Una nuova fenomenologia da studiare: Gli italiani all'estero si vergognano di dire "sono italiano".
E quando rispondono alle domande cosa sta succedendo in Italia, rispondono "Non tutti siamo la classe politica votata".
E allora se siamo in un periodo dove prevalgono corrotti e corruttori che ci rappresentano noi cosa possiamo rispondere quando ci chiedono se siamo italiani?
Se italiano/a significa essere furbetto/a. No
Se essere italiano/a è uno status di spaccone. No
Se italiano/a è la presunzione di non sbagliare mai. No
Se italianoA è l'identificazione con la corruzione e la mafia. No
Il nazionalismo è un concetto da superare e l'Itlia ricca e spaccone non ci trova partecipi di questa società ipocrita e fregona. Ma le tasse (sempre più alte) le paghiamo noi lavoratori dove il reddito è dichiarato. Soprattutto coloro che quest'anno hanno perso il lavoro perché i ricchi chiudono le fabbriche e portano i soldi all'estero. Mentre i politici che vedono meglio di noi cercano di far rientrare i capitali per meglio sperperarli in barche, alta moda, eventi e droghe...... Un'Italia in cui noi risorse umane non investiamo più e anche se ci dicono che supereremo la crisi economica, chi di noi supererà la crisi psicologica?
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