Mercoledì 25 gennaio, nel corso del II° Forum sui diritti umani tenuto presso la facoltà di Lettere e Filosofia (p.za Brunelleschi), è stato proiettato il video “Io sono come te!” prodotto dall’Associazione di promozione sociale interetnica Quelli del Bazar in collaborazione con il Centro Educativo Popolare CRC Castello.
L’interessante occasione ha permesso ai presenti di conoscere le molteplici iniziative promosse da Quelli del bazar: si tratta di un’associazione che opera principalmente con minori di varia provenienza coinvolgendoli in laboratori artistici, progetti teatrali e di medio metraggio con l’intento, da una parte, di avvicinare culture diverse attraverso la partecipazione creativa e facilitare l’integrazione dei giovani partecipanti, dall’altra, di far conoscere queste realtà ai cittadini attraverso la proiezione del video.
L’associazione mira soprattutto al coinvolgimento delle scuole fiorentine (dalle elementari ai licei) proponendo la possibilità di inserire la visione del video all’interno di un progetto formativo che miri all’integrazione culturale, per questo in molte occasioni maestri e professori sono stati invitati con le loro classi a partecipare alla proiezione del filmato: intento principale è quello di stimolare nei giovani un interesse positivo per culture diverse dalla propria, in modo che le differenze culturali non vengano più percepite come un pericolo o come qualcosa da cui ci si deve salvaguardare ma, al contrario, come una fonte indispensabile di arricchimento.
Purtroppo, nonostante i numerosi incontri tra i membri dell’associazione e i presidi delle scuole cittadine, il riscontro effettivo, e quindi la partecipazione delle classi, è stato scarso.
Risulta difficile comprenderne la motivazione, soprattutto considerando i molteplici episodi di diffidenza e intolleranza che segnano la nostra società e che arrivano, talvolta, a sfociare in vera e propria violenza razzista (basti pensare a quanto accaduto in piazza Dalmazia e in San Lorenzo il 13 dicembre scorso): trasmettere alle nuove generazioni il culto dei principi di tolleranza e rispetto dell’altro dovrebbe essere prioritario su qualsiasi altro tipo di insegnamento e dovrebbe essere compito proprio della scuola (oltre che della famiglia) promuoverlo.
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