|
Scritto da Fabrizio Cucchi
|
|
Giovedì 15 Luglio 2010 11:01 |
|
Secondo l'ultimo rapporto Istat (ripreso dal sito web del quotidiano "La Repubblica") sarebbero quasi 8 milioni di persone, pari al 13,1% dell'intera popolazione, i cittadini italiani che vivono sotto la soglia di povertà. La suddetta fonte riporta "il numero di famiglie assolutamente povere è rimasto identico ma le loro condizioni medie sono peggiorate. Peggiorano, però, le condizioni delle famiglie assolutamente povere del sud e cresce la povertà assoluta (che misura i più poveri tra i poveri) di quelle operaie."
Numeri assolutamenti allarmanti. Và inoltre ricordato che il tasso di disoccupazione per l'Italia è stimato al 7,8% nel 2009 (fonte: www.rassegna.it) e che i salari italiani sono agli ultimi posti tra quelli dei paesi avanzati (lo riconosce persino l'Ocse -l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico). Peggio ancora: un certo numero di fattori portano inoltre a credere che tutti questi dati pecchino di ottimismo: larghe fasce della popolazione sono "invisibili" alle statistiche (es. immigrati clandestini).
Fabrizio Cucchi, DEApress
Secondo l'ultimo rapporto Istat (ripreso dal sito web del quotidiano "La Repubblica") sarebbero quasi 8 milioni di persone, pari al 13,1% dell'intera popolazione, i cittadini italiani che vivono sotto la soglia di povertà. La suddetta fonte riporta "il numero di famiglie assolutamente povere è rimasto identico ma le loro condizioni medie sono peggiorate. Peggiorano, però, le condizioni delle famiglie assolutamente povere del sud e cresce la povertà assoluta (che misura i più poveri tra i poveri) di quelle operaie." Numeri assolutamenti allarmanti. Và inoltre ricordato che il tasso di disoccupazione per l'Italia è stimato al 7,8% nel 2009 (fonte: www.rassegna.it) e che i salari italiani sono agli ultimi posti tra quelli dei paesi avanzati (lo riconosce persino l'Ocse -l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico). Peggio ancora: un certo numero di fattori portano inoltre a credere che tutti questi dati pecchino di ottimismo: larghe fasce della popolazione sono "invisibili" alle statistiche (es. immigrati clandestini).
Fabrizio Cucchi, DEApress
|