COMUNE DI FIRENZE
Consiglio di Quartier 2
presenta il
V FESTIVAL MEDIAMIX -GENERI MIXATI
15 ottobre 2011
CONCORSO A CURA DEL CENTRO SOCIO CULTRALE D.E.A.
Premiazione c/o Via Monsignor Leto Casini 11 Firenze
dalle ore 16.00 alle ore 19.00
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Quest'anno 2011 il Festival ha raggiunto un'alto valore simbolico data la carenza di stimoli rivolti alla creatività e alla denuncia sociale. Pertanto i partecipanti sono stati superiori agli anni precenti e la Giuria composta da professionisti, docenti e rappresentanti del Comune ha valutato il merito ed ha ritenuto l'iniziativa di alto livello comunicazionale. La Giuria dopo una attenta valutazione e l'esclusione di molti lavori interessanti ha l'onore di considerare le persone qui di seguito citate come vincitori con le seguenti motivazioni:
Sezione 1 – Culture e ambiente
1 PREMIO
- Collettivo Lithos19, Ceci n'est pas (2'08'')
L’icona dell’uomo moderno, la marionetta immobile che si trasforma in sagoma inerte di fronte allo spettacolo della terra, diventa pretesto per raccontare il non-rapporto con la Natura, sottolineato dalla necessità di filtrare la visione del reale attraverso il codice infedele della tecnologia. L’uomo ha perduto la capacità di percepire ciò che lo circonda, limitandosi alla contemplazione del pallido riflesso trasmesso dallo schermo di un cellulare.
Commento: Un ottimo soggetto e ben realizzato: attrazione e percezione mediata attraverso il prodotto. Visione critica verso la cultura e l’ambiente molto accentuata
2 PREMIO
- Monzani Patrizia, Found-footage (5')
L'acqua come simbolo della natura, l'acqua come origine della vita e quindi dell'uomo. Il video, realizzato interamente con materiale d'archivio, narra in breve la storia dell'umanità e del suo rapporto con il pianeta terra.
Commento: Definita dalla giuria come “Videopoesia”, questo video “d’autore” denota un’ottima elaborazione di montaggio e soggetto.
- Monzani Patrizia, Ablo (3')
Per me raccontare Ablo - ed il nostro incontro - non poteva prescindere dalla sua musica, infatti, è da lì che sono partita. Ho voluto riprenderlo mentre suona, commenta i testi delle canzoni, spiega gli strumenti. La questione della tradizione e della sua trasmissione mi sono sembrate fondamentali: il perno attorno a cui tutto ruota. L’equilibrio difficile tra la fedeltà alla tradizione e la necessità di modificarla per renderla comprensibile e così trasmetterla sono alla base della ricerca musicale di Ablo, ma la tradizione è anche ciò che guida la sua vita, che lo definisce, a cui torna. “Sei nato in mano ai tuoi genitori”: vale a dire vieni proprio da lì, da un posto preciso, una famiglia, una cultura. Può sembrare scontato, eppure è necessario sapere da dove si viene e quindi chi si è per riuscire a comunicare, avvicinarsi all’altro e all’altrove, costruire qualcosa, essere in grado di andarsene ma anche di tornare. E questo vale per tutti: chi emigra e chi resta, chi scappa e chi viaggia. Ho cercato di rilevare ed amplificare l’universalità del discorso di Ablo, interpretandolo senza snaturare il senso della sua ricerca. Per questo ho deciso di usare simboli semplici, immediati ed evocativi, sviluppandoli tramite la tecnica dell’animazione con la sabbia i cui colori e testura rimandano ad una possibile estetica africana, in realtà totalmente filtrata dalla mia immaginazione.
Commento: Video che unisce una suggestiva rappresentazione visiva dell’intervistato con la musica del suo paese di origine. Un buon lavoro per far conoscere la cultura e la “voce altra”.
- Cappelletti Tommaso, Il Respiro del Corpo (4'46'') - PREMIO SPECIALE
Il nuovo millennio richiede ritmi che non ci appartengono, tempi sempre più stretti e sincopati anche per respirare e far respirare il nostro corpo. Commento: Questo cortometraggio è stato definito da alcuni giurati: “Allegorico”. Buona la fotografia, attenta e curata la regia.
3 PREMIO
- Pisana Angiolina, Riflessi (8')
Esiste tra l’universo e l’uomo una comunicazione intima, in cui le corrispondenze si intrecciano. Nella profondità della materia le immagini si imprimono- generano emozioni, fluiscono.
Commento: Ottimo cortometraggio, unanimemente riconosciuto dalla giuria come “poesia d’immagini”. L’alta qualità estetica si unisce a una profonda riflessione filosofica.
- Magni Gianluca, Oltre l'Orizzonte (9'15'') - PREMIO SPECIALE
- Magni Gianluca, Vita da escort (11'52") - PREMIO SPECIALE
Questo cortometraggio esamina lo scioccante tema della prostituzione maschile, sottolineando la psicologia della prostituzione maschile, sottolineando la psicologia del personaggio. Un uomo che ha distrutto i suoi sogni e che vede il suo corpo per sopravvivere. Una donna s’innamora di lui: La situazione prende pieghe inaspettate…
Commento: Uno sguardo disincantato sulla realtà... Buona la fotografia, meno convincente la regia. Un prodotto che resta stimolante, ma che ai termini del concorso risulta fuori tema
3 PREMIO SPECIALE per l’Ambiente
- Borio Mario, "Lido dei tronchi" (15')
Il parco della Maremma si estende lungo 25 Km. di costa, con spiagge sabbiose e scogliere circondare da paludi e pinete. In questo documentario d’arte la natura è protagonista assoluta: il mare, i tronchi bagnati dalle onde, i giochi di luci e colori: “Fa più rumore un albero che cade, di una foresta che cresce”.
Commento: Ottima la fotografia dei paesaggi naturali, con alcuni (controllatissimi) effetti ottici. Il documentario è di interesse naturalistico, il montaggio risulta poco accattivante.
- Meozzi Tommaso, Untitled (0'56'')
Un essenziale intrecciarsi d’immagini e sequenze, costruito su un’apparente opposizione binaria, ma che si rivela infine principio di fusione.
Commento: Un lavoro difficile da giudicare, che ha stimolato pareri contrastant. E' stato definito “videoarte”, “filosoficamente stimolante” e/o “lavoro sperimentale”. Troppo breve per giudicare
Sezione 2 – Videoreportage/Fotoreportage
1 PREMIO
- Dari Francesca/Fontanelli Lara, luoghi di transito (4')
Abbiamo cercato attraverso questo reportage fotografico, di far conoscere una realtà del luogo/non luogo o "genius loci". Uno studio sulla foto sociale , svolto a Firenze, al fine di mostrare una "città altra", un "luogo di transito" considerato non luogo ma che invece abbiamo scoperto con una sola anima. Ogni realtà urbana ha - oltre il visibile- anche zone d'ombra e noi offriamo queste immagini per riflettere. "La casa che non c'è" è un problema reale per tutti, compresi gli immigrati, così le occupazioni diventano dei luoghi visibili ai più...un luogo di transito, diventa un villaggio di persone che sopravvivono in attesa dello "sgombro" e dove si vive di solidarietà. Abbiamo descritto come "elemento comune" i luoghi occupati, luoghi di storia in cambiamento continuo. Una lettura fenomenologica di transumanza urbana che ci riporta antropologicamente alle nostre origini tribali.
Commento:Un buon lavoro di fotografia, con grande cura nella presentazione. Denota piena conoscenza delle tematiche della periferia sociale. L’aspetto delle immagini saturate ne risalta la drammaticità. La scelta della musica crea atmosfere adeguate alle immagini e per la denuncia sociale.
- Grillandini Luca, Abbandono (6'59'') - PREMIO SPECIALE
Ho raccontato l’abbandono e la solitudine di luoghi un tempo vivi, attraverso immagini d’insieme e particolari. Reportage di denuncia: Ospedali psichiatrici- ex macelli- fabbrica abbandonata.
Commento: È un lavoro fotografico che individua la condizione umana dell’abbandono. Trasmette l’umore con grande efficacia. Buone immagini di forte intensità concettuale.
2 PREMIO
- Germondari Werther, Panca popolare Italia (10')
Immagini realizzate nell’autunno del 2009, inquadrando sempre la stessa panchina, collocata in piazza delle finanza a Roma. Su di essa, dall’inizio del millennio ad oggi, si sono incontrati popoli di tutte le etnie ed hanno trovato riposo e rifugio centinaia di persone.
Commento: Ottimo lavoro di fotografia: curato nella regia e nella selezione delle immagini, ben montato e ricco di suggestioni. Uno spaccato di vita in pochi metri quadri. Uno sguardo dall’alto che arricchisce il concetto di nomade urbano.
3 PREMIO
- Sacco Yari, Inicio (Inizio) (3')
Descizione di un lasso di tempo di 24 ore, di una coppia di sconosciuti e del loro incontro.
Commento: Un racconto fotografico di uno spaccato della società odierna, in un ritmo tra l’artificiale e lo stressante, con il sopravvento delle abitudini scandite dal tempo inquietante.
Questa descrizione ci porta a considerare il livello sia tecnico e di gestione del colore di buona qualità, un esempio di narrativa fotografica.
- Sacco Yari, A piece of marocco (4')
Fotoreportage sulla costa mediterranea del Marocco. Città: Alhoceima e Tangieri.
- Pecha Tomas, Dematerializing Branick (1'16") - PREMIO SPECIALE
Dematerializzazione e “bracketing” di una proposta di costruzione piatta per Branick (Praga).
Commento: Tutto in animazione 3D, un lavoro breve, complesso ma buono
Sezione 3 – Giovani a confronto
1 PREMIO
- Busia Eleonora, Forma Invisibile (2'43'')
Che cosa significa vedere? Che cosa succede se gli occhi non vedono? Una ragazza cieca si immerge nei ricordi: le immagini possono essere stropicciate, toccate, percepite. Forse si può vedere anche senza vedere.
Commento: Ancora un'ottima fotografia, arricchita da un montaggio più spigliato. Parte della giuria ha però individuato un divario fra soggetto e realizzazione, che inficia una piena fruizione dei contenuti.
- Busia Eleonora, Tracce (1')
Le nostre vite scorrono accanto a testimoni silenziosi: pareti, oggetti, stanze… “Tracce” è una serie di immagini, un piccolo omaggio alle cose che parlano e raccontano di noi, quando non ci sono.
Commento: Una fotografia curatissima, incentrata sui particolari più insignificanti. Il lavoro non ha però convinto tutta la giuria, che l’ha anche valutato come semplice esercitazione formale.
- Busia Eleonora, Respiro (7')
Una ragazza dallo sguardo spento, trascorre una vita monotona. Attraverso un viaggio, un percorso (o forse era un sogno?) riprenderà a vedere le cose con occhi diversi.
Commento: Un buon lavoro, realizzato con impegno creativo e registico. Resta ancora incerta la scelta dei tempi, pur nella ricchezza e originalità delle idee.
2 PREMIO
- Pacchierotti Ely, L'arancia meccanica (1'27")
Mai una mela con gli orecchi di perle? Un thriller alla frutta: La spietata arancia sparge sague e terrore per una futile controversia d’amore: La contessa dall’affascinante melin rouge. Solo la magia potrà risolvere l’accaduto : sarà Pierangela – la pera angelo- a sconvolgere il finale della storia. Un’euforica animazione in stop-motion.
Commento: In animazione passo uno. Discreta creatività, buona la cura dell’animazione, con effetti scenici accattivanti.
- De Benedetto Giovanni, Un-compromised (2'31'') - PREMIO SPECIALE
Il video fa parte di un progetto“work in progress” multimediale chiamato “THE UN-CIRCLE” che analizza il tema e il valore della mancanza e dell’assenza, cercando di comprendere molte delle sue sfaccettature. Nel filmato viene messo in scena un tema alquanto noto , il bacio, ma lo si fa prendendo in considerazione l’effettiva presenza sentimentale dei due protagonisti. Guardando il video assistiamo al preciso momento di rottura di un rapporto, con la resa di coscienza dei protagonisti che fanno cadere nell’amarezza e nel vuoto lo spettatore insieme a loro.
Commento: Un mix ben riuscito ed efficace. Buono nel complesso, anche se ai giudizi più critici il lavoro è risultato troppo "leggero".
3 PREMIO speciale
PER LA COMUNCIAZIONE SOCIALE
- Maccari Malquori Tommaso, Gelmini TVB (15'10'')
Il lavoro si svolge all’interno dell’università e come logica conclusione vuol essere un momento di critica alla legge Gelmini, un cinico spazzato della realtà accademica e dei suoi operatori.
Commento: Una fitcion con un valore sociale molto forte. Un’analisi della realtà fresca e con una chiave di lettura sarcastica. Una storia di sdoppiamento della personalità con lo stesso protagonista che si vede in tre situazioni diverse.
- Gazzarri Matteo, Fino all'ultimo Spray (12'28") - PREMIO SPECIALE
Colore, sorrisi, birra. Sono queste parole la sintesi ultima di “FINO ALL’ALTUMO SPRAY”, il tentativo, timido e curioso, di raccontare un evento, lo spray art connection 2010 di Pontedera, un gruppo, quello dei writers partecipanti, un mondo, quello di chi ha scelto i muri come tela per la propria fantasia.
Commento: Un documentario ben realizzato e interessante nei contenuti. Ottima la fotografia e le riprese, anche se l'eccessiva lunghezza indebolisce un poco la resa complessiva.
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Si ringraziano gli Sponsor:
Libreria Monteloro
Habitat Ecovillaggio
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Jokolarte - Juggling & Unicycle Store
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