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Ormai da diversi anni siamo abituati a variazioni climatiche in tutto il mondo .
Il clima si sta sepre più tropicalizzando anche nelle aree europee dove prima prevaleva una climatizzazione mediterranea.
Nel passato le piogge primaverili, le calurie estive, il passaggio autunnale e la stagione invernale erano ben distribuite e la vegetazione poteva godere dei benefici delle stagioni.
Adesso ogni evento climatico lascia il segno: le piogge estive si sono tramutate in torrenziali precipitazioni, quelle invernali spesso sono devastanti danneggiando l'ambiente.
Spesso causa di queste trasformazioni sono determinate dall'incuria dell'uomo ad un controllo dell'ambiente; ma anche gli assetti del pianeta sono destinati ai cambiamenti.
Antonello Parini - climatologo del CNR - in un'intervista a "il Venerdì", spiega come questi elementi presi a sè stanti non siano indicativi ma considerati nella loro ripetitività in ampie zone della Terra dovrebbero essere seriamente monitorati.
"E' inevitabile - afferma lo scienziato - che in futuro eventi simili si verifichino anche in Italia, tanto che negli ultimi decenni il confine tra area climatica temperata e tropicale in Africa si è avvicinato a noi di circa 300 chilometri . Dovremo aspettarci sempre più spesso temperature superiore della media e precipitazioni intense di breve durata."
Alcuni rimedi sono possibili dall'adattamento dell'agricoltura al nuovo regime meteorologico predisponendo piani sanitar ie mettendo in sicurezza il territorio contro frane e inondazioni.
"Bisognerà" - prosegue il Prof. Parini - "curare i boschi che oggi sono spesso abbandonati e facili ad incendiarsi producendo altra anidrite carbonica. Perchè non illudiamoci" - conclude il climatologo - "se non conterremo l'aumento di gas-serra il clima finirà per diventare così instabile che nessun adattamento sarà più possibile".
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