Oltre la metà dei lavoratori del settore privato è priva di
ammortizzatori sociali. Il 50,9% del totale dei dipendenti italiani - escluso
il pubblico impiego - non ha nessuna misura di sostegno al reddito, come la
cassa integrazione, nel caso di espulsione da parte dell’azienda. Assieme ai
precari sono i lavoratori più a rischio. E’ quanto emerge da un’indagine
condotta dalla Cgia di Mestre, che ha compiuto uno studio per settori di
appartenenza.
Il gruppo più numeroso è quello dei servizi, cui seguono gli
occupati del commercio alle dipendenze di aziende con meno di 200 dipendenti,
quelli dell’artigianato, gli addetti alle dipendenze di alberghi e ristoranti,
i lavoratori del credito/assicurazione e quelli delle comunicazioni. Alla coda
della classifica ci sono i trasporti.
''In questi giorni, giustamente - commenta il segretario
della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi - ha suscitato grande preoccupazione
il forte aumento della cassa integrazione registrato nello scorso mese di
dicembre. Peccato che in Italia ci sia un esercito di oltre 7 milioni di
dipendenti che non hanno nemmeno quella e nel caso la propria azienda, per le
difficoltà economiche in atto, li allontani si trovano senza garanzie e senza
nessuna copertura salariale”. “Sono dei veri e propri lavoratori invisibili -
prosegue Bortolussi - che quando stanno a casa non se ne accorge nessuno. Per
questo chiediamo al Governo di intervenire e di mettere mano a questa materia
e, senza spese per lo Stato o con una spesa davvero minima, estendere le
garanzie a tutti i lavoratori, senza, nel contempo, gravare di nuovi pesi le
aziende in questo momento difficile. Si tratta, infatti, di riallocare risorse,
che in gran parte già ci sono, mettendole dove oggi è più urgente e necessario”.