Il ministro Mastella lascia il suo incarico «senza tentennamenti». Arriva alla Camera e dice subito quelle due parole in grado di scatenare una bufera politica e istituzionale: «Mi dimetto». E cita Fedro per dire che «gli umili soffrono quando i potenti si combattono». «Tra l'amore della mia famiglia e il potere, scelgo il primo» prosegue Mastella poche ore dopo aver saputo che sua moglie, Sandra Lonardo Mastella, presidente del Consiglio regionale della Campania, è accusata di tentata concussione. L’ipotesi sarebbe stata delineata dal pm di Santa Maria Capua Vetere Francesco Chiaromonte, che avrebbe disposto gli arresti domiciliari per la politica campana. Il tentativo di concussione sarebbe stato attuato nei confronti del direttore generale dell'ospedale di Caserta. «Mi dimetto per senso dello Stato», dice ancora Mastella, profondamente amareggiato. «Ho resistito nel fortino – va avanti – ma ora che toccano i miei affetti, la mia famiglia, mia moglie, getto la spugna». «È la prima volta – confessa – che in vita mia ho paura». Paura, spiega, per i «colpi bassi e imprevisti», per il «concertato volume di fuoco per distruggere la tua persona, la tua dignità, i tuoi valori».
Rossana Magli - DEApress
| < Prec. | Succ. > |
|---|






