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Studenti contro il nuovo ISEE: proteste in tutta Italia (report dalle varie città)

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corteo studentesco (Firenze, 2 ottobre 2015)

Dilaga la protesta contro i nuovi parametri di calcolo dell'ISEE. La nuova modalità di calcolo è entrata in vigore il 1° gennaio di quest'anno e, a parità di condizioni (stessi salari, case, ecc.), fa risultare più ricche migliaia di famiglie. Assisteremo quindi ad un innalzamento dei costi di sanità, trasporti e di tutti quei servizi pubblici calcolati in base all'ISEE.
Al livello universitario, questo si traduce in un aumento generalizzato delle tasse e, per migliaia di studenti, nella perdita di borse di studio e degli alloggi nelle Case dello Studente. Giusto per capire l'entità del danno, il nuovo modello di calcolo Isee esclude il 30% degli studenti in più dalla borsa di studio. Come se fossero diventati improvvisamente tutti più ricchi..

Abbiamo già scritto della mobilitazione in corso a Firenze (vedi articolo1 e articolo2). Tuttavia la protesta cresce in tutta Italia, intrecciandosi a quelle contro Buona Scuola e Buona Università, le riforme dell'istruzione volute dal Governo Renzi.

All'Aquila, ieri, gli studenti universitari sono scesi in piazza (insieme a quelli delle superiori che protestavano contro la Buona Scuola), per opporsi al nuovo ISEE e per chiedere aule didattiche e spazi di studio e socialità.

A Bari, sempre ieri, 5000 studenti delle superiori ed universitari si sono recati in corteo sotto la sede del consiglio regionale, per chiedere lo sforamento del Patto di stabilità a garanzia del diritto allo studio. Lungo il percorso gli studenti hanno lanciato in aria fogli con su scritti i diritti negati.

A Bologna, il 23 settembre, gli studenti hanno fatto irruzione in Rettorato. La protesta è poi proseguita con l'occupazione dell'ufficio della Garante degli studenti, terminata con la promessa della Garante di inviare una lettera con le istanze del collettivo a Ergo, l'agenzia regionale del diritto allo studio. Dopo il blitz, il collettivo si è spostato con un mini-corteo di via Zamboni 32-38 per un'assemblea pubblica.
La protesta è ripresa il 6 ottobre, quando il gruppo "Studenti contro il nuovo Isee" ha manifestato in zona universitaria con trolley e scatoloni: «Ci volete fuori dagli studentati e dagli alloggi, ci troverete nelle strade». Il 7 ottobre si è svolto un incontro con Patrizia Mondin, dirigente di Er.GO che ha garantito agli studenti l'apertura di un tavolo (previsto per il 30 ottobre) per fermare il nuovo calcolo isee e garantire a tutti gli studenti l'accesso al diritto allo studio.
Da lunedì 12, poi, gli studenti saranno in piazza Verdi con pranzi sociali per raccogliere nuove firme, ampliare gli sportelli, andare ad intervenire nelle lezioni. I prossimi appuntamenti sono previsti per il 20 Ottobre, quando gli studenti si recheranno in Senato Accademico, e per il 30, con il tavolo di trattativa con la Regione e l'Ergo.

A Cagliari gli studenti, organizzati sotto la sigla “Take it ISEE”, hanno occupato mercoledì scorso la sede dell'ERSU ottenendo da parte della direzione dell'ente l'invio di una lettera alla Regione Sardegna in cui sono contenute le rivendicazioni degli studenti che, a partire da quelle contro il nuovo ISEE, spaziano fino alla richiesta di opere di manutenzione straordinaria agli studentati fatiscenti.

A Milano, mentre più di mille studenti protestavano contro la Buona Scuola, è stato esposto un striscione con la scritta "salviamo il diritto alla borsa" da una finestra del Cidis (Consorzio Interuniversitario per il Diritto allo Studio) e sono stati lanciati centinaia di volantini dalle finestre della casa dello studente di via Santa Sofia, per ribadire che il governo non può fare carta straccia delle borse di studio.

A Napoli, durante un corteo di diverse migliaia di studenti contro la Buona Scuola, gli studenti universitari hanno affisso dei cartelli sulla sede dell'Università L'Orientale per spiegare le conseguenze dei nuovi parametri di calcolo dell'ISEE.

A Palermo, il 7 ottobre, gli universitari hanno occupato gli uffici dell’Ente Regionale per il diritto allo studio universitario in Viale delle Scienze. Due giorni dopo, a poco più di più mese dal loro ingresso in un edificio di proprietà pubblica (occupato per farne uno studentato), gli studenti hanno deciso di entrare simbolicamente in un altro edificio nei pressi della Cattedrale, occupando un palazzo seicentesco. Si tratta del palazzo Cesarò, lasciato in stato di abbandono (il restauro della struttura fu interrotto nel 2012 per mancanza di fondi). Il Progetto Studentato Malarazza oltre che recuperare e riqualificare spazi abbandonati restituendoli alla collettività, si batte per impedire che vengano ceduti ai privati.

A Padova, ieri, gli studenti universitari sono scesi in piazza con quelli delle superiori per contrastare le politiche che stanno completando il processo di smantellamento, già in atto da anni, dell'università pubblica e dell’intero sistema di welfare. Il prossimo appuntamento sarà mercoledì 14 ottobre, con un'assemblea d'Ateneo al Liviano.

A Pisa, il 22 settembre,  a partire dalle assemblee degli studentati un centinaio di studenti ha bloccato il Lungarno Pacinotti per diverse ore. Il 5 ottobre gli studenti hanno strappato un incontro con il presidente del DSU.

A Roma 7000 studenti hanno manifestato contro le riforme del mondo dell'istruzione. Gli studenti universitari presenti si sono spostati poi in presidio davanti al MIUR (Ministero dell'Istruzione, dell'Universita e della Ricerca) dove sono stati ricevuti, senza ricevere tuttavia proposte concrete per la soluzione del problema.

A Siena, dopo un corteo per le vie della città, è stata occupata la sede del DSU per discutere di diritto allo studio, welfare studentesco, spazi e diritti.

A Torino, mentre gli studenti delle superiori sfilavano per le vie del centro e della periferie, una trentina di universitari ha occupato simbolicamente il gasometro dell'Italags per denunciare la speculazione del Comune sugli studenti nell'ambito del Masterplan su "Torino città universitaria" Gli edifici abbandonati dovrebbero infatti essere abbattuti per ospitare delle residenze universitarie. La protesta riguarda la scelta di affidare a delle imprese private la costruzione e la gestione della nuova "casa dello studente". Alcune decine di ragazzi avevano già iniziando a risistemare gli spazi interni alla struttura per fare un'assemblea, mentre altri si stavano spostando nella zona dei gasometri quando, attorno alle 11, le forze dell'ordine in tenuta antisommossa sono entrate all'interno del gasometro ed hanno sgomberato lo spazio dove si erano barricati una trentina di studenti universitari.

Ma la mobilitazione si allarga ogni giorno a nuove città (Catania, Modena, ecc) ed a nuovi soggetti (lavoratori, movimenti di lotta per la casa, ecc). Continueremo a tenervi aggiornati sui prossimi sviluppi, ma possiamo già constatare che si preannuncia un autunno bollente per il governo Renzi.alt

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