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In prigione. Diario di un detenuto politico del1833

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Pubblicato il diario di prigionia inedito di Alamanno Agostini
Il conte fu incarcerato all'isola d'Elba negli anni della repressione dei moti carbonari

Firenze, 26.03.2010 - "Io faccio il possibile per ingannare me stesso e per persuadermi che io non sono arrestato, trovo in questo vaneggiamento una consolazione, ma in seguito, conoscendo che è un delirio, mi inganno di me medesimo". Sono parole scritte nel diario di un nobile pisano dell'Ottocento, catturato e costretto alla prigionia e all'isolamento perché sospettato di trame rivoluzionarie. Trascritto e studiato per la prima volta da Danilo Barsanti, docente di Storia contemporanea all'Università di Pisa, il testo è stato pubblicato da Polistampa col titolo In prigione. Il diario del conte Alamanno Agostini detenuto politico a Forte Stella nel 1833 (pp. 192, euro 18).
Alamanno Agostini è un proprietario fondiario colto ed illuminato, nonché, secondo la polizia granducale, uno dei capi riconosciuti del liberalismo pisano. La sera del 4 settembre 1833 viene arrestato a Firenze come misura preventiva (si sospetta l'imminenza di un moto insurrezionale) e successivamente incarcerato a Portoferraio sull'isola d'Elba senza prove né processo, al fine di acquisire elementi probatori attraverso interrogatori in carcere, fidando nell'isolamento e nella disperazione del detenuto. La repressione delle società segrete carbonare è stata avviata ed il metodo inquisitorio dei sospettati applicato all'Agostini è già stato sperimentato dall'inquisitore Antonio Salviotti nel processo del 1821 contro Silvio Pellico. L'idea del diario viene ad Alamanno proprio dopo aver letto Le mie prigioni, pubblicate un anno prima. Egli descrive le vicende di poco più di tre mesi di prigionia, e i quotidiani appunti di un gentiluomo strappato alla sua famiglia rappresentano un resoconto importante sulle condizioni di vita nelle prigioni toscane del primo Ottocento: un regime carcerario senz'altro più blando e umano rispetto ad esempi come lo Spielberg di Pellico e Maroncelli. Scritto in una grafia quasi indecifrabile, con inchiostro sbiadito su una decina di quaderni di povera carta per un totale di circa 100 carte doppie non numerate, il diario è rimasto anche per questo semi sconosciuto. 


 

In prigione
Il diario del conte Alamanno Agostini detenuto politico a Forte Stella nel 1833
di Danilo Barsanti

 

Il Diario, inedito, racconta i 100 giorni trascorsi nel carcere Forte Stella di Portoferraio da un gentiluomo pisano sospettato di aver collaborato alla preparazione di un moto mazziniano in Toscana nella tarda estate del 1833. Tenuto in isolamento a scopo preventivo, senza processo e senza conoscere il motivo preciso della sua reclusione, Alamanno Agostini è tormentato dal dolore per la recente scomparsa della madre e per la lontananza forzata dai figli ancora bambini, oltre che ovviamente dalla solitudine e dalla noia per la condizione di recluso. Riesce a superare questo stato di profonda difficoltà grazie alla quasi quotidiana corrispondenza con parenti e amici, alla frenetica lettura di libri reperiti nella biblioteca napoleonica dell'Elba e ai furtivi rapporti con i compagni di prigionia (Guerrazzi, Bini e Angiolini).
Scritto dall'Agostini senza alcun fine letterario, ma solo per riuscire ad organizzare il suo tempo ed evitare di cadere in depressione, il Diario è prima di tutto la storia di un uomo che non si capacita della sua prigionia, ma anche un prezioso documento sul pensiero di un nobile liberale toscano vissuto nell'età del Risorgimento e sulle condizioni di vita nelle prigioni granducali, ben diverse da quelle austriache descritte dal Pellico. Il testo è inoltre ricco di spunti intelligenti, di indipendenza di giudizio, di critica e persino di misurata arguzia signorile. La paziente collazione operata dal curatore fra il Diario e il Carteggio dell'Agostini consente di capire anche allusioni e riferimenti scontati che altrimenti resterebbero oscuri al lettore e permette di cogliere completamente tutto il valore del manoscritto.

Presentazione di Zeffiro Ciuffoletti

 
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