Arrivata alla stazione degli autobus di Homs dopo un viaggio di tre ore da Lattakia all'insegna dell'insofferenza verso l'autista e i passeggeri che avevo a lato, davanti e di dietro e durante il quale ho trovato insopportabili anche le azalee in fiore che facevano da spartitraffico lungo la strada che ho percorso per chilometri, mi dirigo verso il piazzale dei microbus in partenza per Hama.Per l'uggia che avevo addosso, chiedendo al bigliettaio quanto costasse la corsa,non sono riuscita nemmeno a capire che cosa ha risposto. Gli si e'cosi' avvicinata una ragazza con un bellissimo foulard rosa che le copriva la testa e gli ha allungato venti syrian pound. Stupita le ho chiesto: "perche' hai pagato per me?","perche' tu sei un ospite", ha risposto. E' cosi' che ho conosciuto Meissan. Scese dal microbus, mi ha accompagnato fino all'albergo dove avevo deciso di alloggiare e salutandomi mi ha detto "mi piacerebbe molto farti conoscere la mia famiglia" e cosi' le ho promesso che sarei andata a trovarla domenica, cioe' ieri. Nel pomeriggio di venerdi sono andata a fare un giro alla cittadella che si trova sul colle della citta' e dove le famiglie vanno a trascorrere nel parco il giorno di festa.Il venerdi, appunto. Con il solito spirito socio-antropologico voyeuristico mi sono messa a sedere ad osservare le persone che mi circondavano. Una famiglia che aveva appena steso la tovaglina per terra mi fa cenno di avvicinarmi e di unirmi al loro pic-nic.Iniziano a rimpinzarmi con pollo arrosto, hummus, pomodori,maionese, pane, coca cola, noccioline, caramelle senza che io possa minimamente accennare ad un rifiuto di qualsiasi genere alimentare che mi viene offerto. Trascorro il pomeriggio con loro comunicando un po' in inglese, un po' in arabo e molto con i gesti. Sabato sono stata in un hammam. Ho sempre pensato che l'hammam fosse un luogo dove tra vapori e silenzi si potesse stare in relax qualche ora dimenticandosi di tutto e di tutti. Appena sono entrata sono stata assalita da un gruppo di ragazzine che hanno cominciato a fare le solite domande:"di dove sei, quanti hanni hai, sei sposata, perche' non sei sposata, evvia, evvia". Non capendo quanto potessi e dovessi spogliarmi, mi hanno fatto rimanere in mutande e con una specie di asciugamano addosso sono stata condotta al suono di tamburi, canti e grida nella stanza dove altre donne stavano godendo dell'acqua calda che scorreva da una fontanella e dei vapori. Messami a sedere, con la solita colonna sonora di urla, tamburi e fiumi di domande alcune donne hanno cominciato a gettarmi addosso delle ciotole d'acqua calda e una robusta signora, vista una mia certa inibizione, mi ha tolto l'asciugamano e ha incominciato a insaponarmi i capelli, le braccia, il busto e le gambe con un'energia che neanche la mia mamma aveva quando da piccola mi faceva il bagno tornando casa dai campi, sudicia come un bastone da pollaio. Risciacquata sono stata invitata ad unirmi a loro in una danza fino all'ultimo vapore. Ritornata nella stanza di ingresso mi hanno offerto un caffe' ed un piatto di tabule'(un misto di verdure in insalata). L'hammam che ho conosciuto io e' un luogo di ricreazione dove le donne trascorrono insieme dei momenti di grande intimita' fisica. Meissan vive in un villaggio a dieci chilometri da Hama. Non e' stato difficile trovarla anche con le semplici indicazioni che mi aveva dato: il nome del padre e la vicinanza alla stazione di polizia rappresentavano il suo indirizzo.Ieri sono arrivata da lei intorno alle 11 del mattino. Ho lasciato la sua casa ieri sera a mezzanotte riaccompagnata da lei e dal fratello. Da quando sono arrivata a quando sono andata via ho passato il tempo chiacchierando, bevendo te', caffe, aranciate. Prima da lei, poi dalla famiglia del fratello, dove ho ribevuto, te' caffe', aranciata, cioccolata, eppoi ancora te'. Poi dalla famiglia di una sorella, dove' ho ribevuto te',caffe', te'.E' seguito poi il gustosissimo pranzo a casa sua preparato dalla mamma.Sempre in compagnia di altre sorelle, fratelli, nipoti, vicine di casa, nel pomeriggio uno dei fratelli ci ha portato con il "tartura" l'autocarro, a visitare una piccola moschea, luogo di pellegrinaggio situata su una collina che si erge sui campi di grano che in questo periodo imbiondiscono le verdi vallate siriane. Tornata a casa sono stata invitata da un'altra sorella dove e' ricominciata la sequenza ormai consolidata, del te', caffe' e stavolta anche budino al cioccolato. Ritornate alle dieci e mezzo di sera nella sua casa, Meissan voleva prepararmi un piatto di spaghetti perche' sosteneva che non avevo mangiato abbastanza. Ho gentilmente declinato l'offerta altrimenti sarei stramazzata al suolo. Ho scoperto quindi che l'attivita' principale dei siriani (caratteristica comune a molti altri popoli)e' costituita da un'intensa ginnastica mascellare accompagnata da fiumi di te'. Meissan mi ha raccontato molte cose della cultura siriana. Anche il solo conoscere una famiglia come la sua e' stato sufficiente per capire il loro stile di vita, il rapporto che hanno con la religione musulmana e con il mondo esterno. Meissan e' bellissima. E il rosa e' i suo colore preferito. Angela
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