Normalmente non sono un grande "fan" del colonnello Gheddafi. Con lo scarso rispetto per la democrazia, il cinismo di fronte ai problemi umanitari dei profughi che arrivano in Libia, e... diciamolo anche con la sua aria arrogante, il personaggio "non è di quelli che appassioni". Ma riconosco che nella sua ultimissima iniziativa, il leader libico sta facendo il possibile per promuovere quella tolleranza religiosa che è storicamente assente dall'Italia. Ma veniamo ai fatti. Ieri sera, riporta l'agenzia "Ansa", nella residenza dell'ambasciatore libico, ha cercato di rimuovere il "cavallo di battaglia" degli integralisti nostrali, Santachè in testa. Con il dialogo. Infatti, spesso, i "talebani de' noialtri" mascherano il loro fanatismo con la scusa dei diritti delle donne. Ora, anche i suoi detrattori, riconoscano al colonnello libico di avere fatto fare passi enormi alla condizione della donna in Libia. Ha promosso la scolarizzazione femminile e ha sottratto le giovani all'influenza delle famiglie più arretrate istituendo la leva per entrambi i sessi. A Roma, ieri, ha voluto spiegare a una platea di centinaia di donne, come Islam e diritti di genere non siano incompatibili. Dialogando con loro. Confrontando le diverse visioni religiose. La suddetta fonte riporta la testimonianza di una delle intervenute: "Mi aspettavo una festa non una lezione ma è stata un'esperienza molto interessante". Gheddafi ci ha dato così un grande esempio di civiltà. Speriamo che i vari capetti della Lega e i vari integralisti italiani... imparino da Gheddafi come ci si comporta nel ventunesimo secolo.
Fabrizio Cucchi, DEApress
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