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Scritto da Angela Mori   
Domenica 06 Luglio 2008 19:00
A New York non ho mai provato un senso di estraneita'.
Fin dal primo giorno in cui sono arrivata tutto mi e' stato familiare: i taxi gialli che sfrecciano a grande velocita' nel traffico cittadino, le facciate dei palazzi ingabbiate dalle scale esterne di emergenza, la gente che corre sui marciapiedi con una fretta di arrivare che non lascia spazio alle incertezze di chi questa citta' la vive da turista, i grattacieli di midtown a Manhattan che danno le vertigini solo a guardarli dal basso in su, tutto mi e' parso stranamente vicino a me e al mio mondo. Sara' perche' forse sono cresciuta vedendo film e telefilm americani che mi hanno fatto conoscere questa citta' fin da quando ero bambina per cui New York alla fine mi risulta piu' familiare di Pistoia.
Nonostante cio' sono riuscita a meravigliarmi di fronte alle stranezze tipicamente americane.
L'altro giorno all'incrocio tra la 14 st e Avenue B ho visto un cane disabile su sedia a rotelle (per cani) che correva felicemente al guinzaglio con la sua accompagnatrice bipede. Ieri nel quartiere di Williamsburg due sorridenti ragazzi seduti su una panchina reggevano un cartello con su scritto "free advice", ovvero "consigli gratis": chiunque passava di li' poteva trovare due persone dispensatrici di suggerimenti per vivere meglio...senza spendere un centesimo.
Che dire poi dell'acqua all'essenza di fragola, cetriolo, mango, frutti di bosco e lime? Negli States pare che la normalissima acqua naturale non abbia un gran mercato, ecco perche' per soddisfare i gusti diabolici degli americani  hanno inventato l'acqua aromatizzata.
Ma la cosa che piu' da la misura del rapporto idilliaco con il dio denaro e' sicuramente l'onnipresenza degli ATM, cioe' dei dispensatori di denaro (i bancomat, per intenderci) che si trovano ad ogni angolo di strada, dentro il negozio del fruttivendolo come in quello di liquori in modo che nessuno si senta escluso dalla grande giostra del consumismo.
 New York e' barbaricamente affascinante anche per questo.
Angela