Home Articoli Reportage Tour in Andalusia - Spagna Parte 3
Info

Centro socioculturale D.E.A.

Borgo Pinti, 42/r - 50/r
50121 Firenze

redazione@deapress.com
Tel/Fax. 055-0500618

Tour in Andalusia - Spagna Parte 3 PDF Stampa E-mail
Scritto da Giuseppe Comuniello   
Sabato 14 Novembre 2009 16:04
Diario del nostro tour in Andalusia – Spagna
3-20 agosto 2009 - Parte 3

Diario a quattro mani di due non vedenti: Giuseppe e Vanessa

Lunedì 10 agosto 2009

Lui voleva mettere la sveglia alle 7 e mezza….. lei ha mediato fino alle 8 e un quarto….. cavolo sono in vacanza! Tanto lui si sveglia sempre prima perché ovviamente continua a fare i suoi esercizi mattutini.
Dopo un giretto al nostro amato mercato centrale dove abbiamo fatto amicizia con il fruttaiolo e l’olivaio siamo andati a prendere il treno per Fuengirola. Lì sembrava che tutti fossero preoccupati dei ladron! Un poliziotto all’uscita della stazione ci ha raggiunti per chiederci se avevamo tutti i soldi visto che ci aveva dato una mano per uscire dalla stazione un ladron, come dicono loro. Fortunatamente avevamo tutto però anche in spiaggia  un signore che ci ha dato una mano per trovare il posto ci ha raccomandato di stare attenti alle nostre cose. Anche qui abbiamo incontrato molte persone gentili che ci hanno aiutati per fare il bagno ma soprattutto per trovare il nostro asciugamano al rientro. Nel pomeriggio visto che il caldo da queste parti è insopportabile e già ci siamo devastati sotto il sole siamo stati un po’ in un bar e poi ci siamo dedicati alla nostra prima passione sulla passeggiata di Fuenjirola: toccare tutte le bancarelle dei   negozietti! Ricordate? Lì abbiamo trovato oggettini davvero graziosi, dai canotti ai mega delfinoni gonfiabili (la lei lo vuole! Così lui mi trasporta in acqua e io non mi devo bagnare che fa freddo!), cartoline tonde e super giganti….. e per finire un asciugamano da mare fatto a poncio con il cappuccio… Morbidissimo. Troppo originale! Lo volevamo comprare per i nostri rispettivi fratelli! Peccato ci fosse solo la taglia per bambini di 5 anni! Tristissimi e delusi abbiamo abbandonato la nostra idea .
Al ritorno abbiamo incontrato delle ragazze che ci hanno accompagnato fino al binario del treno della stazione di  Fuengirola e a Malaga delle ragazze che alla stazione di Malaga ci hanno accompagnato fino alla fermata del bus e preoccupate che non prendessimo l’autobus giusto sono persino tornate indietro per informarsi meglio! Qui la gente è davvero disponibile, quando ti accompagna si preoccupa che tu arrivi al posto dove vuoi arrivare, chiede anche informazioni per te. A Granada invece tendevano di più a darti le direzioni solamente per il posto in cui volevi andare anziché  accompagnarti. Qui sembra invece che accompagnarti non costituisca un problema, la gente non ha fretta e lo fa volentieri, non si preoccupa di fare strada in più. Due approcci differenti ma piacevoli entrambi anche se uno ti lascia maggiore spazio di autonomia mentre l’altro è un po’ più assistenziale (ma alla fine nemmeno troppo). Be’, menomale abbiamo incontrato queste varie persone che ci hanno aiutato perché qui non solo le strade sembrano autostrade ma le stazioni dei treni sembrano aeroporti! Sono giganti  e a Malaga c’è persino il metal detector per il controllo bagagli. Però secondo  noi sono ben organizzate perché per arrivare ai binari c’è un tornello dove il personale controlla i biglietti  e non si trova come in italia il controllore sul treno. Ma i treni per ora  sembra che abbiano il silenziatore! Non si sentono minimamente quando entrano in stazione! Saranno mica treni fantasma? Però menomale hanno l’annuncio vocale delle fermate.

Martedì 11 agosto 2009

Hola! Dopo  un ampio giro alla scoperta del nostro mercato preferito dove si potevano sentire un sacco di odori e profumi tipici (olive, frutta fresca ma soprattutto pesce fresco) ci siamo avventurati alla ricerca del churro, una pasta di pane fritta di forma allungata (tipo strisce lunghe) che si  può cospargere di zucchero e mangiare immersa in una bollente tazza di caffè con latte o cioccolata calda.  Mentre cercavamo la churreria abbiamo incontrato su calle Lario un tipo buffissimo che vendeva biglietti della lotteria. L’abbiamo pure registrato perché faceva troppo ridere! Pensando che fosse della Once, l’associazione dei ciechi spagnola,  gli abbiamo chiesto informazioni e abbiamo scoperto che il signore che vende i biglietti del cupon (la lotteria once) vendeva i suoi numeri proprio li accanto. Così ci siamo messi a  chiacchierare….. però lui era tutto tranquillo, non un casinaro come il primo a vendere i biglietti! Forse perché ha lo stipendio base di 900 euro?! E forse anche perché dato che la Once è una istituzione qui in Spagna molti comprano i biglietti e lui ha una percentuale su di essi. In ogni caso non ci ha detto grandi cose, anzi, abbiamo avuto l’impressione che i ciechi totali non li mettano a vendere i biglietti ma che sia un lavoro solo per gli ipovedenti. Però abbiamo capito che la Once ha un enorme potere ed è piena di imprese di sua proprietà come ad esempio caffetterie o lavanderie dove i suoi affiliati possono lavorare. Inoltre pare che la Once non lavori solo con i disabili visivi ma con tutte le disabilità. Il pomeriggio lui ha avuto la splendida idea di andare a visitare la piazza dei tori di Malaga visto che non sapevamo cosa fosse. Ci siamo quindi incamminati alla sua ricerca. Per strada una miriade di gente andava verso la piazza…. Non riuscivamo a capirne il motivo finché due vecchietti non ci hanno detto che oggi c’era una corrida gratuita di novizi. Tutti entusiasti correvano a prendere i posti. Arrivati lì molto  perplessi ma curiosissimi di conoscere abbiamo visto una fiumana di gente di tutte le età, dai bimbi di pochi mesi alle nonnine di 90 anni….. donne tutte improfumate e ben vestite che si sventolavano con ampissimi ventagli, venditori ambulanti di birra whisky vino e coca-cola…..  sembrava che tutti i malaghini si conoscessero!  Noi ancora più perplessi e un po’ spaesati ci siamo uniti ad un signore spagnolo che accompagnava la madre anzianissima e siamo entrati. Grazie alle sue spiegazioni (quasi obbligate visto che il lui l’ha tormentato di domande per capire come si svolge la corrida) abbiamo  assistito ad una parte dello show che però ci ha fatto alquanto schifo e dopo circa 20 minuti ce ne siamo andati! Come noi anche un gruppetto di italiani che abbiamo avvistato dopo poco se ne è andato….. proprio non capisco come possa piacere uno spettacolo dove si ammazzano i tori! Che ci sia di bello non l’abbiamo capito! E tutti loro sembravano così fogati pure se era uno spettacolo di pochissimo rilievo! Mah! Poi il bello è che la piazza era stracolma e credevamo che in giro per Malaga non ci fosse nessuno, invece le autostrade erano sempre piene e calle lario sembrava brulicasse più del solito! Per consolarci siamo andati dal nostro El Merlo al Pedregalejo a spararci una strasalatissima paella!
In autobus verso questa località abbiamo conosciuto una signora buffissima. Non si era accorta che io  sono orba e voleva sedersi, poi quando se ne è resa conto non voleva più il posto…. Ma io mi sono messa  in braccio al lui e lei si è seduta di fronte, così abbiamo cominciato a chiacchierare. Era un sacco scherzosa ed in più ci ha accompagnati direttamente  al ristorante! Raccomandandosi anche con un suo amico del chiosco vicino che se ci serviva una mano per attraversare la strada, ce la desse. Ci ha anche detto che gli spagnoli di sera non mangiano la paella ma che viene preparata per gli stranieri!
Per finire il racconto  malaghegno, visto che oggi è l’ultimo giorno, non  dobbiamo dimenticare di mangiare in Spagna prima di ripartire la pizza con i quattro quesi! Io però un  queso ce l’ho già! Pare che sta  pizza al  queso qui vada proprio di moda! Ahahahahaa!

A Ronda

Mercoledì 12 agosto 2009

Via in autobus verso Ronda! Per adesso le nostre tappe sono  sempre state abbastanza regolari, 2 ore circa da Granada a Malaga e altre 2 ore da Malaga a Ronda.
Arrivati in questa piccola ma graziosa città abbiamo cominciato a girarcela. C’è qualche piccola autostrada ma il centro si gira  bene e le strade si incrociano più o meno ad angolo retto restando abbastanza regolari e facili da individuare per noi orbis! Ormai esperti delle plaze des toros abbiamo voluto visitare quella di Ronda che è la più antica di spagna, circa del 1785.
Alla biglietteria però ci hanno sconsigliato di entrare poiché il giorno prima c’è stata una forte pioggia e alcune  zone erano allagate quindi poteva essere difficoltoso per noi. Servizio di guida non ce ne era….. così lui ha detto: - Ma se troviamo  noi qualcuno  che ci accompagna possiamo entrare? – e mentre il bigliettaio annuiva una famiglia di spagnoli che era in fila dietro di noi ed ha sentito si è offerta di accompagnarci nella visita. Sono stati davvero carini e poi erano buffi, con un bimbo appassionatissimo di tori….. che cercava di  comunicare con la lei che però povera non capiva un tubo in spagnolo!
Mentre cercavano di spiegarci da dove entrassero i tori e come  funziona la corrida hanno visto un gruppo di italiani con guida e ci hanno proposto di avvicinarci a loro per ascoltare la spiegazione. Lasciamo perdere! Fiorentinacci scortesi  più che mai (l’ho sempre detto che i fiorentini mi stanno sul culo, dice lei), non ci hanno nemmeno rivolto la parola né salutato, e anzi si domandavano tra loro se per caso dovessero accompagnarci senza nemmeno chiederci niente. Dopo poco ce ne siamo andati e siamo  tornati con i nostri amici spagnoli i quali nel pomeriggio rincontrandoci per strada ci hanno anche salutato! Intanto stiamo diventando sempre più esperti di corride e piano piano capiamo qualcosa di più.  Abbiamo fatto un bel giro per Ronda  visitando anche il borgo vecchio e il ponte vecchio, finché poi la lei non ha cominciato a lamentarsi per il mal di piedi e quindi abbiamo dovuto  sederci per più di un ora prima in un bar, poi su una fontana. Lui evita la descrizione del bagno del bar, per maggiori dettagli chiedete di persona e privatamente! Alla sera abbiamo aspettato davanti la stazione degli  autobus di Ronda il proprietario del nostro nuovo alloggio, un ostello disperso in mezzo ai boschi e trai monti alti 850 metri a 14 km da Ronda. Pensate che la nostra avventura sia finita? Nessuno si potrebbe immaginare mai di come è proseguita la serata! Il proprietario, un certo Mr. Ian Bottomley, di origini inglesi e che parla un inglese perfetto (da paura da quanto è bello! Mi garba troppo!). Questo per la felicità della lei mentre lui si è trovato un po’ spaesato ed ha chiesto subito se parlava anche spagnolo…. Ma niente da fare! Deve rassegnarsi a quasi 2 giorni di inglese! Insomma scrivevamo che sto tipo oltre al suo inglese è davvero bizzarro: ha girato mezzo mondo, guida come un pazzo per le strade di montagna (abbiamo rischiato di vomitare per arrivare all’ostello), ha una famiglia di artisti ed ha studiato chimica anche se adora la musica e sa suonare la batteria… è molto english, fa il cuoco ed è un tutto fare nell’ostello. Ostello? Un’altra stamberga, chiamata "El refujo" appunto, di 150 anni fa almeno, con scaloni altissimi che per  salirli devi essere un atleta e  pure preparato per il climbing, un bagno ricavato in modo bizzarro dove tutto è appassionatamente in comune e senza distinzione ne di sesso né di razza (attenzione perché se ci si siede sul water la testa potrebbe picchiare alla maniglia della porta, in più lo sciacquone ogni tanto si pianta e non funziona) e una camera ricavata da un sotto tetto (si sentono tutti i rumori delle altre stanze) con una mensola, un comodino e un letto...poi non c’è piu spazio! E menomale che siamo bassi! E ci sembrava piccola la camera di Granada! Ma veniamo al bello! Arrivati…. Facciamo il check in! Check in? Uguale sedersi tutti attorno al tavolo e passare 4 o 5 ore chiacchierando, mangiando, bevendo, fumando (anche canne per chi vuole), ascoltando  musica e…. ballando! Oltre a noi e Ian una coppia di francesi molto amichevoli e un gruppo di austriaci che invece si sono ubriacati per conto loro. Serata davvero insolita e buffa! Stare qui fa troppo ridere, non mi era mai capitata una cosa del genere! Il posto è comunque molto tranquillo, non c’è un’anima! Inoltre ci sono strade in salitissima… Ideali per camminate! Menomale c’è una piscina dove domani ci rinfrescheremo un po’ (forse).

Giovedì 13 agosto 2009

Giornata relax all’insegna del niente…. Visto che qui appunto non c’è niente! Sveglia alle 11 con calma più totale e poi una colazione molto english in cui lui si è sbaffato una scatola intera di prosciutto. Giretto panoramico per ispezionare questo accoglientissimo paesino chiamato Cartajima. Descrizione: strade in ripidissima salita e discesa, desolazione più totale (ci sono solo alcuni vecchi sordissimi che non solo non capiscono ma tengono anche la tv a volume spropositato), asini, galline, pecore e cavalli in sottofondo, un raduno di mosche impazzite. L’orientamento di lui dopo esser stato messo a dura prova a Malaga qui è stato proprio messo K O.  Ma con quelle stradine che salivano e scendevano e che si incrociavano labirinticamente ci siamo davvero persi! Menomale ogni tanto un anima resuscitava dal cimitero! E un qualcuno a noi sconosciuto ci ha guidati verso il nostro accoglientissimo ostello….. che era oltretutto a due passi. Nota di lei: rientrando  all’ostello ho sentito quell’odore di  baracca che  sentivo anche quando con i miei genitori avevamo le baracche in campagna…. Ecco che cosa era questo ostello: una baracca! E non c’è neppure la chiave per chiudere la porta d’ingresso! Il pomeriggio ci siamo rinfrescati  nella piscina comunale invasi da una mandria di raffinatissimi francoispanici e dai loro  cuccioli casinari. Nel rientro verso la baracca la loro natura francofona è emersa: continuavano a parlare tra loro domandandosi se ci eravamo persi oppure no, loro ci seguivano a distanza e i loro cuccioli ci raggiungevano….. tutti un po’ sfottendoci! Noi che un po’ di francese lo sappiamo li capivamo e lei volentieri li avrebbe mandati a fanculo, mi stavo davvero innervosendo che manca poco mi giro e gli rispondo male! Cena a base di chilly con carne insieme a 2 coppie, una di tedeschi e una di polacchi (che con noi non sono stati per niente cordiali ma anzi si sono anche rifiutati di rivolgerci la parola). Fine serata alla fiesta di paese ascoltando un po’ di rumba e ciaciacià. Lei voleva ballare ma lui niente! Intanto tutti i nostri compagni di casa super ubriachi, soprattutto il gestore dell’ostello. Non si reggeva in piedi!

A Jerez de la Frontera

Venerdì 14 agosto 2009

Giornata cominciata simpaticamente bene: sveglia alle 5:30 dopo nemmeno 3 ore di sonno.  Cartajima deserta piu del solito e noi in cerca della fermata dell’autobus. Risparmiamo i commenti per trovarla visto che ci abbiamo messo circa 20 minuti in quel labirinto di strade… e arrivati lì….. l’autobus non  è mai passato! Abiamo aspettato per piu di un ora ma niente. Nessuna ombra. Quelle 2 anime che sono passate ci davano tutte informazioni differenti l’una dall’altra: per uno non passava proprio, per un altro non passava da quella fermata….. e lei si agitava disperatamente perché era inseguita da una mandria affamata di vespe….. manca poco si butta per strada (tanto era deserta pure quella) pur di non venir assalita….. secondo lui erano vespe immaginarie ma io giuro che c’erano e pure tante, brutte e cattive!
Con la coda tra le  gambe siamo tornati all’ostello per farci accompagnare da Ian a Ronda, pronti a farsi un altro giro da formula 1 per i monti! Evvai! Lo spagnolo parlato dai Cartajimesi e dai Rondinesi non si capisce  nemmeno a pagarli oro: si mangiano le parole e quando parlano sembrano sempre  incavolatissimi (potrebbero mangiarti da un momento all’altro)!
In ogni caso uno di questi simpatici uomini  alla biglietteria di Ronda ha fatto il biglietto a lui per Cadiz pretendendo poi che era stato il lui a sbagliarsi nel dire la città dove volevamo arrivare….. e poi ha aggiunto: - in Andalusia non si paga con la carta di credito! – quando  l'ha mostrata per pagare. A parte queste simpatiche conoscenze con un autobus che ci ha messo una vita e mezzo (circa 2 ore e mezza facendo centomila fermate) siamo arrivati a Jerez della Frontera. Sull’autobus non si capiva proprio nulla, quella gente parlava uno spagnolo davvero assurdo! Niente di particolare la ricerca albergo ad Jerez, sempre un po’ di gente e un nonnino un po’ strano, l’abbiamo trovato. Cosa c’è ad Jerez? Praticamente niente! Una passeggiata  piccola e piena di posti dove mangiare e una  piazza di cui non ricordiamo il nome. Vita e gente in giro per strada? Pochissima. Ma il pezzo migliore è stato il dialogo tra il lui e il proprietario dell’albergo (tra parentesi questo albergo era uno dei migliori in cui siamo stati a livello di confort). Lui lo ha chiamato telefonicamente dalla camera per chiedere se c’era connessione ad internet, ed eventualmente se si pagava, e se si pagava la tv  che già avevamo acceso. Niente era a pagamento. Nemmeno 2 minuti dopo il gestore ci ritelefona per dirci che  anche l’aria condizionata è gratuita! Siamo morti dal ridere! La sera quando poi siamo usciti dall’albergo ci ha persino chiesto se l’avevamo accesa, secondo noi ci stava  prendendo per il culo! Ma noi dobbiamo informarci per tutti i prezzi! Non si sa mai che ci  freghino ancora dopo i panini  costosissimi di Malaga e il pullman per andare a Marbella! Di giorno non ci abbiamo capito molto delle strade di Jerez mentre di sera dopo aver fatto circa 30 volte avanti e indietro la stessa strada e dopo che un milione di persone ci hanno chiesto se cercavamo qualcosa in particolare (persino degli italiani a cui alla richiesta di “avete bisogno di aiuto?” abbiamo risposto : - non lo so!-) siamo riusciti a orientarci!

sabato 15 agosto 2009

Hola! Un fantastico ferragosto iniziato alla grandissima , siamo partiti alla volta di Cadiz , tutti orgogliosi di essere arrivati da soli alla stazione dei treni, e fatti i biglietti con una simpatica assistenza (meno male che l’abbiamo presa) via al mare tutti felici di vedere Cadiz!!!! Arrivati li, lei va in bagno e quando esce sembrava un cadavere, manco si reggeva ritta e siamo andati al bar a prendere qualcosa da mangiare di dolce perché si sentiva svenire . Sarà per quello che mi hanno  fregato 5 euro in più? Ma da vera viaggiatrice si è ripresa in fretta, circa 5 ore dopo, dopo cioè che abbiamo fatto pappa su una splendida panchina. Cadiz ce la immaginavamo molto piccola e caratteristica invece , altro che piccola, a 1,5 milioni di abitanti! Caratteristica invece lo è e anche tanto perché le vie sono molto tipiche strette e con un sacco di negozietti vari e anche diversi localetti per mangiare. Prima di andare al mare, sosta obbligata alla pastelleria per consumare un ottimo pan di Cadiz che abbiamo scoperto essere la stessa cosa del torron di Cadiz. E' veramente una delizia tutta pasta di mandorle con una ciliegia candita al centro, incuriositi e golosi ci siamo presi anche un altro tipo di dolcino sempre a base di mandorle e cannella !!! Poi alla plaia per un bagnetto nell’Atlantico dove lei è riuscita a farsi anche il bagno mentre stavolta il caso eccezionale è stato lui perché è voluto uscire subito (mi sembra una latrina, c’è di tutto sul fondo). Stavolta siamo dovuti andare via dalla spiaggia veramente tristi perché  abbiamo dovuto lasciare una gran festa che si sarebbe fatta di notte sulla spiaggia. Il nostro hobby di chiedere sempre i prezzi ci frutta sempre buone occasioni! Per cena di sera tutto pesce fritto ad un barrettino vicino l’hotel. esce non certo di qualità ma che soddisfazione alla cassa per una frittura abbondante aver pagato solo 10 euro! Nanna che domani si parte per Sevilla.

A Siviglia

Domenica 16 agosto 2009 

Wow  che giornata anche questa! Per arrivare alla stazione dei bus di Jerez abbiamo trovato una simpatica coppia di vecchini. Entrati in stazione la signora, sordissima (nel tragitto aveva accompagnato la lei stressandola sempre con la solita domanda: - dove dovete andare? -), ci ha proiettati come fulmini saltando  la coda e passando avanti a tutti per fare i biglietti! Potete immaginarvi  la gente che era in fila! Naturalmente niente carta di credito in biglietteria, stavolta la scusa è che non funziona la linea! Finalmente si parte  mentre il bus gia dai primi metri inizia a singhiozzare! Poi si è definitivamente fermato in autostrada  in mezzo al niente, o meglio, a un sacco di mosche fastidiosissime che ti assaltavano. Tutto bene quel che finisce bene,  non sempre va così, a Sevilla ci siamo arrivati con un altro bus anche se con tipo 3 ore di ritardo! Appena scesi una nuova sorpresa: ci dicono che questa è un’altra stazione dei bus , quella della parte sud , e non quella dove pensavamo di arrivare noi (molto più vicina al nostro albergo, praticamente dietro). Per raggiungere il nostro hotel dobbiamo prendere un altro autobus e poi alla Plaza  de  Armas (l’altra stazione degli autobus, più vicina al nostro albergo) ci ha dato una mano un tipo strano che ci voleva portare con lui in Portogallo ! uff meno male che siamo riusciti a spiegargli che noi dovevamo andare all’hotel e non in Portogallo! Dopo qualche pregunta eccoci alla reggia di Sevilla: un posto che è il fondo degli alberghi che abbiamo visitato! Noi non siamo esigenti, ma qui si crepa dal caldo, ogni oggetto che tocchi bolle (pure il letto!) e la finestra, l’unica, da su un corridoio e non passa un filo di aria . naturalmente l’aria condizionata è un sogno, c’è solo un  ventilatore sul soffitto che fa solo rumore e non muove un filo di vento. Non riusciamo a fare niente e distrutti ci siamo stravaccati sul letto e fino alle 7/8 non siamo usciti. L’unica cosa che ci spingeva ad uscire è il fatto che tutti parlano di Sevilla come una città veramente bella, la più bella della Andalusia .
Quindi via alla scoperta di questa perla , anche se l’albergatore  ci dice che per arrivare al centro ci vuole circa mezza ora a piedi. Ci consigliano di prendere  addirittura un taxi , ma con chi si credono di parlare, noi siamo quelli dell’Alahmbra! Perciò via a piedi. Arriviamo  al centro e poi al quartiere di Santa Cruz ma per nostra meraviglia apparte essere vicino(altro che taxi! Avremmo solo speso un patrimonio se andavamo in taxi), non c’è nessuno! Come al solito qui la gente  esce molto tardi e comunque anche più tardi non c’è molta gente. Una desolazione, aggiunge lei…. Ma dove sono la gente e i turisti a Siviglia? Cena a base di tapas e birra, e poi a vedere il flamenco alla carboneria(altro locale molto tipico suggerito dalle guide). Caramba che sorpresa! Non ti si ribecca i tipi polacchi che a Cartajima erano tanto riservati invece qui sono venuti loro a salutarci e ci hanno anche spiegato il flamenco visto che noi non ci avevamo capito nulla. Il ritorno a casa ancora poco pratici della città è stato un po incasinato  ma preguntando come al solito molte volte ci siamo arrivati… avevate dubbi?

Lunedì 17 agosto 2009

Oggi giornata di monumenti! E visto che nel  pomeriggio si muore la  mattina siamo andati a visitare la cattedrale di Siviglia con annessa Giralda, il minareto arabo rimasto in piedi accanto alla cattedrale cristiana. Con la nostra solita audio guida e sta volta anche muniti di una pseudo  mappa tattile con  libriccino esplicativo in braille ci siamo avventurati! Cattedrale immensa, strapiena di dipinti, cappelle e altari  a noi incomprensibili… con una mappa tattile fatta veramente con i piedi, dove mancava il 90 percento dei numeri dell’audio guida e dove non si capiva nemmeno la direzione da seguire. Inoltre la cosa che ci è piu dispiaciuta è che eravamo andati lì anche per vedere la tomba di Cristoforo Colombo ma sta benedetta tomba non  l’abbiamo proprio trovata (se qualcuno ci va e la trova ci chiami!)!
La cosa  piu divertente è stata salire sulla Giralda: all’inizio tutti ci dicevano di stare attenti e non andarci perché per noi ci sono troppe rampe di scale…. Ma noi come al solito tirando fuori il mulo che è in noi ci siamo sparati su e…. altro che scale! E’ più accessibile quella delle moderne rampe per carrozzine! Al posto delle scale ci sono delle rampe nemmeno troppo inclinate che vanno in salita. Arrivati in cima ci siamo goduti la vista del  panorama e in mezzo alla folla stupita ci siamo sparati giù quasi a corsa con i bastoni spiegati davanti a noi! La conquista delle città  andaluse e dei loro monumenti prosegue, e i ciechi incutono sempre più terrore! Proprio poco dopo che siamo usciti dalla Giralda, nella strada  verso il nostro ostello, lui è stato vittima di una disavventura. Un portoghese ha tentato ed è riuscito, a  disarmarlo: ha troncato in due il suo bastone camminandoci sopra. Sperava che lui non potesse più conquistare Siviglia! Invece in albergo c’era l’arma di riserva! Anche se il rientro è stato un po’ più difficoltoso con un bastone solo e la lei che camminava attaccata in fila indiana dietro lui. E’ ora della pappa e di una nuova conquista: il "Mercadona" di Siviglia! Di nuovo in assetto da guerra l’abbiamo facilmente trovato (anche perché molto vicino al nostro albergo) e per fortuna dei clienti e dei cassieri una ragazza italiana ci ha prontamente chiesto se volevamo una mano a fare la spesa. E’ una ragazza  italiana che vive a Siviglia da qualche anno la quale vive qui con il suo ragazzo di origine inglese. Con lei in un attimo abbiamo fatto un ottima spesa, comprando una paccata di cose e persino a basso prezzo! Dopo un succulento pranzetto (insalata russa e tonno in scatola!), ci siamo messi in camera sperando di passare il pomeriggio in relax, ma niente. Ci siamo stressati e snervati ma soprattutto accaldati, non ci si poteva muovere perché ad ogni minimo movimento si sudava. La sera siamo usciti  più tardi per essere sicuri di trovare un po di persone  in giro. La nostra meta questa sera è "l’alfaalfa" una piazzetta dove ci dovrebbero essere un  po di locali anche per ballare… l’andata preguntando tutto ok , ma arrivati li altro che vita non c’era che il solito cioè barrettini che fanno tapas e niente altro l’unica musica è quella melanconica di un suonatore di fisarmonica. Gira e rigira siamo entrati per berci la solita birra chiara con gassosa e limone che a lei piace tanto , e che lui spera sempre di fargliene bere un po di più almeno la sera ci si diverte! E vai il primo locale in cui entriamo , e che ci ispirava per la musica , non aveva per barman un ragazzo italiano che lavora in Sevilla da sette anni. Comunque vada ci è andata bene, ci ha dato dei consigli di come passare il tempo e anche qualche posto dove andare per ballare.  La cosa tragica è stato il rientro: non si sa come mai ma  noi  tutte le volte arriviamo sempre nel solito posto e da li non sappiamo come raggiungere la nostra strada. Infatti bisogna passare proprio in mezzo a plaza nueva ed è talmente incasinata che noi ci perdiamo sempre. 

Martedì  18 agosto 2009

Hola ragazzi anche oggi sveglia da tipici turisti! Abbiamo visitato  l’Alcazaba, (il palazzo reale di Sevilla). Oggi lui se l’è spassata un sacco : all’ingresso ci hanno consegnato una audioguida e un librettino in braille munito di cartina tattile con percorso ben segnalato. Stavolta si che abbiamo girato senza perdersi e sicuri di aver visto tutto! Grazie a tutto questo è stata una delle visite più interessanti e questi strumenti ben usati sarebbero da consigliare in tutti i musei del mondo. Il palazzo è davvero regale, certo che gli arabi si trattano bene! Ma soprattutto hanno tanto gusto , non si facevano mancare niente. In ogni posto trovi giardini ,  fontane, giochi d’acqua , decorazioni alle pareti, muri decorati interamente con piastrelle in ceramica tipo mosaico… e poi soffitti con volte a cassettoni. All’uscita come al solito abbiamo zampettato su tutti gli scaffali del negozio di souvenirs. Per rientrare a casa lui si è di nuovo perso e si è di nuovo rammaricato , specialmente perchè ci siamo ritrovati nuovamente nel solito posto! Sarà destino ma secondo me dobbiamo andare in quel barrettino  con i nebulizzatori di acqua tanto per arrivare li basta vagare alla ceca!! Il pomeriggio è passato tranquillo in una caffetteria per evitare il caldo di camera nostra, gironzolando gratuitamente su internet dove abbiamo cercato altre informazioni sulla corrida. Nel rientro a parte fermarsi in una buonissima pasticceria , abbiamo scoperto che la strada che abbiamo cercato tanto ieri sera , si ricongiungeva con quella fatta oggi…. E sarebbe stata anche più semplice ! ma il nostro  caro nonnino, gestore del nostro albergo, pare che le strade di Sivilla non le conosca proprio e quando ce le indica si diverte a complicarci la vita! Questa sera siamo usciti da veri spagnoli ! Alle 12,30 della notte ci buttiamo in strada tanto per bersi una birretta. Poi invece il giro si è rivelato molto utile per orientarsi nella famosa Plaza Nueva. Nel nostro pellegrinare volevamo andare al bar con i nebulizzatori ! Pensiamo di averlo anche trovato e ci siamo fermati a bere lì la classica birretta clara ….che mazzata ragazzi ! Invece di essere come al solito, per due cavolo di birrette il cameriere ha avuto il coraggio di prenderci 5,35 euro. Che per l’italia potrebbe essere anche normale! Ma qui di solito ti chiedono 2 euro o poco più.

 Mercoledì 19 agosto 2009 

Stamani ragazzi è l’ultima mattina che passiamo in tranquillità, cosi mi trattengo un po di più con lei a nanna…
Partenza alla volta della Plaza des Toros di Siviglia in cui come al solito noi entriamo gratis ma stavolta ancora meglio, ci danno una guida che ci ha fatto fare un bel giro  esplicativo molto esauriente e non stancante. Wow, il top!
Per andare verso il barrio Santa Cruz, cioè verso la cattedrale, lui ha voluto provare una strada nuova naturalmente non supportato da lei che invece voleva fare una strada che conoscevamo già (non è vero che la conoscevamo già, solo una piccolissima parte! Visto che poi per andare verso la Piazza dei tori abbiamo fatto una strada assurda  indicataci dal solito nonnino). E voilà! ecco il colpo di scena, non solo siamo arrivati vicinissimi  alla cattedrale ma anche precisi vicino alla caffetteria. Naturalmente la lei ha dovuto fare una delle sue bizze infatti , rapita dal  profumo di dolcetti è voluta entrare dalla porta che diceva lei invece di stare a sentire lui che gli proponeva di entrare dalla porta che avevamo di fronte……
Dopo un breve giro per il bario di Santa Cruz , sempre molto affascinante ma troppo caldo nelle ore centrali della giornata, siamo tornati in albergo e stavolta tutti da soli. Nel pomeriggio per passare le ore calde siamo stati al supermercato a comprare un pò di regali per l’Italia .
Volevamo mangiare delle patatine light e convinti di aver preso quelle, le abbiamo aperte e… sorpresa! Ci siamo resi conto solo all’ora che erano al pesce! ci siamo impuzzolentiti come pescivendoli! Sembrava avessimo mangiato una cassetta intera di pesce crudo! Alla sera una birra con Chiara, la ragazza italiana conosciuta al supermercato lunedì, e il suo ragazzo Alex. Ci hanno raccontato qualcosa dell’Andalusia e  della vita lì: anche  d’inverno c’è caldo tanto che in molte case a Siviglia non c’è il riscaldamento. Certo che conoscere persone del posto è davvero utile! Infatti proprio loro ci hanno  suggerito di mangiare dei panini in un locale proprio accanto a dove ci trovavamo perché il mercoledì sera vendono tutto, panini e bibite enormi, a un euro. E così detto e fatto! Al “cen Montaditos” avevano anche il menù in braille! Dovevate vedere il nostro sorrisone quando, un po’ in ansia perché avremmo dovuto trovare un volenteroso che ci leggesse una lista di 100 panini, il cameriere ci ha detto che potevamo avere il menù in braille! Domani triste partenza e conclusione del viaggio. Uffa. Si torna alla  solita routine. MI ero abituata a dire desculpame anziché scusi per strada!


Giovedì 20 agosto 2009

Viaggio tranquillo e senza niente di rilevante verso l’aereoporto di Siviglia…Viaggio aereo anch’esso tranquillo: ‘sta volta lei ha dormito meno del solito! Però ci sono un sacco di idee per viaggi e vacanze future! Non vediamo l’ora! Ma veniamo alle nostre riflessioni  su questa avventura!

Certo ogni tanto abbiamo avuto le  nostre belle difficoltà da fronteggiare! Eppure ne siamo sempre usciti vincenti! La cosa che più mi ha colpito di questo viaggio  sono state le sensazioni e le emozioni provate come turisti, le esperienze che abbiamo vissuto. Non è il classico turismo di un cieco accompagnato, con qualcuno che ti porta in giro nei vari monumenti e che ti descrive quadri, chiese e luoghi….  Noi magari abbiamo apprezzato meno di un dipinto o dell’architettura di Siviglia o Granada (certi musei come quello di Picasso non li abbiamo neppure visitati!), ma quello che abbiamo potuto apprezzare  sono state le persone che abbiamo conosciuto e l’opportunità di poter realmente entrare in relazione con loro, l’accessibilità (per usare un termine un po’ brutto ma in questo caso molto chiaro) delle città che abbiamo visitato o dei monumenti visti, le situazioni buffe che ci sono capitate come l’ostello di Cartajima o l’autobus per Siviglia che si rompe in autostrada… tutte situazioni che ti fanno sorridere se ci ripensi! Ogni cosa che abbiamo apprezzato è stata per noi autentica perché frutto delle nostre percezioni e sensazioni e non influenzata da descrizioni altrui. Noi abbiamo   ammirato l’Alhambra, e veramente io penso sia un luogo magnifico e magico…non  vedendo probabilmente sono stata limitata perché non ho potuto vedere alcuni capitelli, perché non ho visto certi dipinti o sculture alte sulle pareti ma li ho solo ascoltati nell’audio guida…. Però camminando per l’Alhambra mi sono trovata a quasi cadere in una fontana visto che si trovava raso terra….. ho ascoltato l’acqua e toccato le mura…. Ho camminato per i giardini e ho provato  ad  orientarmi in essi... Lo stesso nell’Alcazaba di Siviglia... Se fossi stata accompagnata avrei  in parte compensato la mia limitazione di non poter vedere ciò che mi circondava grazie alla  descrizione di un'altra persona…. Però ascoltare la sua descrizione mi avrebbe portato a non porre più molta attenzione sulle esperienze vissute, sulle sensazioni che un luogo ti suscita… per questo dico che sarei stata influenzata. Molti mi dicevano Siviglia fosse una città affascinante, più di Granada. Ora io non so quale sarebbe stato il mio giudizio se avessi visitato questi posti con qualcuno che ci vede, magari sarebbe stato come quello attuale, magari avrei dato ragione a chi mi dice che Siviglia è più bella…. Invece adesso, con  solo le mie sensazioni provate visitando queste due città priva di vedenti affianco, posso affermare che a me  Granada mi ha affascinata maggiormente, sarà  anche per la sua accessibilità, le sue strade non troppo grandi ed i semafori sonori, sarà perché è stata la prima città che abbiamo visitato. C’è poi il fatto che girando da soli veramente si capisce se un luogo è accessibile o meno a chi non vede…. E non possiamo rendercene conto camminando affianco di qualcuno che ti guida! Non si ha la possibilità di scoprire, di sbagliare, di conoscere gente….. di vivere a stretto contatto come abbiamo fatto noi dovendo prendere mezzi pubblici e dovendo chiedere alla gente…. Certo non è stato facile, e sopratutto è molto stancante dover tenere la bussola dell’orientamento sempre attiva, dover stare sempre attenti! E’ anche vero che da sola non ce l’avrei proprio fatta…. In certi momenti si che mi sarei persa se non c’era lui! Vedi ad esempio nella piazza Nueva di Siviglia o dentro l’Alhambra. Be’ però da sola avrei chiesto ed avrei conosciuto gente…. Quindi anche altri potrebbero farcela! Non solo noi! …Come dicevo ad inizio diario basta conoscere un po’ di lingue! E non visitare posti impossibili…. Ad esempio in Turchia o in Russia  con solo persone che non vedono non ci andrei! Be’ nemmeno in Polonia….. a meno che non conosca un polacco! Ahahaha. Una vacanza vissuta a  pieno come la  nostra mi rimarrà molto più impressa di altre…. Non un semplice turismo ma qualcosa di più! Dai fatti buffi ai musei più o meno accessibili…. Ora vediamo se si può contattare qualcuno alla O.N.C.E. per riportargli la nostra esperienza di accessibilità dei monumenti visitati!

La lei

Conclusioni di lui

Eccoci arrivati alla fine della vacanza e anche alla conclusione del nostro diario, non senza , tirare delle conclusioni un pò più personali e magari, anche più elaborate.
Dobbiamo subito far presente che una vacanza del genere non comincia , il giorno in cui si arriva , nel luogo di destinazione, ma molto prima. Circa 2 mesi  prima, con la fase di progettazione, che ha fatto emergere alcuni aspetti che vale la pena esaminare. In questa fase, si è subito messa in luce, la capacità innata che  lei, ha  di organizzare e pianificare,qualunque cosa lei faccia.
Infatti è riuscita, in poco tempo a raccogliere una mole di informazioni, che poi quando eravamo direttamente sul posto, ci sono state veramente utili,in quanto sapevamo cosa vedere e come andarci. Io in questa fase, invece ho fatto il perfetto ignorante in materia. Questo però mi ha permesso di , prendere spunto da questa esperienza per trovare gli stimoli per riuscire in seguito a fare meglio, facendomi insegnare da lei. Essendo io per natura, una persona che vive molto più sull’improvvisazione e sulla manualità. Sempre in questa fase si è potuto, vedere e constatare quanto, noi ci compensiamo. 
Per quanto riguarda, la vacanza vera e propria, sono emerse un sacco di dinamiche molto belle e caratterizzanti dei nostri caratteri, entrambi infatti, siamo due caratteri molto decisi e orgogliosi.
Pur trovandosi sempre d’accordo sulle cose da vedere e sulle attività da svolgere, a volte si sono verificate situazioni in cui ognuno prendeva le sue parti e non voleva tornare indietro.
Questo per me è un aspetto, che mi piace tanto del carattere di lei in quanto non potrei mai affrontare  ogni giornata con persone piatte e che non hanno mai una loro posizione.
Preferisco infatti dover scontrarmi con l’altra persona invece che essere io a decidere sempre per tutti e due. Altri aspetti che sono emersi è l’assoluta gentilezza e , voglia di aiutare le persone in difficoltà che le persone andaluse, ci hanno dimostrato in tutti i giorni della nostra permanenza. L’organizzazione dei mezzi di traspporti e della vita all’interno delle città, come ad esempio semafori sonori e quanto altro, non è molto differente dall‘Italia... Abbiamo provato ad esaminare il fatto che essendo entrambi, non vedenti, abbiamo viaggiato e vissuto, questi giorni alla nostra maniera ,cioè col nostro modo, di interpretare ciò che ci si poneva di fronte. Per noi un monumento, una cattedrale o un palazzo arabo non è altro che un complesso , labirinto dove si rischia di perdersi ma , allo stesso tempo , un qualcosa di molto affascinate da toccare e scoprire non tanto per quello che ci può essere, tipo dipinti  o ceramiche, ma soprattutto per la sua struttura.
Una città per noi non è cosi immediata come per una persona che può vedere, e rendersi conto immediatamente di come sono poste le strade, per noi giè questo diventa un qualcosa di affascinante, e allo stesso tempo,  molto difficile. In tutto questo però resta il fatto che , quello che ci siamo vissuti non ce lo dimenticheremo mai perché, direttamente provato sulla nostra pelle. Il voto che darei a questa vacanza è  ottimo, e vorrei poter ,in seguito, fare anche altre esperienze del genere , naturalmente affiancato dalla mia inseparabile ed insuperabile  compagna di avventure.