Una piccola mostra nel centro di Firenze. Angela Crucitti, pittrice astratta (ma velata di misticismo), propone al pubblico i suoi paesaggi toscani “passati attraverso la superficie del sogno”: torri e antichi borghi trasfigurati nell’oro bizantino, in un impressionismo materico in bilico tra sospensione onirica e terrena pesantezza. Una mostra non perfetta, ma che presenta l’opera di un’artista d’indubbio talento.

La pittura di Angela Crucitti, è una pittura che va colta dal vivo, sul posto. Dal freddo appiattimento delle fotografie potrà emergere soltanto un’arte dimezzata, fatta d’impressioni vaghe, sognate, ma mai cariche di quella viva sostanza su cui la pittrice costruisce le proprie strutture sinestetiche. Perché se lo sguardo coglie l’impressionismo delle forme, sugli altri sensi grava tutta la potenza materica (di marca quasi informale) con cui la pasta pittorica è distribuita sulla tela. Ed il gioco di Angela Crucitti è proprio questo: un’alternanza di leggerezza e pesantezza, di forza e fragilità, che si realizza nel contrasto tra i soggetti scelti (torri e bastioni, chiese e cattedrali) e la loro conclusiva apparizione sulla tela, in un’atmosfera sospesa ed acquosa – quasi che le strutture (a tratti realmente “sospese” a mezz’aria) giungessero agli occhi dell’osservatore per il tramite di una superficie d’acqua, leggermente increspata.


Angela Crucitti si autodefinisce “pittrice astratta”, e conta al suo attivo diverse mostre collettive e personali, in Italia e all’estero (dall’Europa agli Stati Uniti, fino a Cina e Corea del Sud). Particolarmente significativa fu la sua partecipazione alla collettiva itinerante “Omaggio alle Città Invisibili di Italo Calvino” (a cura della Fondazione D’ARS e diretta da Pierre Restany), dove sue le architetture “sognate” – o meglio: “passate attraverso la superficie del sogno” – si sono perfettamente armonizzate alle invenzioni letterarie del grande scrittore italiano.


L’astrattismo della sua pittura scaturisce in particolare dalla scelta dei colori, primo fra tutti quell’oro bizantino da lei ricollegato alla verticalità delle strutture predilette, come un “anelito al divino” che si esplica attraverso l’immane fatica del carpentiere, che si spinge “su, sempre più su”. Per questo, le sue atmosfere non si bloccano nel gelo dell’astrazione, ma si colmano di un misticismo “diffuso nell’aria”.

Giunti al finissage della mostra in Borgo Pinti (svoltasi dall’8 giugno all’8 luglio) non possiamo che aspettarci una sua pronta replica nella storica città dell’arte. E l’Agenzia di Stampa DEApress vi terrà sempre informati.
Per DEApress, Simone Rebora
Sito ufficiale: www.angelacrucitti.com
| < Prec. | Succ. > |
|---|






