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Scritto da Angela Mori
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Lunedì 27 Aprile 2009 10:28 |
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Ieri ho lasciato Tinerhir, amena cittadina ai confini del deserto, che mi ha visto protagonista di una improbabile performance ciclisica. Presa una mountain bike a nolo sono partita alla volta della Gola del Todra e dopo aver pedalato per 15 kilometri ho raggiunto quello che viene considerato uno dei luoghi naturali piu' interessanti del Marocco.
Durante il tragitto ho potuto contare anche su una discreta tifoseria ai margini della strada che mi incitava ad andare avanti nonostante avessi il cuore in gola e i polmoni sul manubrio. Raggiunta la Gola che nel frattempo aveva già visto la presenza di numerose carovane di turisti, ho scattato qualche foto e sono tornata indietro riaffrontando per altri 15 kilometri la tappa berbera.
Lasciata appunto Tinerhir, ieri sono approdata ad Ait Benhaddou, famosa per la sua bellissima Kasbah, invasa inevitabilmente dalla solita massa di turisti.
Non è semplicissimo raggiungere Ait perchè gli unici mezzi che ci arrivano sono i grand taxi (i taxi collettivi che partono quando il tassista riesce a stipare 6 persone che a malapena riusciranno a muovere la mano per riaprire la portiera quando poi dovranno scendere). Ad Ait i turisti ci vanno con l'auto, il pullman, la moto, insomma con un mezzo privato, quindi non è facile riempire il taxi. Se pero' contratti, con 50 dirham ti portano anche se sei sola.
Stamattina non sapendo se un grand taxi sarebbe passato da Ait per raggiungere il bivio di Tabourahte da dove avrei preso il bus per Marrakesch, ho deciso di fermare un piccolo autocarro di passaggio, confidando nello spazio esterno per una piu' agevole eventuale fuga.
Ho scoperto dopo qualche kilometro che il provvido mezzo, con tanto di rimorchio, trasportava il latte che raccoglieva via via, fermandosi lungo il tragitto davanti ad alcune case dove le famiglie avevano lasciato sul bordo della strada i contenitori.
Per far perdonare la mia imprevista e ingombrante presenza ho anche dato una mano ad organizzare lo spazio esterno che nel frattempo ha visto riempirsi di una trentina di bidoni del latte, un motore, un anziano signore ed un giovane che ha caricato su due caprette disperate, legate per i piedi, che le mie carezze e le parole rassicuranti sul loro incerto destino nono sono riuscite a tranquillizzare.
Arrivati a Tabourahte, siamo scesi tutti e ringraziando il conducente del "taxi - latte" ho visto le due caprette partire in moto con il loro giovane accompagnatore verso Ouarzazate.
Angela
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Ultimo aggiornamento Martedì 27 Ottobre 2009 15:03 |