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Notizia agghiacciante e incomprensibile al mondo occidentale quella della possibile lapidazione di una donna islamica accusata di intrattenere "relazioni illecite" e con il sospetto di complicità nella morte del marito il quale la trattava da schiava e con violenza.
La cultura islamica prevede l'osservazione di una religione, il Corano, dove vengono attribuite le rivelazioni di Maometto inviato diretto dell'unico dio riconosciuto in Allah.
Il Corano non prevede, nei suoi scritti, la lapidazione che senbra nella versione antica sia stata persa.
Sakineh Mohammadi-Ashtiani una donna di 43 anni che dal 2007 è rinchiusa in carcere in attesa della lapidazione, nel corso della prigionia ha subito torture e violenze nel tentativo di una sua "confessione".
"Solo perchè sono donna e in questo paese le donne non hanno il diritto di divorziare e un adulterio è peggio di un omicidio". Sono le parole di Sakineh al suo avvocato l'unica volta che poté vederlo.
Tutta Europa è mobilitata tentando di annullare questa sentenza incivile. La Francia ha opposto per prima resistenza con le associazioni femministe francesi ad aver organizzato le prime menifestazioni a favore di Sakineh.
Da tutto il mondo intelletuale, politico, artistico sono arrivati appelli affinché questa barbarie sia fermata.
La Repubblica di oggi riporta ampia divulgazione di questa atrocità imposta dalla osservanza islamica . E ha aperto, in repubblica.it, una raccolta di firme contro la condanna a morte di Sakaneh.
"E' una punizione crudele il regime la liberi subito" sono state le parole del presidente Giscard D'Estaing che ha aggiunto: "Quella pena riporta ai tempi bui".
Il Ministro degli Esteri francese Bernard Kouchner ha chiesto all'Alto rappresentante dell'Unione Europea Catherine Ashton, l'impegno comune d'Occidente minacciando nuove sanzioni contro l'Iran.
"Stiamo riesaminando la sentenza" dicono da Teheran che adesso sembra "appesantita" dalle reazioni del mondo occidentale.
L'Iran è uno dei pochi paesi al mondo in cui la lapidazione resta in vigore. Nel 2002 fu sospesa durante la presidenza Khatami poichè - dissero allora i riformatori - è una condanna che non esiste nel Corano.
Ahmadinejad le ha riportate in uso.
Una conferma di crudeltà e delirio dell'attuale regime iraniano.
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