Home Editoriale Editoriali Inti-Illimani e Antonio Breschi all'Antella
Info

Centro socioculturale D.E.A.

Borgo Pinti, 42/r - 50/r
50121 Firenze

redazione@deapress.com
Tel/Fax. 055-0500618

Inti-Illimani e Antonio Breschi all'Antella PDF Stampa E-mail
Scritto da Silvana Grippi   
Lunedì 02 Agosto 2010 08:41

Evento di portata Istorica all'Antella il 3 agosto 2010: Gli Inti-Illimani (Inti-Histórico) saranno ospiti del grande musicista Antonio Breschi al Festival Nomad World. 

Gli Inti.Illimani sono un gruppo musicale (vocale e strumentale) che per il suo percorso politico è diventato storico. Il nome è composto da due parole: Inti  (parola Quechua che significa sole) ed Illimani (nome Aymara di una cima della catena delle Ande).

Il primo gruppo musicale denominato Inti.Illimani è formato da sei giovani che uniscono esperienze musicali, di vita politica e culturale, nasce nel 1967,  all'interno dell'Università Tecnica di  Santiago del Cile, nell'ambito del movimento della Nuova Canciòne Chilena (ancora attivo), in un periodo storico molto effervescente.
Nei primi anni settanta il gruppo cambia persone più volte e subisce varie modificazioni.  Dopo vari viaggi in sud Americana, arriva in Italia nel 1973 e durante il golpe cileno di Augusto Pinochet, all'intero gruppo musicale, viene riconosciuto il diritto all'asilo politico (dal 1973 al 1988). Vissero in esilio, inizialmente a Genzano per poi a Roma, appoggiando per molti anni le campagne contro il paese d'origine. Nel 1973 il gruppo era formato da: Horacio Duran Vidal - José Seves Sepúlveda - José Miguel Camus Vargas - Horacio Salinas Alvarez - Jorge Coulon Larrañaga - Max Berru Carrion. Jose Miguel Camus, viene sostituito nel 1978 da Marcelo Coulon, fratello del fondatore Jorge e nel 1984 subentra anche Renato Freyggang. Da ricordare l'apporto del valente musicista venezuelano Jorge Ball, che farà parte del gruppo per circa 2 anni dal 1982 al 1984 e successivamente, a tappe alterne in altri periodi temporali. Il gruppo musicale inizialmente era capeggiato da Horacio Salinas e politicamente da Jorge Coulon. Tra il 1998 ed il 2003, in tempi e circostanze diverse, quindi, dal gruppo fuoriescono tre componenti (José Seves, Horacio Durán e Horacio Salinas). Vengono rimpiazzati da Manuel Meriño (dagli Entrama), Cristián González e Juan Flores dagli Illapu. Data l'importanza dei componenti fuoriusciti, si pone la questione di chi ha il diritto a mantenere il nome Inti-Illimani. Nel frattempo, i tre componenti fuoriusciti formano un proprio gruppo che chiamano Inti-Histórico.

Dal 2005 ci sono due gruppi: Inti-Illimani (fratelli Coulon) e  Inti-Histórico (José Seves, Horacio Durán e Horacio Salinas). Rientrano in patria nel 1988 dove proseguono l'attività musicale anche attraverso un rinnovamento nel repertorio e nella composizione del gruppo stesso.

Percorso musicale

Dall'inizio della loro vita di gruppo, si sono caratterizzati sia per lo stile musicale che per la strumentazione che usano. Grazie alla loro grande creatività, che presuppone una preparazione tecnica e vocale notevole, da sempre hanno  dichiarato di possedere una formazione autodidatta. Si contraddistinguono per il "tremolo" eseguito con disinvoltura in Mis LLamitas che è una tecnica non sottovalutata neanche dai grandi maestri della chitarra classica.  Nella loro opera musicale i brani spaziano dalla caratterizzazione tipica della musica andina fino alla canzone rivoluzionaria, con un'ampia gamma di colorazioni intermedie, insolite ed originali. Non si riesce a circoscrivere la loro produzione a una corrente artistica (come è avvenuto, nel rock o nella musica dei cantautori). Musica e stile restano unici ed irripetibili, dando al gruppo una fama e una longevità di gran lunga superiori a quella del resto del movimento. L'attività musicale parte dall'arrangiamento di temi popolari e folkloristici, per prodursi poi in piccole opere autonome che sono, in alcuni casi, anche ben elaborate. Si può dire che la loro sia una continua ricerca di nuovi sviluppi, con un repertorio pieno di combinazioni armoniche ritmiche e stilistiche che pone ogni brano al centro di sé stesso; la varietà risulta perciò talmente ampia da non far notare il fatto che la struttura introduzione-strofe-ritornello è pressoché onnipresente con pochissime eccezioni, ma nelle pochissime eccezioni compaiono strutture sinfoniche ben orchestrate (volutamente non è stato usato il termine arrangiate). Il repertorio dunque non si stabilizza intorno ad un modello tipo, non vi è la ricerca della combinazione che funziona o ottimale; al contrario mostra molte possibili combinazioni, spesso geniali, sviluppate dalla confluenza di ingredienti semplici ma saggiamente dosati. Anche nelle elaborazioni più ingenue o scontate la valorizzazione massima porta a piccoli grandi capolavori. Tutto ciò riguarda sia il discorso musicale di per sé sia le argomentazioni e la strumentazione. Infatti, nei primi anni, il parco strumenti del gruppo è pressoché statico e prossimi allo 'schema fisso' sono i ruoli vocali e strumentali. Nonostante questa staticità (comunque relativa) riescono a non ripetersi neanche nelle sonorità strumentali e vocali sfruttando al meglio le possibilità tecniche degli strumenti e della voce.
La loro padronanza della tecnica esecutiva ed arrangiativa, ispirò una serie di artisti come i Grup Yorum, si esprime anche nel fatto che le sofisticazioni armoniche non sono sempre necessarie, stesso dicasi per i virtuosismi vocali. Se America Novia Mia ha una struttura ritmica ed armonica abbastanza semplice e le parti vocali non mostrano un'eccessiva elaborazione, non la si può di certo ritenere una canzone di facile esecuzione; anche alla luce del fatto che costituisce un pezzo di repertorio appartenente ad una fase non giovanile del gruppo si può ritenere qualcosa di più che una semplice messa in musica di un testo poetico. Soprattutto considerando la coda finale, tutt'altro che semplice o canonica. Non mancano poi esibizioni di coralità orchestrale (Patria prisionera, Canto a los caídos, La exiliada del Sur), di colorazione efficace e curata (La segunda independencia, Simón Bolívar, Carnevalito de la quebrada de Hamahuaca), di ricerca di tradizioni profonde nei brani (Señora Chichera, Flor de Sancayo). Numerosi i brani allegri nella musica ma struggenti nei testi (Lamento dell'Indio, Taita Salasaca); altrettanto frequenti i brani strumentali, dedicati alle località (Alturas, Chiloe, Ramis). Vengono prodotte anche strutture musicali complesse (Huajira, Canto a los caídos, Chiloe), brani che si evolvono in maniera sinfonica con strutture armoniche sapientemente dosate, con ritmi che non sono semplice accompagnamento di base, ma che vanno a costituire parte orchestrale. Gli Inti Illimani utilizzano un parco strumenti vario comprendente quelli provenienti dalla tradizione popolare: chitarra, tiple colombiano, charango, cuatro venezuelano, sikus, quena, rondador, bombo leguero, zampoña, maracas, guiro, quijada e pandereta, a cui si affiancano strumenti provenienti dalla musica colta come il violincello, contrabasso e violino. Il gruppo, nel suo repertorio,comprende, inizialmente, a fianco di brani e musiche tradizionali, molti brani di altri autori cileni (Violeta Parra e Victor Jara), e una produzione originale con l'utilizzo di testi dei poeti come Pablo Neruda e Rafael Alberti.

(Fonte Wikipedia)

Album

Dischi realizzati insieme ad altri artisti

1968 - Por la CUT
1969 - Voz para el camino

Ultimo aggiornamento Lunedì 02 Agosto 2010 11:35