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LA signora in verde PDF Stampa E-mail
Scritto da Angela Mori   
Venerdì 24 Aprile 2009 21:11
Viaggiare in autobus è una delle mie grandi passioni. E' un osservatorio privilegiato per chi cerca di capire come gira il mondo e come girano le persone insieme a lui. 
In Marocco sembra che abbiano imparato a convivere, apparentemente senza grossi traumi, la tradizione e quella che qualcuno potrebbe definire modernità ma che in realtà penso si possa definire occidentalizzazione. 
Trovi in giro ragazze vestite con  lunghi  abiti colorati che portano il foulard per  coprire la testa e altre vestite in jeans e maglietta aderente, capelli sciolti con meches civettuole.
L'autobus è un microcosmo che puo' racchiudere in pochi metri quadri viaggianti un intera società.
Sull'autobus che da Meknes mi ha portato a Tinerhir c'erano tutti. La signora anziana accompagnata probabilmente dal giovane figlio che l'ha poi affidata ad un amico che viaggiava fino oltre Er - Rachidia; mamme con figli piccoli abbretellati sulla schiena;la ragazza alta e bellissima che quando scendeva alle autostazioni per sgranchirsi le gambe sembrava calcasse le passerelle internazionali; Fatima, giovane pendolare che sogna di andare a Venezia e lei, la donna col vestito verde  che ha reso un viaggio di quasi 500 kilometri in dieci ore, un piacevole e indelebile ricordo.
Appena partiti ha cominciato con un giro di pasticcini che io, Fatima, l'autista e il bigliettaio, abbiamo molto gradito. Dopo la sosta all' "autogrill" tra una chiacchiera e l'altra ha offerto il "petit lait" che io  all'inizio ho gentilmente rifutato  perchè dopo avere mangiato un panino con gli spiedini e non avendo potuto bere un bicchiere di vino, mi inorridiva l'idea di annaffiare la gustosa grigliata con dello yogurt acido.Dopo un minuto di diniego ho ceduto anch'io: non ho saputo resistere alla generosità della donna in verde. E cosi' tra una chiacchiera e l'altra in cui lei mi spiega che per i marocchini è normale quando si è sull'autobus offrire da mangiare a chi ti sta d'intorno perchè questo gesto è figlio della solidarietà che lega le persone le une alle altre. Mi ha dato anche dei consigli su come allontanare gli insetti fastidiosi che pungono la notte: una bella strofinata di aceto sulla pelle e il vorace animaletto se ne va schifato.
Lei insieme alla sorella è scesa a Er - Rachidia dove l'aspettava un'altra sorella. Mi ha salutato come si fa con una cara amica dandomi tre baci sulle guance; Io ho proseguito fino a Tinerhir.
Angela