiamo io e la mia amica.
I Controllori non ci vogliono far salire sul treno perché affermano che il nostro amico gli è sfuggito e secondo loro è salito di nascosto sul treno.
Noi, veramente allibite su questa ipotesi improvabile, dichiariamo di esser nel giusto, abbiamo un biglietto per due persone, siamo materialmente due persone e il nostro amico non ci interessa in quanto è andato via.
Saliamo nel treno, ma ancora una volta i due controllori ci perseguitano, ci inseguono, ci fermano e ci fanno scendere con la forza in mezzo al pubblico perché sono ancora convinti che il nostro amico sia salito sul treno senza biglietto. Non capiamo perché continuano a perseguitarci. Poi comunque sia, noi abbiamo il biglietto per due persone, siamo in regola, abbiamo timbrato e siamo in un mezzo pubblico dove chiunque può salire, se è in regola.
Non ci lasciano in pace e chiamano la Polizia Ferroviaria per cui dobbiamo anche spiegare a loro l’accaduto.
La polizia ci chiede il biglietto, accerta che siamo nel giusto e si rivolgono ai controllori dicendogli che noi eravamo apposto con tutto e potevamo finalmente prendere il treno per Roma Termini. Ma l’insistenza dei ferrovieri che a questo punto non volevano passare per fessi, convinti in buona o malafede che nascondevamo nelle “tasche” un terzo incomodo, invitano i poliziotti a prendere posizione.
I controllori non contenti affermano che secondo il loro punto di vista che nel treno c’è una terza persona senza biglietto, la Polizia (ancora fino a questo momento credevo nello Stato) ferroviaria dice che in questa situazione la terza persona senza biglietto non c’è , noi due ragazze possiamo prendere il treno e che se trovavano la terza persona di portarla alla Polizia e al quel punto loro avrebbero provveduto.
Ora giustizia è fatta, possiamo finalmente andare al Concerto, ma, purtroppo c’è un ma…
La mia amica dalle scalette del treno si rivolge ai Controllori facendo una battuta per sdrammatizzare: 'Se il mio amico non c’è sul treno, mi offrite un cena a base di pesce '.
Semplice battuta simpatica che si poteva risolvere con una grossa risata, invece no!
La polizia ferroviaria si sente offesa e ci chiede di scendere entrambe dal treno e di mostrare documenti, noi scendiamo dal treno, allibite..Io mostro l'unica cosa che ho, la tesserina mensa universitaria con nome e cognome più foto (che poi non me l'hanno più restituita) e la mia amica non ha un documento. Da ragazze ingenue dialoghiamo con loro per far capire che non ci sentiamo in colpa. Ci scambiano per arroganti e ci vogliono portare alla Polfer.
Ci domandiamo perché inizia nuovamente questo calvario e alle nostre domande ci rispondono che non c’è un perchè e che dobbiamo seguirli alla polfer!
Noi, non vogliamo credere alle nostre orecchie, noi “abbiamo un biglietto pagato, timbrato e il treno per Roma sta partendo”, vogliamo andare al concerto, perchè tutto questo?
Alla fine si mettono i guanti e inizialmente dicono che ci vogliono arrestare, poi mi prendono per un braccio e mi fanno dirigire verso la Polfer, uno strattone e ci fanno girare su noi stesse, il Poliziotto che era con me dopo 10 passi mi dice, puoi andare anche da sola, vero? Come se desse per scontato che eravamo ubriache. Io ancora non rispondo alle provocazioni, mi giro e vedo invece la mia amica accerchiata da due poliziotti, perché ha provato a ribellarsi alla forza. Crediamo di sognare…come mai è degenerato in questo modo una semplice discussione? Perché siamo due ragazze di 24 e 26 anni? Non è possibile tutto questo, volevamo chiamare un avvocato, ma non ci hanno danno retta, volevamo chiamare l’attenzione delle persone e a tutta risposta ci hanno tolto il cellulare portandoci con la forza alla Centrale..Intanto la nostra ingenuità stava partendo con il treno..
Arriviamo alla Polfer, ci parcheggiano in una stanzina piccola, senza aria condizionata e dicono parole senza senso, ci obbligano a capire la loro posizione, quella maledetta posizione di cui loro ci giocano, abusano del loro potere verso noi ragazzine, ingenue a tutto..non ci vogliono far chiamare qualcuno che possa venire in aiuto, non ci fanno parlare con i nostri genitori e pretendono che noi facciamo solamente ciò che vogliono loro.
Io ho paura, non mi sento tutelata, sono in confusione dopo da quello che mi è successo e non so come posso muovermi, non mi è mai successo una cosa del genere, e adesso? mi domando adesso cosa devo fare, cosa si fa in questa situazione?
Vicino a me c'erano solo poliziotti che mi facevano domande: di cosa ci accusavano??? la mia amica piangeva e nessuno che mi aiutava. Chi mi dice che loro sono nel giusto?
La situazione era al di là di ogni immaginazione, ci trattavamo come se avessero catturato “due terroriste” e avessimo ucciso qualcuno, ma noi in realtà volevamo vedere un semplice concerto di Primo Maggio e tutto ciò NON ERA GIUSTO, non era giusto quello che ci stava accadendo. Perchè comportarsi cosi?
Cosa abbiamo fatto? ci chiedono i nominativi noi li diamo, ci chiedono di stare ferme. Il poliziotto che era con noi, voleva fare l'amico, il comandante urlava contro la mia amica e la mia amica si agitava sempre più perchè voleva fargli capire la sua posizione, la mia amica non restava zitta perchè era tutto eccessivo e non era giusto niente, il comandate gli ha anche detto: 'Ma stai zitta, che cazzo vuoi?'
Ve ne rendete conto? noi per una battuta al controllore chi hanno fermate, sequestrate e quasi arrestate e lui si può permettere di dire ad una ragazza di 26 anni ,ma che cazzo vuoi? Vi sembra giusto??
Comunque Ass. G. S., Ag. Sc. P. G., Ag. P. M. hanno usato la loro posizione di potere e per trovare una scusa a tutto ciò – per rendere più reale la loro forza - ci hanno inflitto ingiustamente anche una multa di 103,00 Euro in cui dichiarano che noi abbiamo violato l'art.688 c.I c.p. mod da art. 54 D.L. 507/99.
Nel verbale c’è scritto: Alle ore 11.10 del 01/05/2010 in questa stazione FS veniva sorpresa nelle condizioni Stabilite dall' Art. 688 cp. desunte da: alito etilico, deambulazione sconnessa, pronuncia di frasi incompiute e prive di significato, sudorazione eccessiva, atteggiamento euforico.
Certo, eravamo euforiche di partire per Roma, certamente eravamo sudate per la corsa, e naturalmente ridevamo tranquille come tutte le ragazze della nostra età. Sì ridevamo e scherzavamo con quegli uomini che invece volevano solo fare vedere quanto sono bravi. Il loro lavoro l’hanno fatto e forse il loro comandante gli avrà pure fatto un elogio, ma noi due abbiamo subito una violenza assurda. Altro che pari opportunità. Le donne possono essere fermate da altre donne, comunque in servizio non c’erano donne….è arrivata una poliziotta solo dopo alcune ore, le abbiamo spiegato la situazione e per tutta risposta ci ha addirittura perquisito. Ma non eravamo né ubriache né drogate ma solo sciocchine che ancora non capivano come dovevano comportasi. La mamma non ci aveva spiegato che bisognava farsi vedere pentite, piangere e chiedere scusa. Insistevamo nel nostro comportamento perché non avevamo fatto nullaaaaaaaa……..
Io non riuscivo ancora a credere a tutto ciò e non ho fatto in tempo a leggere il verbale che uno dei poliziotti mi ha strappato il foglio di mano e hanno aggiunto nel verbale: il trasgressore si rifiuta di firmare, ma riceve una copia. Naturalmente una copia mi è stata buttata letteralmente in faccia.
E adesso arriva la ciliegina sulla torta per NOI signorine. Dopo esser state perquisite ci fanno salire sulla macchina della polizia per esser portate alla Scientifica!
EH?????? Alla scientifica a far cosa? Altra umiliazione. Per prendere le impronte digitali e accollarsi per tutta la vita una segnalazione. Siamo colpevoli , solo per aver pagato un biglietto, avere una birra in mano ed esser accusate di nascondere un amico immaginario salito su un treno senza biglietto e ci troviamo verbalizzato in un foglio di carta che siamo delle alcoliste?
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