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Ammortizzatori sociali PDF Stampa E-mail
Sabato 10 Gennaio 2009 15:34

Oltre la metà dei lavoratori del settore privato è priva di ammortizzatori sociali. Il 50,9% del totale dei dipendenti italiani - escluso il pubblico impiego - non ha nessuna misura di sostegno al reddito, come la cassa integrazione, nel caso di espulsione da parte dell’azienda. Assieme ai precari sono i lavoratori più a rischio. E’ quanto emerge da un’indagine condotta dalla Cgia di Mestre, che ha compiuto uno studio per settori di appartenenza.

Il gruppo più numeroso è quello dei servizi, cui seguono gli occupati del commercio alle dipendenze di aziende con meno di 200 dipendenti, quelli dell’artigianato, gli addetti alle dipendenze di alberghi e ristoranti, i lavoratori del credito/assicurazione e quelli delle comunicazioni. Alla coda della classifica ci sono i trasporti.

''In questi giorni, giustamente - commenta il segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi - ha suscitato grande preoccupazione il forte aumento della cassa integrazione registrato nello scorso mese di dicembre. Peccato che in Italia ci sia un esercito di oltre 7 milioni di dipendenti che non hanno nemmeno quella e nel caso la propria azienda, per le difficoltà economiche in atto, li allontani si trovano senza garanzie e senza nessuna copertura salariale”. “Sono dei veri e propri lavoratori invisibili - prosegue Bortolussi - che quando stanno a casa non se ne accorge nessuno. Per questo chiediamo al Governo di intervenire e di mettere mano a questa materia e, senza spese per lo Stato o con una spesa davvero minima, estendere le garanzie a tutti i lavoratori, senza, nel contempo, gravare di nuovi pesi le aziende in questo momento difficile. Si tratta, infatti, di riallocare risorse, che in gran parte già ci sono, mettendole dove oggi è più urgente e necessario”.

 

Valentina Casini - DEApress