La strage delle innocenti

Giovedì 11 Ottobre 2007 14:06 Giovanna Hollesch
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FEMMINICIDIO. Ci sono delitti brutali che finiscono in prima pagina. Ma anche percosse, abusi sessuali e violenze d’ogni genere che, secondo tutte le statistiche, sono in rapido aumento.Tanto da trasformarle in emergenza. Le vittime sono ragazze bellissime che sorridono dalle foto, adolescenti appena sbocciate, madri anziane piegate dalla fatica. Sono, erano donne che lavorano, che accompagnano figli a scuola, povere o ricche, donne che qualche volta sono state felici e altre hanno avuto il tempo di avere paura. Un inquietudine sottile e dolorosa sale dalle loro storie, come se nessuna, nessun’altra donna potesse sentirsi completamente sicuro. E da gennaio a giugno 2007, sempre secondo i dati della Polizia di Stato, altre 141 donne sono state vittime di un tentato omicidio, con 137 colpevoli arrestati. Il numero di vittime di lesioni è impressionante:10.383, ma soltanto 5396, poco più della metà, sono i colpevoli denunciati. E la violenza sessuale? I casi della prima metà del 2007, stupri o abusi, sono stati 1805, con 1242 denunciati. Tutti reati, a eccezione degli omicidi, in forte aumento rispetto allo stesso periodo del 2006: 37 per cento di casi in più per i tentati omicidi, 32 per cento in più per le lesioni, 16 per cento in più per le violenze sessuali. "Per evitare una tragedia come questa,  - afferma Sergio Molino, della squadra mobile di Torino, il poliziotto che ha spinto l’amico di Sara Wasington a confessare di averla uccisa durante una lite in macchina -  non si può fare proprio nulla prima, se non consigliare alle giovani donne un’estrema prudenza: dire sempre a qualcuno dove si va e con chi, evitare i luoghi troppo isolati perché anche il ragazzo più tranquillo, l’amico migliore potrebbe diventare pericoloso”. Già, ma tra le mura domestiche è difficile essere prudenti. Su 101 casi di omicidio racontati nel 2006 dai giornali italiani, mariti e conviventi compaiono alla voce assassino per 64 volte, seguiti da 11 ex. La maggir parte delle vittime è giovane ( il 20 % ha tra 26 e 35 anni,  il 28 % tra 36 e 45 anni ) , "perché -  spiega Cristina Karandole, che ha condotto la ricerca per la Casa delle donne di Bologna, -  questa è l’età in cui le donne acquistano autonomia e possono decidere d’interrompere una relazione o comunque dire di no.” Il 22 % degli omicidi viene invece classificato alla voce raptus. Tutto o niente, un infermità di mente parziale o totale dela quale si discuterà a colpi di perizie, quando per la vittima non c’è più nulla da fare. E poi c’è quel 10,9 %, forse la voce più inquietante, “ nessun problema evidente”: serve a fare entrare nelle statistiche i casi dove nessuno, neppure le persone più vicine alla donna uccisa, neppure gli investigatori sono riusciti a ricostuire con chiarezza perché, proprio quel giorno, proprio a quell’ora, sia scattata la furia assassina che ha aggiunto un’altra croce alla strage.
“Omicidi passionali”si chiamavano una volta, ora gli esperti preferiscono la parola dominio, perché dietro, quasi sempre, c’è il sentimento ancestrale, che la moglie, fidanzata, amica, possa essere un oggetto, una cosa che può essere dominata, o eliminata quando non la si controlla più. “E’ agghiacciante leggere nelle statistiche quanti sono i casi nei quali la violenza nelle coppie comincia insieme alla gravidanza." - Dice Barbara Pollastrini - Ed è qualcosa che accade in famiglie di ogni ceto sociale. L’uomo sente di non avere più controllo e diventa aggressivo.” Patrizio Schinco è un medico torinese che lavora al prontosoccorso dell’ospedale delle Molinette, il più grande della regione. Da cinque anni con i suoi colleghi, ha fondato il centro Demetra, che accoglie e cura le vittime della violenza domestica. Quella che avviene dentro casa, ma non solo, perché domestiche sono tutte le botte, le minacce, le molestie ricevute da una persona che si conosce bene. “Il 95 per cento delle nostre pazienti sono donne” racconta “e l’aumento è impressionante: 200 casi nei primi 6 mesi di quest’anno, e oggi sono ancora più numerosi, arriviamo a trattarne quattro nello stesso giorno .Qualcosa stà anche cambiando in meglio, si stà incrinando quel muro di omertà, di scetticismo che circonda queste cose.Tre o quattro anni fa quando andavo ai convegni con le mie tabelle e le mie foto tutti mi guardavano come se fossi un pazzo fanatico. Oggi invece stiamo per cominciare corsi di formazione ai vigili urbani, poi li faremo anche ai poliziotti, per insegnare come si riconosce un maltrattamento, le prime botte, i primi soprusi.” E’ anche in questo modo, secondo i medici che qualche donna potrà avere salva la vita. Intanto anche tra gli uomini si affaccia, ancora timidamente, la voglia di parlarne: sono nati due gruppi (www. Il cerchiodegliuomini.org e www.maschilplurale.it sono i rispettivi siti) con il dichiarato obbiettivo di parlare di dominio, identità, aggressività, relazioni. La strage ormai squote le coscenze, anche se a fermarla non basteranno i forum.
 
 
Giovanna Hollesch - DEApress 

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 11 Ottobre 2007 14:07 )