I lavoratori precari in Italia sono aumentati del 16,9%
negli ultimi cinque anni. Costituiscono il 12% del totale degli occupati e sono
concentrati soprattutto nel Sud Italia, dove la percentuale sul totale
nazionale ammonta al 33,4%.
E’ quanto ha rilevato la Cgia di Mestre, che ha analizzato il mondo del
lavoro nazionale concentrando in particolare l’attenzione sui lavoratori
flessibili, di cui fanno parte dipendenti a tempo determinato, lavoratori
assunti con collaborazioni coordinate e continuative a progetto, e prestatori
d’opera occasionali. La maggior presenza di precari al Sud è determinata dal
fatto che sono più diffuse che altrove attività stagionali nei settori
dell’agricoltura e del turismo, della ristorazione e del settore alberghiero, che
richiedono necessariamente contratti a tempo determinato.
La
Cgia
di Mestre ha inoltre osservato differenze nell’orario medio settimanale di
alcune di queste figure del mondo dei lavoratori flessibili: se un co.co.pro
lavora mediamente 31 ore settimanali, un prestatore d’opera occasionale è
occupato 23, contro una media settimanale di un operaio assunto a tempo
indeterminato pari a 37 e di un impiegato con il posto fisso a 35.