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Il Presidente Università Nazionale di Seoul
L’Ambasciatore d’Italia in Corea
Il Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura in Seoul
Il Direttore Museo d’Arte Università Nazionale di Seoul
presentano
Primavere del Bianco
a cura di
Vittoria Biasi - KimHaeng Ji
14 luglio alle ore 5pm
14 luglio – 26 settembre 2010
599 Gwanak-ro Gwanak-gu Seoul 151-742 Korea
Il Presidente dell’Università Nazionale di Seoul, Jang - Moo Lee, l’Ambasciatore d’Italia a Seoul, S. E. Massimo Andrea Leggeri, il Direttore dell’Istituto italiano di cultura, Lucio Izzo, il Direttore del Museo d’Arte della Università Nazionale di Seoul, Hyung-Min Chung, presentano la mostra d’arte contemporanea Primavere del bianco nel prestigioso spazio del Museo d’Arte dell’Università Nazionale di Seoul.
Il progetto, a cura di Vittoria Biasi e Kim Haeng Ji, traccia un percorso delle poetiche del bianco e della luce tra un Oriente dell’Occidente e l’Oriente. Le opere degli artisti Carlo Bernardini,Enrico Castellani, Casaluce-Geiger, Fabrizio Corneli, Paolo Di Capua,Franco Ionda, Emilio Isgrò, Oan Kyu, Rita Mele, Cristiana Palandri, Dino Pedriali, Pippa Bacca, Francesca Poto, Paolo Radi, Angelo Savelli e Ufo (Urban Future Organization) testimoniano le differenti direzioni della creatività italiana attorno ad un’idea di bianco emersa negli anni ’60, rappresentati in mostra dalle opere di Enrico Castellani, Angelo Savelli, Emilio Isgrò. Le opere degli artisti coreani Man-Rin Choi, In-Soo Choi, Kwang-Ho Jeong, Yeon-Soon Chang, Yong-Kook Jeong, Seong-Heui Kim,Min-Ha Yang, In-Kyum Kim, Bohn-Chang Koo, San-Keun Koh, Dong-Wan Kook, Dae-Hun Kwon delineano strade estetiche attorno all’idea di vuoto e di bianco.
La mostra è un suggestivo incontro di codici, di scritture di luce, di segni sulla scia delle neo-avanguardie e della tradizione. La ricognizione bianca dei linguaggi emergenti italiani oscilla tra il desiderio di rapporto, di contatto con la realtà e l’ intuizione o la percezione della stessa. Le diversità geografiche rappresentate dal recupero di rituali dei sud del mondo, nell’opera di Casaluce/Geiger, il viaggio di Pippa Bacca e Silvia Moro vestite in abito da sposa; la collocazione di oggetti, come feticci di un culto nell’opera diBon-Chang Koo e di Cristiana Palandri; il mondo delle stelle decapitate, partecipi della condizione umana, nell’opera di Franco Ionda; la ricerca dell’anima celata nella forma in Man-Rin Choi pongono domande di storia umana senza possibilità di risposta. Il bianco nella luce è l’origine dell’operaSoffio n. 2 di Dino Pedriali, definito il Caravaggio della fotografia dallo storico Peter Weiermaier. La scultura di In-Kyum Kim, la rappresentazione del ramo di Yong-Kook Jung sono dialoghi con l’estetica del vuoto e dello spazio. Le opere bianche di Paolo Di Capua, le scritture Rita Mele, di Oan Kyu , i racconti minimi di Francesca Poto e di San-Keum Koh, le scansioniDong-Wan Kook, le cancellazioni di Emilio Isgrò, le soluzioni chiaroscurali delle calligrafie di Min-Ha Yang, l’evocazione di scritture estranee, anonime nelle pagine recuperate di Paolo Radi, sono attraversamenti del confine, apertura verso le infinite possibilità del segno. Carlo Bernardini, Fabrizio Corneli, Dae-Hun Kwon declinano l’extreme della luce, del segno, ne manipolano l’eco, facendo perdere il confine tra arte autoctona e avanguardia.Il progetto di Ufo -Claudio Lucchesi (Italia), Andrew Yau (Hong Kong), Denis Balent (Slovacchia), Jonas Lundberg (Svezia) e Steve Hardy (USA), JungMook Moon, direttore (Corea) che aprono gli studi di Messina, Londra e successivamente con Arjan Scheer (Olanda), Kia Larsdotter (Svezia), Peco Mulet Velasco (Spagna), Theodoros Kanelloupolos (Grecia), Dirk Anderson (Australia), Andrei Martin (Romania) e Jackie Yang (Cina)- è fondato sul principio del folding, che relaziona l’ architettura a leggi dell’uomo, dello spazio, della luce e su cui indaga la scienza. La mostra Primavere del Bianco è una finestra monocroma per uno sguardo ‘oltre’nell’incontro tra le identità dei tempi, dei linguaggi, delle culture.
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