Riceviamo e pubblichiamo:
Piano agricolo forestale: il punto in commissione.
L’assessore Gianni Salvadori illustra le linee guida della programmazione per gli anni 2012-2015 nei settori agricolo, forestale, faunistico-venatorio, della pesca. Gli interventi di Roberto Benedetti e Claudio Marignani (PdL), Pier Paolo Tognocchi e del presidente Loris Rossetti (Pd).
Firenze – Competitività, uso sostenibile del territorio rurale e biodiversità, valorizzazione del patrimonio forestale. E’ intorno a questi assi che si svilupperà il Piano regionale agricolo forestale 2012-2015, in un contesto di grande cambiamento della Politica agricola comunitaria, i cui aspetti finanziari saranno decisi solo nel primo trimestre 2013. Lo ha sottolineato l’assessore Gianni Salvadori in una comunicazione alla commissione agricoltura del Consiglio regionale, presieduta da Loris Rossetti (Pd). Il nuovo piano comprenderà la programmazione del settore agricolo, zootecnico, faunistico-venatorio, forestale e della pesca. Le tre linee generali saranno articolate in 19 obiettivi specifici e 78 misure finanziarie. Le risorse attualmente previste sono pari a 180 milioni di euro complessivi, 45 milioni l’anno. L’assessore si è quindi soffermato sugli aspetti faunistico venatori, sottolineando che il futuro piano non sarà una sommatoria dei piani provinciali, ma fornirà indirizzi regionali, in un quadro il più possibile condiviso. A questo scopo è già stato istituito un tavolo con tutti i soggetti interessati (associazioni agricole, venatorie, ambientaliste, amministrazioni provinciali) per trovare un punto di equilibrio su alcuni aspetti delicati della programmazione, come la densità degli ungulati e la percentuale di territorio vocato per la caccia. I consiglieri Roberto Benedetti e Claudio Marignani del gruppo PdL, in riferimento alle misure finanziarie, hanno sottolineato la necessità di individuare quelle che sono da considerarsi “priorità assolute”, indicando esattamente “cosa si privilegia e cosa si penalizza”, con “scelte trasparenti”. Salvadori ha osservato che l’alto numero di misure indicate nasce dalla necessità di avere il più ampio ventaglio di strumenti di intervento disponibili in caso di necessità, da attivare successivamente all’approvazione. “Per le priorità c’è una riflessione in corso con le organizzazioni agricole – ha affermato – che deve tenere conto dei grandi cambiamenti in atto”. Tra i settori individuati c’è quello forestale, con circa 15 milioni di euro per stipendi agli operai, l’antincendio, che assorbe circa 5 milioni, la tenuta dei libri genealogici per la zootecnia, che registrano il disimpegno dello Stato, il vivaismo, che rappresenta un terzo del Pil agricolo regionale. L’assessore ha infine sottolineato gli interventi per la semplificazione, che, insieme alla riduzione dei livelli di programmazione, punta ad introdurre un fascicolo unico per le aziende, in grado di ridurre del 40% i tempi per le erogazioni dei contributi. “E’ giusto indicare le priorità, ma dobbiamo avere anche gli strumenti che ci consentano di intervenire su realtà e progetti validi – ha sottolineato Pier Paolo Tognocchi (Pd) – Bisogna agire anche verso le organizzazioni agricole per superare la frammentazione e favorire i rapporti diretti con la pubblica amministrazione”. Il presidente della commissione Loris Rossetti ha ribadito la necessità di intervenire sulla semplificazione amministrativa. “Al di là delle forme di incentivazione – ha concluso – è indispensabile salvaguardare un baluardo nella difesa del territorio e nella regimazione idraulico-forestale”.
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