Non solo i Puffi hanno la possibilità (o forse il lusso!) di abitare in una casetta dal tetto spiovente a mò di fungo. Non solo loro, a quanto pare, intrattengono rapporti privilegiati con Madre Natura.
Nella madrepatria della rivoluzione industriale, la Gran Bretagna, Michael Buck ha costruito una casetta completamente biodegradabile, tranne qualcosa come i vetri o i chiodi. L'habitat che accoglie questa primizia architettonica è il suo giardino dell'Oxfordshire. Una casetta piccolina in Canadà.
Sabbia, argilla, paglia, acqua e materiali di recupero presi dai cassonetti dell'immondizia: è l'affermazione della necessità di un cambiamento di paradigma, un modello di sviluppo che non sia capace solo di blaterare, ma si impegni a rintracciare linee programmatiche ecosostenibili. Questo ragazzo della via Gluck, al costo di soli 180 euro costruisce e garantisce un riparo sicuro e riscaldato all'affittuario. Proprio così: il proprietario ha affittato l'immobile. Il fruitore privilegiato è un lavoratore agricolo che paga l'affitto con il latte e la panna prodotti dalle sue mucche.
Insomma, non solo l'edilizia, ma anche i rapporti economici sono gestiti alla vecchia maniera, una specie di baratto raffinato, una sottospecie di rapporto medievale in cui il “latifondista” riceve in merce il costo del servizio che offre. L'illuminazione dell'abitazione è fornita dalle candele, non potendo esserci in questa oasi dell'ecologia, in questo esperimento naturalistico, una fornitura elettrica, che stonerebbe con quell'inversione di paradigma di cui scrivevo prima. Il riscaldamento proviene da un forno a legna posto sotto la mezzanine, dove si trova il letto, e l’acqua è garantita da una fonte naturale presente all’esterno. Il tetto è assemblato di legno, con una copertura di paglia, la pavimentazione si compone di doghe in legno buttate da un vicino di casa e per le finestre sono stati utilizzati i vetri di un camion.
I Pinco Panco e i Gargamella vari siamo noi tutti incapaci di modellare le nostre esigenze al rispetto degli equilibri naturali. Quel contatto quasi romantico che la natura ci regala non può essere surclassato da nessuna tecnologia immaginabile.
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