Immigrati, la Caritas presenta il Dossier. 26/10/2011
Sulla questione “immigrati” la Caritas presenta il Dossier: sono oltre 4,5 milioni di presenze, ovvero un numero pari al 7,5% della popolazione. La stima non riporta grandi cambiamenti rispetto allo scorso anno: ai residenti occorre aggiungere oltre 400mila persone regolarmente presenti, ma ancora non registrate all’anagrafe (4.968.000 persone).
Risulta altrettanto necessario non omettere alcune variazioni, tecnicamente definite”rotazioni”, figlie della precarietà dei titoli di soggiorno che richiedono, tuttavia, modifiche normative in merito. Difatti accanto ai circa 500.000 nuovi arrivati, tra nuove presenze e regolarizzati, corrispondono altrettanti immigrati la cui regolarizzazione è venuta a cessare.
Per avere un quadro generale di riferimento attualmente da Nord a Sud la situazione è la seguente: la presenza degli immigrati sul territorio italiano è più consistente nelle regioni del Nord-Ovest, dove è del 35%, segue il Nord-Est con il 26,3%, il Centro con il 25,2% e il Sud e Isole con il 13,5%. In lieve superiorità numerica le donne, che rappresentano il 51,8% del totale mentre i minori sono il 21,7%.
Tra le prime cinque collettività per numero di residenti, rileva ancora il Dossier della Caritas, si trovano la Romania, con 968.576 presenze, seguita dall'Albania, con 482.627, il Marocco con 452.424, la Cina con 209.934 e l'Ucraina con 200.730 presenze.
Gli stranieri, la cui età medià e di 32 anni, contro i 44 degli italiani, si caratterizzano per la forte incidenza di minori (21,7%) e delle persone in età lavorativa (78,8%) mentre gli ultra 65enni superano di poco il 2% ( sono, invece, un quinto della popolazione italiana). In altri termini, gli stranieri sono appena 1 ogno 100 tra gli anziani, ma oltre un decimo dei minori e dei giovani (18-39 anni).
Gli immigrati sono mediamente molto più giovani degli italiani, e quindi in proporzione tra gli stranieri ci sono più persone in età lavorativa che tra la popolazione italiana. L'età media degli immigrati è infatti di 32 anni contro i 44 degli italiani. Ecco perché, secondo le stime del Dossier sull'immigrazione Caritas/Migrantes, se il nostro sistema pensionistico regge è anche grazie ai circa 7,5 miliardi di euro all'anno di contributi pagati dagli immigrati.
I lavoratori stranieri (poco più di 2 milioni secondo l'Istat ma 200 mila in più secondo il Dossier che include anche i non residenti) costituiscono un decimo della forza lavoro in Italia e sono determinanti in diversi comparti produttivi. Attualmente stanno pagando duramente gli effetti della crisi e sono arrivati a incidere per un quinto sui disoccupati, ma il difficile momento non ha bloccato il loro dinamismo imprenditoriale, visto che le imprese gestite da immigrati sono aumentate nel 2010 di 20 mila unità, arrivando a quota 228.540.
A queste persone, e alle loro famiglie, vengono garantiti alcuni servizi pubblici: il più oneroso è quello sanitario, che nel 2009 è costato allo Stato intorno ai 3,1 miliardi, il 2,8% della spesa complessiva per questo comparto. Per la scuola, invece, nell'anno scolastico 2008-2009 per gli alunni stranieri sono stati spesi circa 3 miliardi di euro. Circa 500 milioni la spesa per i servizi sociali comunali (su un totale di 7 miliardi di spesa sociale dei Comuni).
Ma il saldo tra i versamenti degli stranieri all'erario e le spese pubbliche sostenute a loro favore è ampiamente positivo: 1,5 miliardi di euro secondo le stime del dossier. La precarietà lavorativa si riflette pesantemente sul piano abitativo: un immigrato su tre (34%) si trova in condizione di disagio per la casa, contro il 14% degli italiani. Sono aumentati gli sfratti per morosità e i pignoramenti degli immobili per chi non ha pagato le rate del mutuo, si è dimezzata in tre anni la quota di compravendite effettuate da stranieri.
MEZZO MILIONE DI IRREGOLARI, 1 OGNI 10 - Sarebbero circa mezzo milione gli immigrati irregolari presenti in Italia, uno ogni 10 in posizione regolare, secondo stime del Dossier Caritas/Migrantes. Nel 2010 sono stati registrati 4.201 respingimenti alle frontiere e 16.086 rimpatri forzati, a fronte di 50.717 persone rintracciate in posizione irregolare. Nel corso dello scorso anno sono sbarcati sulle nostre coste 4.406 persone, meno della metà rispetto al 2009 (9.573), per non parlare del 2008 quando erano state quasi 40 mila. Ma gli sbarchi sono ripresi nel 2011 a seguito degli sconvolgimenti politici della Tunisia, dell'Egitto e della Libia.
Nei Centri di identificazione ed espulsione (Cie) nel 2010 sono transitati 7.039 immigrati, con una permanenza media di 51 giorni, ma meno della metà (3.339) è stata effettivamente rimpatriata mentre più di un sesto è stato dimesso per scadenza dei termini. Il dossier sottolinea quanto siano "costosi" i Cie, dove secondo dati parlamentari la retta giornaliera costa 45 euro, per non parlare dell'espulsione di uno straniero, che è valutabile in una spesa che può arrivare a 10 mila euro.
A CAUSA DELLA CRISI IMMIGRATI INVARIATI A QUOTA 5 MILIONI - La crisi economica con la conseguente mancanza di posti di lavoro incide negativamente anche sulla presenza degli immigrati: in un anno, secondo le stime del Dossier Caritas/Migrantes, il numero degli stranieri regolari in Italia è rimasto fermo a quasi 5 milioni. In realtà le nuove presenze sono state quasi mezzo milione, tra regolarizzati e nuovi venuti, ma altrettanti sono "scomparsi" perché il loro permesso di soggiorno è scaduto e, quindi, o sono stati rimpatriati o sono scivolati nell'irregolarità.
CARITAS: CHIAVE DI VOLTA E' L'INTEGRAZIONE - I flussi migratori necessitano di una regolamentazione, ma "si sbaglia a ritenere determinanti le norme di contrasto" che "continuano a mostra un'efficacia limitata, a comportare costi eccessivi e ad essere esposte a eventi imprevisti, come si è constatato in Nord Africa nel 2011". E' quanto si afferma nel ventunesimo Dossier Caritas/Migrantes sull'immigrazione, presentato oggi a Roma.
E' l'integrazione la vera "chiave di volta" della politica migratoria, sostiene il rapporto. "L'inquadramento emergenziale dell'immigrazione - si legge - è fuori posto in un Paese in cui gli immigrati rappresentano almeno il 10% della forza lavoro, assistono 2,5 milioni di famiglie, diventano sempre più cittadini italiani (66 mila nel 2010 e oltre 600 mila nel complesso), incidono per il 7,9% sul numero totale degli iscritti a scuola, si sposano con gli italiani (257.762 matrimoni misti fra il 1996 e il 2009) e 650 mila sono nati in Italia".
L'immigrazione è dunque, sottolinea il dossier, una realtà intrinseca al Paese. Quest'anno il rapporto di Caritas/Migrantes ha scelto lo slogan "Oltre la crisi, insieme".
| < Prec. | Succ. > |
|---|






