Questa mattina, in Piazza Santissima Annunziata a Firenze, ho incontrato un gruppo di persone che si erano riunite e si preparavano ad occupare la piazza. Mi sono sembrati molto impreparati… Li ho osservati mentre predisponevano i tappeti in forma circolare ed invitavano i passanti a prendere posto in attesa che il dibattito iniziasse. Dei fotografi documentavano l’avvenimento… Io mi sono soffermata a chiacchierare con una ragazza (A.) di 33 anni, palermitana. Ho notato che nonostante l’età era molto entusiasta, molto convinta delle sue idee. Molto disponibile al dialogo, mi ha fatto sedere accanto a lei e mi ha offerto dei datteri. Ha attraversato tutta la piazza per prendermi una sedia. E questo mi ha colpito. Mi sono presentata e mi ha detto che volentieri avrebbe risposto alle mie domande.
-Elisabetta : “11/11/2011 h 11.00 … Perché questa data?”
-A. : “ Questa è una data simbolica: forse segna la fine di un’epoca! Dopo varie riunioni in Assemblea, abbiamo detto: ”Basta! Bisogna essere più incisivi e scendere nelle piazze. Bisogna manifestare, vogliamo riprenderci gli spazi che ci hanno tolto. La piazza è di tutti e vogliamo portare lì le nostre idee. Ed eccomi qui…”
-E.: “Cosa siete? In cosa vi rappresentate?”
- A.: “Non voglio identificarmi in un “NOI” ma preferisco dirti cosa sono IO. Sono una cittadina che non si sente libera di esprimersi , che vuole lottare per i diritti comuni degli individui. “
-E.: “Obiettivi?”
-A.: “Il mio obiettivo principale è poter esprimere totalmente il mio pensiero, comunicare in maniera pacifica attraverso la creatività libera.”
-E.: “Comunicare … cos’è per te la comunicazione autentica?”
-A.:”È il modo per esprimere la propria essenza.”
-E.:”Quale ritieni sia il modo più efficace di comunicare?”
-A.:”Oggi non esiste più la creatività. Il potere ci ha soffocati in tutto, ha distrutto la nostra essenza, ha portato alla chiusura dei canali comunicativi. Tutto ormai è grigio, basta guardarsi un attimo intorno…si avverte tanto appiattimento creativo.Per me, il modo più efficace per comunicare è quello pratico- creativo, il libero fluire del pensiero e dell’azione. Per questo motivo, il mio progetto in via di sviluppo ruota attorno alla possibilità di trasformare la piazza in un vero luogo di aggregazione, di unione. Voglio unire persone di tutte le classi sociali e di tutte le età attraverso attività pratiche come confezionare vestiti e abbellire i luoghi PUBBLICI.”
-E.:”Ho notato dei vasi pieni di terra sparsi per la piazza… Cosa rappresentano per te? Perché li avete collocati qui?”
-A.:”Nella mia vita attribuisco molta importanza alla natura, alla Madre Terra e ho intenzione di creare un orto in città. L’idea è di una mia amica che ama la natura e vorrebbe creare tanti piccoli spazi vitali per le piazze..piano piano… Il vaso pieno di terra ha un valore simbolico per me. Bisogna eliminare il vecchio dalla radice, estirpare l’erbaccia in maniera definitiva. Affinchè non si riproduca…”
-E.:”Se tu avessi una spugna e potessi cancellare qualcosa in maniera definitiva?”
-A.:”Eliminerei “il vecchio”. Ci vuole un cambiamento totale, dall’oscurità alla luce.”
-E.:”Crede nell’impegno dei giovani di oggi?”
-A.:”Ho tantissimi amici, quasi tutti molto giovani e credo nel loro valore. Traggo sempre idee innovative dalle conversazioni che ho con loro, nella quotidianità: comunicare con loro è fantastico!”
-E.:”Hai mai pensato di andare via dall’ Italia? “
-A.:”Sì, ho pensato di andare via un paio di anni fa. Ma se andiamo via tutti, poi chi rimane?”
-E.:”Tre aggettivi che ti stanno particolarmente a cuore?”
-A.:”Libertà, unione, passione.”
E’ interessante il fatto che lei mi abbia chiesto il numero di telefono, invitandomi a ritornare e a partecipare alle attività in programma. Conto di tornare nuovamente a scambiare due chiacchiere con lei, con entusiasmo e curiosità, innescate dalla sua determinazione e della sua disponibilità al dialogo.
Elisabetta Tiberio (gilitib at alice.it)
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