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New York: Tolleranza zero PDF Stampa E-mail
Scritto da Angela Mori   
Martedì 01 Luglio 2008 08:19
.....anche sui semi del cocomero.
A New York, metropoli di otto milioni di abitanti, e' rarissimo trovare qualcuno che fa l'elemosina per strada. Anche nella metropolitana dove notoriamente  si potrebbero incontrare musicisti, saltimbanchi e creatvi vari non vedi nessuno ad allietare il frenetico passaggio di migliaia persone che danno l'impressione di essere sempre in ritardo agli appuntamenti da quanto corrono su e giu' per le scale.
C'e' una strana apparente tranquillita'.
pare che fino a venti anni fa, New York fosse una citta' tremenda dove la microcriminalita' la faceva da padrone. Poi negli anni novanta e' arrivato il sindaco Giuliani e con il suo progetto "Tolleranza Zero" sembra abbia eliminato il problema. Barboni, lavavetri e ladri, ai quali le prime due categorie vengono generalmente assimilate, sono spariti dalla circolazione.
La domanda che mi sono fatta e': hanno trovato tutti un lavoro ed una casa? Se non e' cosi', che fine hanno fatto?
Anche ad Harlem che da sempre evoca l'immagine del degrado e del disagio sociale ho trovato invece un quartiere molto bellino e pieno di gente vivace.
Domenica mattina siamo state alla messa nella Mother African Methodist Episcopal zion Church di Harlem, appunto, non tanto per il desiderio di santificare nel modo piu' cristiano la festa settimanale, quanto per la possibilita' di poter ascoltare nel luogo deputato i famosi cori gospel che si sono rivelati straordinariamente emozionanti.
Il problema piu' grande che incontriamo ogni giorno e' il non poter soddisfare nel miglior modo possibile i nostri palati. Ci sono numerosi ristoranti, fast food e locali vari dove si puo' mangiare ma a causa della leggi restrittive sulla vendita degli alcolici se vuoi bere una birra o un bicchiere di vino devi andare solo in alcuni ristoranti o locali ben precisi e guai se ti azzardi ad esempio a  comprare una birretta e a berla  magari seduta su una panchina all'aria aperta: scatta una multa salatissima che ti porta immediatamente a diventare astemia.
A volte abbiamo infranto il divieto e come delle criminali ci siamo appartate  nel S.Nicholas Park dove dopo aver mangiato un panino abbiamo affondato la testa in un sacchetto di plastica nero alla ricerca della cannuccia che avrebbe portato alla nostra bocca l'oggetto del reato.
La sera a casa tentiamo di prepararci qualcosa di piu' gustoso dell'improponibile hamburger che ti servono ovunque.Invano.
Come delle vere massaie newyorkesi ogni giorno ci aggiriamo tra gli scaffali dell'associated supermarket alla ricerca di cose semplici da mangiare possibilmente prive di additivi e conservanti che sembrano abbondare nei prodotti alimentari americani.
I pomodori non sanno di niente, il vino californiano e' troppo dolce per i nostri palati, la birra americana e' acqua colorata, certi insaccati sono assolutamente senza senso, il latte e' solo un liquido bianco.
Non ci resta che provare il cocomero che questa settimana e' in offerta: la cosa straordinaria e' che e' un cocomero senza semi.
Ieri l'ho ispezionato per capire se e' senza semi perche' e' transgenico o perche' qualche addetto alla frutta e verdura, con pazienza certosina, ha tolto i semi uno ad uno ad ogni fetta prima di confezionarlo.
Mistero.Non l'ho capito. Nel dubbio, continueremo a mangiare l'uva.
Angela
Ultimo aggiornamento Mercoledì 02 Luglio 2008 10:31