Si è svolto ieri a Yaroslav, in Russia il vertice per la democrazia.
Erano presenti Silvio Berlusconi e Massimo D'Alema in qualità di relatore.
Il Presidente del Consiglio italiano dal palco russo non ha evitato di attaccare Fini, giudici e magistratura facendo di un incontro internazionale un teatrino "di spettaco" . Infatti, il Presidente, non ha mancato di meravigliare una platea divertita alle sue affermazioni: "Putin e Medvev sono un dono di Dio". mettendo in imbarazzo lo stesso Presidente russo.
Centinaia di leader - scrive Repubblica - economisti, giornalisti, intellettuali non immaginavano di dover assistere alla risposta su scena mondiale al comizio di Fini a Mirabello, un paesino della pianura padana qualche chilometro più a sud.
Molte sono state le "esibizioni" del Premier in campo politico, che ricordano i suoii esordi giovanili nello spettacolo: nel 2002 si mise in posa facendo le corna in una foto di rappresentanza internazionale al vertice europeo in Spagna; nel 2003 a Strasburgo, Berlusconi apostrofò con il termine "Kapò" il deputato tedesco Martin Schulz; nel 2008 mimò il gesto di sparare dopo una domanda di una giornalista.
Questa volta, da Yaroslav, vicino Mosca, ha usato un palco di un vertice internazionale per un monologo a sfogo delle sue "arrabbiature" locali, con performance spettacolari.
Nikolay Zurbin - accademico russo - ha espresso la sua reazione in una squillante risata ed ha dichiarato: "Non riuscivo proprio a trattenermi; il suo è sato un vero colpo da maestro. Stavamo ancora sbadigliando per il discorso così serioso del presidente coerano quando Berlusconi ci ha svegliato di colpo con quelle cose che non c'entravano niente, con quelle sparate su Putin dono di Dio, con quei riferimenti incomprensibili all'Italia. Politicamente un livello basso, non adeguato a un premier di un paese importante. Però ci siamo divertiti. Secondo me - conclude Zurbin - voleva proprio questo e ci è riuscito perfettamente. Tempi e pause da vero showman".
Massimo D'Alema ha subito replicato: " è vergognooso che parli così all'estero del proprio paese" ed ha aggiunto: "Non si può usare una sede internazionale per lanciarsi in polemiche politiche interne, lanciare frecciate agli alleati, criticare la magistratura ed esprimersi sulla natura democratica dei partiti del suo Paese. Un capo del governo di questo genere se ne deve andare al più presto". E conclude di aver percepito un "palpabile imbarazzo" nella platea di oltre 500 politici ed esperti di venti Paesi.
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