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Scritto da Riccardo Fratini
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Martedì 07 Settembre 2010 00:35 |
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In un articolo dell'ultima uscita del "Venerdì", Nicholas Carr - giornalista del New York Time e di Wired - spiega la sua ricerca nel campo informatico. La rete ha cancellato la nostra capacità di "pensiero profondo" rendendoci frettolosi e distratti. La diminuizione delle capacità di memoria e di concentrazione dipendono dalla troppa frequentazione su internet.
"Nel momento in cui siamo online si rafforzano i circuiti neuronali che usiamo per analizzare superficialmente e rapidamente grandi quantità di informazioni indebolendosi, però, quelli che ci permettonoo di capire a fondo ciò che stiamo leggendo". Sono le osservazioni del giornalista che prosegue: " Clifford Nass - docente di comunicazione a Stanford - nel 2009 ha dimostrato che le persone più vulnerabili alla distrazione sono i media multitasker ovvero quelli che fanno uso intensivo di e-mail, sms, siti web, social network poichè con il tempo il cervello si abitua ad un processo di attenzione "dal basso" dove ogni minimo stimolo diventa importante e la scelta delle cose da osservare o ignorare diventa sempre meno consapevole.
"Quando il web si fa sociale, quando le nuove informazioni sono messaggi di amici o colleghi il desiderio di sapere diventa compulsivo " spiega il giornalista.
Lo psichiatra americano Michael Hausauer osserva: " sia che si tratti di Facebook o di Twitter; ciò che la rete ci offre è un flusso costante di interruzioni: e la loro assenza può farci sentire socialmente isolati . E questo è vero soprattutto per i giovani".
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