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Direttore responsabile: Silvana Grippi Caporedattore: Samuele Petrocchi Redazione: Riccardo Fratini, Marco Ranaldi, Cosimo Biliotti, Fabrizio Cucchi, Walter Maccari, Simone Rebora, Rezarta Selam Eminaj, Lara Fontanelli, Francesca Dari, Alberto Di Cintio, Giulio Gori, Roberto Liardo,  Simone Nencini, Ilaria Torrese, Gabriele Morandi, Irene Sonnati, Erion Mollaymeri
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Sezione dedicata agli annunci e notizie flash

Contestazioni contro il governo tunisino PDF Stampa E-mail
Scritto da Silvana Grippi   
Lunedì 09 Gennaio 2012 09:27

In Tunisia dopo le elezioni la gente continua a protestare.  

Mohamed Moncef Marzouki, il nuovo presidente tunisino a Kasserine, dove si era recato per partecipare ad una cerimonia per i martiri della rivoluzione, è stato pesantemente contestato ed ha dovuto interrompere il suo intervento perché la folla ha iniziato ad urlare, accusando lui ed il governo di non aver mantenuto le promesse fatte. Marzouki ha dovuto lasciare Kasserine, secondo testimonianze locali, perché alcuni gruppi di persone avevano bloccato le strade per protestare contro le discriminazioni, la fame e la carenza di lavoro e avevano dato inizio ad una guerriglia urbana con saccheggio dei negozi.

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 09 Gennaio 2012 11:39
 
Riscoprire la calligrafia PDF Stampa E-mail
Scritto da Riccardo Fratini   
Domenica 08 Gennaio 2012 16:53

C'era una volta l'antico Egitto che usava la scrittura in fogli di pergamena con caratteri già allora elegantemente raffinati.

In tempi più recenti si usava, ancora nei banchi di scuola, la bella scrittura. Con il tempo questa usanza è andata man mano scomparendo fino ad arrivare ai giorni nostri che con l'avvento del computer, hanno visto rimanere la calligrafia senza eredi. Comunichiamo con l'e-mail, messaggini al cellulare che hanno, in qualche modo, trasformato anche la grammatica italiana.

Oggi, si legge, nel quotidiano “La Repubblica”, che la ricerca al “corsivo perduto” è in netto aumento.

Professionisti e gente comune di tutte le età ricercano scuole di calligrafia; in Italia, riporta il quotidiano, le scuole di calligrafia hanno ritrovato la loro importanza in un boom di richieste al ritorno dell'uso della penna.

Lo psicanalista Pietropoli Charmet afferma: “La scrittura a mano è specchio dell'anima; facciamo tornare in classe la stilografica” e lancia un appello sulla scrittura al Ministro della Pubblica Istruzione.

Calligrafia e scrittura digitale possono e devono convivere insieme: non possiamo, infatti, escludere l'importanza della nuova tecnologia e l'uso che tra i giovani si è affermato ma l'uso della scrittura a mano determina un arricchimento e una caratteristica di espressione individualmente unica della persona che non può e non deve essere perduta.

Ultimo aggiornamento Lunedì 09 Gennaio 2012 11:38
 
Sabato ospite DEA-Salvatore Pulzella PDF Stampa E-mail
Scritto da DEApress   
Sabato 07 Gennaio 2012 09:38

Sabato 14 alle ore 18.00 presso  la Galleria DEA in borgo Pinti 42/r Firenze si svolgerà il  1° incontro con "Nuovi autori 2012" a cura di Silvana Grippi. Verranno presentati due cortometraggi del regista Salvatore Pulzella.

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Note sull'autore: Salvatore Pulzella ha frequentato una scuola di teatro ed ha fatto parte di una compagnia teatrale.
Ha inoltre frequentato nello stesso tempo la Scuola di Cinema Immagina, interpretando due ruoli in due film del regista Giuseppe Ferlito.
E' in questo momento attore protagonista di un importante cortometraggio ispirato alla spiritualità religiosa, 
dal titolo 'Il Monaco'. 
Oltre ad essere un attore è anche un piccolo regista indipendente, di denuncia ed impegno civile, in forte
contrasto con la società odierna.

Ultimo aggiornamento Lunedì 09 Gennaio 2012 11:36
 
“Freude, shoener Gotterfunken” PDF Stampa E-mail
Scritto da Riccardo Fratini   
Giovedì 05 Gennaio 2012 20:51

“Gioia, scintilla divina” è il canto in coro della gente ungherese trasformatasi negli indignati di Budapest.

In Ungheria è in corso una protesta del popolo che al canto dell'Inno Europeo, reclamano una democrazia che vedono sgretolarsi rapidamente dal controllo che Viktor Orban vuole applicare in un regime autoritario e antieuropeo.

Il reportage del quotidiano “la Repubblica” di ieri, spiega le fasi del nuovo declino ungherese.

Nell'aprile del 2010 la Fidez – il partito di Orban – conquista la maggioranza di due terzi. L'ultradestra antisemita prende il 17%. Nell'autunno nomi importanti della cultura, ex dissidenti sotto il comunismo, vengono emarginati dalla vita accademica. Nel gennaio 2011, entra in vigore la legge antibavaglio con una autorità – la Nmhh – che sorveglia la stampa; in estate ci sono stati mille giornalisti licenziati. In primavera viene presentata la Costituzione in vigore dal 1° gennaio 2012:un testo nazional-clericale; il Paese non si chiama più Repubblica.

La scuola resa obbligatoria fino ai quindici anni di età, le università sono dimezzate e i fondi agli atenei tagliati.

Con il debito pubblico non cresce il Paese; a dicembre Orban vara la legge che toglie autonomia alla banca centrale sfidando Bce e Fmi. Questi gli eventi che il quotidiano riporta.

In una Europa sempre più afflitta dalla crisi economica e finanziaria mondiale, prendono sempre più campo i regimi autoritari e antiprogressisti. Gli “Indignados” restano un fenomeno sociale dove viene reclamato con sempre più determinazione giustizia sociale ed equità. Un fenomeno collegato in tutta Europa a testimoniare e a contrastare le ingiustizie e l'avvento di regimi repressivi che con le crisi finanziarie tendono a prendere il sopravvento.

I valori dei movimenti del '69 e degli anni '70 del '900 sono dimenticati e completamente sopraffatti dagli eventi successivi che hanno trasformato il futuro.

La fine del regime comunista, l'abbattimento del muro di Berlino sembravano auspici per un nuovo inizio di una rinnovata libertà e progresso sociale. Ma così non è stato.

La filosofa ungherese Agnés Heller – intervistata da “La Repubblica” - afferma: “Questa voglia di democrazia è un nuovo inizio”. E' auspicabile abbia ragione!

Intanto uniamoci tutti al coro del popolo ungherese affinchè la Gioia possa davvero tornare ai popoli di tutte le Nazioni!

 

 

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 09 Gennaio 2012 11:36
 
Yehudi Menuhin anima di pace PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Ranaldi   
Giovedì 05 Gennaio 2012 14:30

Pochi forse conoscono la tendenza di Yehudi Menuhin a parlare del proprio stato interiore; è dei grandi certamente la profondità d'animo e la ricerca di mondi paralleli e Menuhin, maestro dei suoni, ha saputo tracciare il proprio cammino come pochi musicisti. Esce oggi per la piccola e rara casa editrice rue Ballu, Musica e vita interiore, testo "sacro" in cui è facile ritrovare proprio la profondità di una persona che era fuori dal comune. Essere fuori dal comune per Menuhin è stata forse la sua cifra stilistica. In questo volume, saggiamente sono stati raccolti degli interventi ed una intervista che, sommati, parlano veramente dello stato d'animo dell'artista. La sua cultura forse cristiana, molto cosmopolita, travalica ogni luogo comune e ci fa abbracciare la sua voglia di comunione, di fondamentale principio umano basato sulla pace. La pace certamente non ridotta al senso cattolico, ma a quel senso universale che dovrebbe essere al punto primo di ogni impegno politico e sociale di chi  opera per unire. Il volume è introdotto da Moni Ovadia e riporta l'introduzione di Horst Leuchtmann per l'edizione tedesca. Come testo d'inizio anno, dell'anno ultimo di una fase umana, al quale seguirà un periodo ancora più lungo che dovrebbe vedere realizzati i sogni d'unificazione ribaditi anche da Menhuin, Musica e vita interiore si legge con piacere, con profonda voglia di conoscere e con il grande senso umano che della musica di un genio è diventato percorso umano, inscindibile dalla musica, quella grande che fa bene e che non fa solo rumore.

Ultimo aggiornamento Lunedì 09 Gennaio 2012 11:32
 
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