Da Pirandello a Händel e Beethoven, dal progetto Prometeus dell’Istituto Nazionale del Dramma Antico a Dino Campana; Sebastiano Lo Monaco, Uto Ughi, Alessandro Specchi, attraverso prosa, musica, letture, esposizioni, celebrano spazi e forme.
Il Teatro della Pergola, sarà sede privilegiata dell’iniziativa con un calendario serrato di appuntamenti che attraverseranno fisicamente e idealmente spazi e generi dell’arte dello spettacolo per offrire ancora una volta a tutto il pubblico ed in particolare ai giovani tutta l’emozione del teatro. Attive tutte le consuete riduzioni per gli spettacoli in programma, e ingresso libero per tutti gli altri appuntamenti.
L’intensa giornata si aprirà nel foyer di platea con la proiezione del video Il Quirinale per il teatro, a cui è affidato il prestigioso e affettuoso contributo del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, completato poi dal messaggio che sarà letto prima di ogni spettacolo.
Sempre nel foyer Poste Italiane, tra i partner delle celebrazioni, allestirà uno spazio dedicato all’annullo filatelico creato per l’occasione dove saranno distribuite le cartoline con l’immagine del manifesto ed il francobollo celebrativo.
Saranno poi i giovani, protagonisti della giornata accanto ai grandi maestri, ad aprire le porte della città del Teatro. Fin dal mattino gli allievi delle Scuole Superiori e dei Licei fiorentini, aderenti al progetto Prometeus, mostreranno, animando tutti gli spazi del teatro, estratti e prove dei lavori che presenteranno al Festival Internazionale del Teatro Classico dei Giovani organizzato dall’Istituto Nazionale del Dramma Antico (Teatro di Akrai, 10-31 maggio 2010) accompagnati dal sovrintendente Fernando Balestra. Il Foyer ospiterà l’esposizione dei documenti, manifesti e costumi della storia centenaria dell’INDA.
Sempre ai giovani è rivolto il progetto degli Amici della Musica dedicato all’incontro tra i grandi maestri e interpreti della musica con gli studenti e gli allievi, che precede e accompagna i loro concerti. Uto Ughi li incontrerà nel Saloncino alle 11.30 per la sua lezione-concerto, alle 16.00 la Sala lo accoglierà insieme al pianista Alessandro Specchi per ascoltare la letteratura per violino e pianoforte dalle origini al pieno Ottocento, con pagine di Händel, Beethoven, Wieniawski, Saint-Saëns.
Un rapido cambio di scena e la musica cede il passo alla prosa e al premio Nobel per la letteratura Luigi Pirandello. Sebastiano Lo Monaco, che al maestro siciliano ha dedicato gran parte del suo appassionato lavoro, produce, dirige e interpreta Non si sa come. La riscrittura dell’originale pirandelliano realizzata insieme a Nicola Fano ha l’obiettivo di dimostrare ancora una volta che le tematiche pirandelliane possono resistere anche oltre i propri confini drammaturgici, storici e sociali.
Ancora un cambio di scena, dopo le 23.00 nel Saloncino il tributo è per Dino Campana, le letture dai Canti Orfici fanno parte del progetto Bianca Notte Mediterranea. Intorno alla nascita dell’INDA 1912-1914.
Nella notte che già è un nuovo giorno, nel nome del teatro, la Pergola saluterà gli spettatori e i compagni di questa nuova attesa giornata di festa.
Presentazioni, immagini e progetti su:
PROGRAMMA DETTAGLIATO DELLA GIORNATA DEL 27 MARZO 2010
Ore 9.30-11.00 Saloncino – Sala Oro – Atrio
INDA progetto Prometeus
Letture / Prove aperte degli spettacoli in preparazione per il Festival Internazionale del Teatro Classico dei Giovani organizzato dall’Istituto Nazionale del Dramma Antico con gli insegnanti e allievi delle Scuole Superiori – Licei Classici di Firenze.
Esposizione di materiali della storia centenaria dell’INDA.
Ingresso libero
Ore 11.30 Saloncino
Amici della Musica
Gli interpreti raccontano la musica
Incontro-concerto con Uto Ughi
Ore 16 Sala
UTO UGHI, violino
ALESSANDRO SPECCHI, pianoforte
G.F. HÄNDEL: Sonata in re maggiore op.1 n.13. L. van BEETHOVEN: L. van BEETHOVEN: Sonata in do minore op.30 n.2. H. WIENIAWSKI: Fantasia brillante su temi dal Faust di Gounod. C. SAINT-SAËNS: Introduzione e Rondò capriccioso.
Il ritorno di Uto Ughi
Si annuncia il tutto esaurito per l’atteso ritorno nel cartellone degli Amici della Musica di Uto Ughi, violinista di grande fama ma anche appassionata personalità dal forte carisma, da sempre attivo nella valorizzazione della musica come fondamento della vita sociale contro la banalizzazione e la superficialità oggi imperanti. Uto Ughi si presenta dunque Sabato 27 Marzo, al Teatro della Pergola (ore 16), per un concerto che lo vede accanto al noto pianista Alessandro Specchi, suo partner cameristico di lunga data e fra i fondatori del Musicus Concentus e del Concorso Internazionale Vittorio Gui di Firenze. Un duo unito da una consolidata affinità artistica, protagonista di un programma che esplora, attraverso pagine particolarmente accattivanti, la letteratura per violino e pianoforte dalle origini al pieno Ottocento: si inizia con l’Händel autore della Sonata op.1 n.13 (qui presentata nella versione più affine al nostro sentire, che sposa al violino il pianoforte), per poi proseguire con la densità drammatica della Sonata op.30 n.2 di Beethoven, tutta giocata su toni rabbiosi ed eroica fierezza, e concludere nel segno del virtuosismo più trascinante, rappresentato dalla Fantasia brillante di Wienawski, su temi dal Faust di Gounod, e dall’Introduzione e Rondò capriccioso di Saint-Saëns. Un piacevolissimo percorso musicale, scandito da pagine ad Uto Ughi particolarmente care, e che il grande violinista illustrerà, con parole e musica, al pubblico dei giovani nella mattina dello stesso Sabato 27 Marzo (ore 11.30), sempre al Teatro della Pergola: è ancora un appuntamento del ciclo Gli interpreti raccontano la musica, preziosa occasione per conoscere dalla viva voce degli interpreti storie, curiosità e aneddoti del programma che verrà eseguito nel pomeriggio. Il calore e la comunicativa dello stile interpretativo di Ughi fanno di quest’artista davvero uno dei maggiori violinisti del nostro tempo, un interprete sensibile che sa far parlare e cantare con voce sincera il suo violino, oltre che l’erede di quella tradizione che ha visto nascere e fiorire in Italia le prime grandi scuole violinistiche. Talento precoce, che suona Bach e Paganini in pubblico a soli sette anni, e allievo del grande Enescu (a sua volta maestro di Menhuin), Uto Ughi si è esibito in tutto il mondo, a fianco delle più rinomate orchestre e dei più importanti direttori. Ma alla sua attività di interprete ha saputo affiancare anche quelle di promotore di importanti iniziative per avvicinare i giovani al mondo della musica classica, di tutore e divulgatore del patrimonio artistico italiano, oltre che dei teatri, delle orchestre e dei conservatori. Ideali che, nel 2003, hanno trovato la loro realizzazione nel festival “Uto Ughi per Roma”, del quale il maestro è ideatore, fondatore e direttore artistico. Di recente, la Presidenza del Consiglio dei Ministri lo ha nominato Presidente della commissione incaricata di studiare una campagna di comunicazione a favore della diffusione della musica classica presso i giovani. Per le sue esecuzioni di prim’ordine, affidate anche alla testimonianza di numerose e fondamentali registrazioni, Ughi suona abitualmente due strumenti di importanza storica: un Guarnieri del Gesù del 1744 ed uno Stradivari del 1701 chiamato Kreutzer, perché appartenuto all’omonimo violinista al quale Beethoven dedicò la sua celebre Sonata. FEP
Ore 18.00-20.00 Saloncino – Sala Oro – Atrio
INDA
Letture / Prove aperte degli spettacoli in preparazione per il Festival Internazionale del Teatro Classico dei Giovani organizzato dall’Istituto Nazionale del Dramma Antico con gli insegnanti e allievi delle Scuole Superiori – Licei Classici di Firenze.
ISTITUTO NAZIONALE DEL DRAMMA ANTICO
XVI Festival Internazionale del Teatro Classico dei Giovani
Ingresso libero
Ore 21.00
Sicilia Teatro
Sebastiano Lo Monaco
NON SI SA COME
da Luigi Pirandello, di Nicola Fano
con Pier Luigi Misasi, Barbara Begala, Giuseppe Cantore
con la partecipazione di Maria Rosaria Carli
musicisti
Giovanni Zappalorto, Stefano Lenci, Alessandro Maietta, Lucio Villani, Maurizio Audino
scene di Giacomo Tringali, costumi di Cristina Darold,
luci di Luigi Ascione, movimenti coreografici di Fabrizio Angelini
regia di Sebastiano Lo Monaco, regista collaboratore Alessio Pizzech
Ore 23.00 Saloncino
INDA
Letture da I Canti Orfici di Dino Campana
Bianca Notte Mediterranea. Intorno alla nascita dell’INDA 1912-1914.
un progetto di Fernando Balestra
Ingresso libero
Il mare nel vento mesceva il suo sale che il
vento mesceva e levava nell’odor lussurioso dei vichi,
e la bianca notte mediterranea scherzava…
(Dino Campana, Canti Orfici)
In vista delle celebrazioni del centenario dell’Istituto (1913-2013), la Fondazione INDA intende avviare una riflessione dedicata agli anni che precedettero la nascita dell’Istituto e successivamente del Ciclo di Rappresentazioni Classiche a Siracusa, che ebbero il merito di salvare un patrimonio umano di inestimabile valore e di difendere i principi fondanti la civiltà occidentale. Organizzando una serie di eventi sotto il titolo, preso in prestito al poeta Dino Campana, Bianca Notte Mediterranea, si propongono, all’interno di strutture scolastiche, di musei, di biblioteche, gallerie d’arte, piccoli teatri, anche riletture, intorno al sentimento della bellezza, di altri grandi autori europei (Karl Kraus, Thomas Mann, Gabriele d’Annunzio, Arthur Schnitzler, Bertolt Brecht, Erich Fromm), affidate a giovani interpreti e a studenti. Tra gli obiettivi dell’operazione quello di individuare all’inizio del secolo scorso la definizione di un’estetica della bellezza, fondata sui canoni del pensiero classico greco-latino, da opporre agli orrori della Prima Guerra Mondiale, i cui esiti coincisero con il declino della società occidentale. Una riflessione sui movimenti intellettuali che animarono il cuore della vecchia Europa davanti alle devastazioni imminenti, dalle cui macerie originano i totalitarismi del comunismo e del nazismo. Il progetto ha anche il compito di collocare l’INDA all’interno delle dinamiche europee e di assegnarle un ruolo di rilievo negli anni in cui si attuò una straordinaria rivoluzione teatrale, nella recitazione, nel canto, nella danza e nella struttura scenografica.
Campana come i padri fondatori dell’Istituto, entrambi coinvolti nella ricerca di un’arca in cui conservare i significati dell’esistenza, sono portatori o reinventori di ‘canti orfici’, entrambi si esprimono a favore del verso immortale della grecità in una curiosa coincidenza anagrafica: il 1914, anno di pubblicazione del testo di Campana e anno della prima messa in scena al Teatro Greco di Siracusa. Per questa ragione i Canti Orfici di Dino Campana hanno costituito il primo terreno di ricerca del progetto Bianca notte mediterranea. Il carattere rapsodico della poesia campaniana è anche stimolo all’avvio di una ricerca di linguaggio teatrale che guarda con interesse alle pratiche del teatro polacco clandestino degli anni ’40 del Novecento e che vede i suoi più noti rappresentanti in Kantor e Kotlarczyk, teorico del Teatro Rapsodico (il cui collaboratore è il giovane Karol Wojtyla).
La lezione di poesia totalizzante di Campana diviene catalizzatrice della riscoperta, nell’arte drammatica, del valore primario della ‘parola umana vivente’, una parola rispetto a cui il gesto, che attinge da essa il suo ritmo, è naturale conseguenza. Un linguaggio drammaturgico che per aphairesis, astrazione, giunge, con Platone, all’espressione dell’essenza di ciò che è ontologicamente più importante. Il linguaggio dell’astrazione si realizza compiutamente attraverso la radicale contrazione del tempo e dello spazio, quel ‘dissidio temporale’ che è uno dei caratteri più affascinanti della poesia di Campana, fatta di fughe, osserva Mario Luzi, «avanti e indietro nel tempo; nel tempo non lineare che, a parte la mistica orfica e nietzschiana dell’eterno ritorno, è la traccia lungo la quale si incontrano e si smarriscono gli archetipi della nostra esistenza». ‘Memoria orfica’ che consente di pervenire a una realtà in cui passato e presente si allineano in uno speciale tempo dilatato che altro non è che lo ‘spazio interiore’, lo spazio per eccellenza del tragico. Il rinnovamento della parola, della parola ‘viva’, è stato e deve continuare ad essere il mezzo attraverso il quale il Teatro persegue il compito che gli è proprio di riconoscimento della centralità dell’uomo come ‘persona’, contro lo sterminio, ieri come oggi, della cultura e dei valori fondanti la civiltà occidentale.
Comunicato stampa Teatro La Pergola
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