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Incontro con i Masnadieri alla Pergola |
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Scritto da Elisabetta Becattini
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Sabato 04 Febbraio 2012 10:42 |
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Martedì 31 Gennaio al teato della Pergola abbiamo assistito alla prima fiorentina dello spettacolo “I Masnadieri” di F. Schiller con la regia del M° Gabriele Lavia.
Il testo è stato redatto nella seconda metà del XVIII° secolo nell'attuale Germania e affronta svariati temi fra i quali emergono la lotta tra il bene e il male e la ribellione. Siamo nel periodo dello Sturm und Drang e il giovane Schiller butta tutto se stesso in questo dramma in cinque atti che il M° Lavia aveva già affrontato, come regista e attore, nel 1982.
Ieri pomeriggio si è svolto un piacevole incontro con i protagonisti di questo nuovo allestimento che vede una scenografia essenziale e uno stile rock anni 80' nei costumi.
La storia è incentrata su due fratelli, Franz (Francesco Bonomo) e Karl (Fabio Casali) rivali per l'affetto del padre e soprattutto per l'amore di Amalia (Cristina Pasino), protagonista femminile assoluta.
L'incontro ha visto la partecipazione di un gruppo di aspiranti attori allievi dell'Accademia Teatrale di Firenze diretta da Pietro Bartolini. Proprio le loro domande sono state al centro del dibattito che ha animato il pomeriggio.
I “Masnadieri” hanno svelato il loro vero volto e lo stupore è stato nel constatare che sono dei “bravi ragazzi”, facce pulite che testimoniano ancora di più il lavoro della messa in scena. I ragazzi si sono chiesti quanto l'attore metta se stesso in scena, soprattutto quando si trova ad interpretare personaggi così “negativi”. Le risposte dei protagonisti sono state varie ma sicuramente il dilemma rimane. Non c'è una risposta, ogni attore ha la sua personalità e sensibilità, e chissà se per emozionare è necessario emozionarsi...
Gli attori hanno parlato anche dei 34 ininterrotti giorni di prova con il M° Lavia. Dalle sette alle otto ore al giorno per dare spessore e affiatamento al gruppo. La coesione dello spettacolo è stata brillantemente raggiunta tanto che fra il pubblico alcuni pensavano che la compagnia lavorasse insieme da tempo. In realtà il gruppo è molto variegato, c'è chi lavora spesso con Lavia e chi invece è alla prima esperienza. Anche gli studi sono stati diversi, abbiamo attori provenienti da varie scuole italiane fra le quali l'Accademia “Silvio D'Amico” di Roma e la Scuola del Teatro Stabile di Genova.
Quello che emerge dalla messa in scena e dall'incontro di ieri è che il gruppo dei Masnadieri rappresenta un vero e proprio personaggio, forse il principale. Questi giovani attori hanno affrontato una lunga ed estenuante serie di provini per arrivare a far parte del cast, e per una volta è giusto mettere in evidenza la bravura e la costanza di chi dice poche battute ma essenziali. I protagonisti, si sa, hanno già le luci puntate sopra di loro.
Lo spettacolo è in scena fino a Mercoledì 8 Febbraio e vale la pena vederlo per applaudire i bravi Masnadieri.

"I MASNADIERI"
Da Friedrich SchillerC
Regia di Gabriele Lavia
con Gianni Giuliano, Simone Toni, Francesco Bonomo, Cristina Pasino, Marco Grossi, Filippo De Toro, Luca Mascolo, Fabio Casali, Giulio Pampiglione, Giovanni Prosperi, Alessandro Scaretti, Michele De Maria, Daniele Gonciaruk, Andrea Macaluso, Davide Gagliardini, Carlo Sciaccaluga, Luca Mannocci, Daniele Ciglia, Daniele Gonciaruk
scene Alessandro Camera costumi Andrea Viotti musiche Franco Mussida
Produzione Teatro di Roma e Teatro Stabile dell'Umbria
Teatro della Pergola
Via della Pergola 18, Firenze
Info e Prenotazioni: 055/22641
Elisabetta Becattini (DEApress) |
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Ultimo aggiornamento Lunedì 06 Febbraio 2012 15:21 |
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Scritto da Elena Davitti
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Venerdì 03 Febbraio 2012 12:08 |
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A.I FAIR 2012. UNA VETRINA PER L’ARTIGIANATO DI LUSSO MADE IN ITALY
Domenica 29 gennaio, all’interno della suggestiva cornice del Tempio di Adriano a Roma, si è tenuta la seconda edizione di A.I Fair, la fiera delle vanità artigiane, in occasione della kermesse capitolina Altaroma dedicata alla moda made in Italy.

Il progetto, pensato e promosso da Clara Tosi Pamphill e Ornella Cicchetti, nasce dall’idea di creare una fiera completamente dedicata alle intelligenze degli artigiani italiani, virtuosi della tradizione e protagonisti dell’attualità.
Una nuova concezione di lusso, in cui storia, contemporaneità e cultura del fatto a mano s’incontrano dando vita ad un vero e proprio laboratorio di moda e design ma anche di fotografia, editoria e food in cui la poliedricità creativa degli artisti non conosce limiti, si apre a nuove prospettive e risponde alla recessione con nuove idee e prodotti unici.
All’interno degli spazi del Tempio di Adriano, in un’atmosfera coinvolgente di musica, luci colorate e installazioni video, un’autentica officina di creatività e artigianalità aperta a pubblico e curiosi.
Ad accogliere i visitatori, gli artigiani del lusso che, per l’occasione, hanno avuto la possibilità di mostrare i loro prodotti, di rendersi visibili nello scenario della haute couture internazionale.
Creazioni originali, pezzi unici, nuovi brand, edizioni limitate; sono questi gli ingredienti principali di A.I Fair 2012 che anche quest’anno si riconferma luogo di espressione artistica e manuale del mondo dell’artigianato.
“StudioPretzel” propone T-shirt “logate” e camicie uomo e donna in mussola, morbida e leggera, dai tagli semplici e comodi ma impreziosite da pregiati bottoni fasciati con cotoni stampati giapponesi.
Interamente realizzati a mano senza l’ausilio di macchinari, gli articoli di “StudioPretzel” incarnano una filosofia di vita che pone davanti a tutto la qualità e il valore estetico. Nato all’interno di attività legate alla fotografia e agli eventi, in un seconda fase di evoluzione, lo studio si affaccia al mondo della moda presentando all’ultima edizione di Pitti Immagine la preview della collezione estiva.
“Le Gallinelle” presenta le sue creazioni di TNT, tessuto non tessuto, con scritte e frasi stampate, originali e rese uniche grazie alle applicazioni in coccio. “La collezione -così si è espressa una delle stiliste- nasce dall’idea di creare abiti attraverso l’impiego di qualsiasi materiale. Il TNT, per esempio, è generalmente utilizzato come materiale per le buste; partendo da questo principio abbiamo concepito abiti per così dire usa e getta che poi verranno riproposti in tessuto” .

Silvia Massalesi con il suo laboratorio di “Fashion & industrial design” propone la sua collezione di accessori in sughero e carta riciclati ricordandoci che anche nella moda si può agire secondo i principi della sostenibilità ambientale e del riciclo. Le sue borse in sughero sono un gioco di forme geometriche, colori e intagli che conferiscono unicità ai suoi pezzi e consentono al cliente di personalizzare il proprio oggetto grazie ad un processo di produzione “semi-industriale” che permette una maggiore versatilità dell’elemento decorativo.
“La collezione nasce da un progetto sperimentale iniziato durante il mio percorso di studi e finalizzato in fase di laurea. Un’attenta e accurata ricerca dei materiali e dei metodi di lavorazione, in cui la carta, resa impermeabile grazie ad un intervento naturale di resinatura che la rende simile alla consistenza della pelle, è il contenitore e la struttura di sughero, l’elemento decorativo”. Silvia Massalesi descrive così le sue borse ecologiche che, oltre ad essere ecocompatibili, non rinunciano al valore estetico.
La factory creativa toscana “VittorioValerio”, con la collezione “Pop and luxurious nu-vintage”, presenta le sue T-shirt in stile new vintage in cui i colori e le tecniche di lavaggio delle stoffe conferiscono un tono di vissuto e invecchiato ma allo stesso tempo di rinnovato ed unico.

Grazie ad un processo di serigrafia manuale e ad un incessante lavoro di ricerca nel campo della grafica e di tutto ciò che della realtà è possibile graficcizzare, “VittorioValerio” è un brand giovane perfettamente in sintonia con le tendenze di questi anni.
Nato due anni fa, il marchio si sviluppa dapprima su una linea di T-shirt, presentata a Pitti Immagine la passata edizione, per poi crescere ed allargarsi alla maglieria presentando pezzi davvero unici interamente realizzati ai ferri come vuole la tradizione: alpaca, mammut, regina, fiammata, sono alcune delle lane utilizzate per questa collezione resa ancor più particolare dai dettagli come i bottoni in legno d’ulivo. A completare le proposte della casa toscana un pezzo davvero unico nato dalla passione di uno dei due stilisti per i tessuti in pelle. “Un vero gioiello interamente cucito a mano, ad esclusione della cerniera”; così lo ha ironicamente definito il suo ideatore che per la sua valigia ha utilizzato pelli di struzzo, coccodrillo e un tessuto in resina di carbonio. Ancora una volta i dettagli, realizzati con l’estremità laterale della coda del coccodrillo, conferiscono unicità e particolarità al prodotto.

A completare l’allestimento di A.I Fair 2012, alcuni costumi utilizzati nell’episodio Toby Dammit di Federico Fellini per il film Tre passi nel Delirio (1968), regia di Roger Vadim, Louis Malle e Federico Fellini, realizzati dalla sartoria “AnnaMode” su disegno di Piero Tosi e alcune delle parrucche realizzate dalla ditta “Rocchetti & Rocchetti” per alcuni film di successo degli ultimi anni - Marie Antoniette del 2006, Moulin Rouge del 2001, Vatel del 2000- e per l’opera wagneriana Parsifal.


La fiera delle vanità artigiane si conferma, così, l’evento chiave dell’artigianato made in Italy all’interno della kermesse romana, un viaggio itinerante attraverso lo stivale aperto alla sperimentazione, alla ricerca e all’originalità perché, come ha dichiarato Claudio Franchi, maestro della Scuola Orafa Romana, argentiere e orafo, “ quando la tecnologia scavalca l’uomo e l’algoritmo governa il pensiero, vuol dire che stiamo entrando in un cunicolo buio e a questo bisogna porre rimedio restituendo al gesto manuale il primato del rapporto con la materia” .

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Ultimo aggiornamento Venerdì 03 Febbraio 2012 15:22 |
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Iran: Sermone di Ali Khamenei |
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Scritto da Silvana Grippi
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Venerdì 03 Febbraio 2012 11:23 |
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Iran: Ali Khamenei è la figura più prestigiosa del governo iraniano.
L'Iran è l'unico Stato dove comandano i religiosi, che dal popolo comune vengono considerati dei saggi, dato che il simbolo dei saggi è la lunga barba bianca, vengono anche chiamati comunemente "barbe", vi sono molte scuole coraniche ma la guida suprema è Ali Khamenei . In queste ore stanno facendo il giro del mondo le sue ultime affermazioni rivolte ad Israele che stanno infiammando l'anima dei suoi fedeli. La Tivù di stato iraniana ha un enorme potere di comunicazione, dato che è un elemento importante per la vita del Paese, tutti ascoltano i sermoni che vengono fatti vedere in diretta TV e poi vengono anche commentati per l'intera settimana e non solo dalle congreghe religiose.
Sermone del Venerdì contro lo stato sionista:"L'Iran 'sosterra' ogni gruppo o Paese che confronti o combatta Israele''. ... ''un vero tumore maligno che deve essere rimosso''.... "L'Iran, non indietreggerà sul suo programma nucleare". |
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Ultimo aggiornamento Domenica 05 Febbraio 2012 18:47 |
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Un Forum dei diritti umani libero |
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Scritto da Silvana Grippi
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Venerdì 03 Febbraio 2012 08:49 |
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Il primo Forum sui diritti Umani è stato svolto presso l'Università degli Studi di Firenze - Facoltà di Lettere - nel 1996 sotto l'egidia delle iniziative di FirenzEstate (Comune di Firenze Quartiere 2) gestito da Unocultura. E' nato nel contesto e con l'intento di mettere insieme, in una prospettiva comune, alcuni movimenti, associazioni ed enti pubblici verso una azione comune per dibattere e trovare nuove metodologie unitarie tra la culturale e gli eventi di piazza. Purtroppo da parte del Comune di Firenze non è stata colta questa sensibilità quindi questo secondo Forum si Diritti Umani è nato in maniera autonoma ed indipendente. Ancora una volta si è svolto a Firenze una nuova espressione che è parte di un percorso che sicuramente innovativo e che proseguirà verso altre tappe. Se da un lato si possono individuare dei punti di contatto con varie realtà, molte sono state le associazioni che hanno contribuito alla sua riuscita, con la loro capacità per i temi messi in evidenza dalla carta dei diritti. E' cammino importante che è proseguito, fin dal 1996, una nuova impostazione per dialogare con e tra i giovani, che ci ha permesso di creare prospettive e analisi - come punto di riferimento - per mettersi in contatto tra circoli di studio e allargare le conoscenze con realtà di lotta ed esperienze di movimenti che spesso non riescono a collegarsi e dialogare tra loro, finalmente una metodologia che ha creato un tratto unificante. Durante questo appuntamento sono state esposte problematiche e creati eventi che hanno come tratto comune l'aver posto in luce l'esistenza di tematiche poco affrontate nel nostro Paese. I giovani studenti e lavoratori sono il tessuto vitale della nostra attuale società, fatto di attività quotidiane e lotte contro i pregiudizi, il razzismo, l'inquinamento e basate su logiche nettamente in contrasto con quelle dominanti e che posso esser convogliate per costituire un nuovo progetto alternativo, libero da interessi politici di potere dominante. Una valida sperimentazione di ricerca che contrasta con le iniziative correnti, in queste due settimane di confronto è stato sviluppato un intenso dibattito, coinvolgendo di volta in volta, con curiose iniziative, varie realtà territoriali, mettendo in campo le diverse esperienze e unendole anche l'ambiente. Il commercio equo e solidale, i movimenti, gli ecovillaggi e la difesa e la riconquista dei beni comuni sono stati affrontati e attraverso la produzione di video e arte sono stati uniti i saperi maturati nei luoghi della ricerca ed all'interno delle stesse. L'Università come campo ha seminato e riunificato le esperienze e parlare dei beni comuni con nuove pratiche per una nuova stagione dove potersi riappropriare della parola attraverso le pratiche della partecipazione. Una serie di incontri per dare voce e rappresentanza all'associazionismo volontario che vive ed opera parallelamente ad un associazionismo operante e costruito per ingabbiare. La volontà espressa è costruire archivi della memoria e dar voce alla rappresentanze delle realtà diffuse che altrimenti andrebbero disperse.
"L'Università come centro di libero scambio è importante, bisogna riappropriarsi degli spazi che non sono solo luogo dei saperi "alti" ma anche luoghi di conoscenza e di rinascita intellettuale e di ribellione come negli anni settanta. L'Università è stata scelta per permettere all'associazionismo di salire in cattedra e fare in modo che i professori scendano dalla cattedra".
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Ultimo aggiornamento Venerdì 03 Febbraio 2012 09:48 |
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Scritto da Riccardo Fratini
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Venerdì 03 Febbraio 2012 04:47 |
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Le dichiarazioni del presidente del Consiglio Mario Monti, hanno destato perplessità e sgomento nei fiduciosi cittadini in un governo tecnico che potesse rimpiazzare con onore e dignità la passata stagione dei politici di carriera che venivano tacciati – a ragion veduta – di incompetenza, arroganza e troppa leggerezza.
Il posto fisso monotono e l'art. 18 pericoloso, sono frasi che si aggiungono alle precedenti dichiarazioni incomprensibili che nell'arco di alcune stagioni hanno collezionato una grave mancanza di rispetto per le persone e per i valori che una società deve mantenere alti.
Dai bamboccioni alla peggiore Italia che si ravvede nei precari; dagli sfigati dei laureati over 28enni alla monotonia della sicurezza, sembra evidente che i concetti di valore di questi personaggi sia mantenere alta la disperazione di un popolo che è allo stremo della sopportazione ma che ancora non ha deciso di indignarsi adeguatamente con proteste seppur civili determinate comunque a pretendere giustizia.
Il grave assenteismo alle urne di questi ultimi anni, ha determinato il sopravvento di una politica senza politica, di politici incapaci di fare i politici; ha dato loro ragione con l'assenza di voto che viceversa avrebbe potuto e dovuto bloccarli sul nascere.
L'indifferenza generalizzata alla politica ha portato, in questi ultimi anni, ad assorbire tutto ciò che è susseguito nel tempo : dalla delusione avvenuta per “mani pulite” all'era berlusconiana, il disinteresse, giustificabile ma non giustificato, ha lasciato crescere il caos che poi non ha avuto più controllo espandendo una classe dirigente sempre più incompetente ed egoista. A tal punto che, non essendo più credibile, ha dovuto lasciare il posto ad un quadro tecnico – peraltro non valutato dai cittadini – anch'esso a rischio di delusione.
E' certamente prematuro dare un giudizio nel merito, ma frasi e atteggiamenti di questi ultimi eventi non lasciano ben sperare. E' evidente il grave distacco per una realtà di sofferenza della popolazione e dei lavoratori e delle famiglie dei lavoratori che non avendo più un lavoro o mantenendolo nella precarietà o con la cassa integrazione o nella ricerca affannata di un altro posto di lavoro una volta licenziati in età ormai avanzata, tiene alta solo l'insicurezza.
La mancanza di un futuro per i giovani nella certezza di non avere un lavoro, e nemmeno una pensione, l'estrema difficoltà di ritrovare un occupazione per un cinquantenne licenziato, non portano certamente ad una stabilità.
Dove manca stabilità, occupazione, sicurezza manca potere d'acquisto, mancano le credenziali necessarie per restare nel mercato attivo. Insorge la morte civile di un essere umano dove le speranze non esistono più. Resta soltanto la certezza del nulla.
Un governo di professori dovrebbe conoscere gli aspetti della vita. Non solo quella facile e onerosa dei suoi componenti ma anche e soprattutto quella faticosa e umile delle persone meno abbienti. Comprendere queste difficoltà specialmente in una crisi finanziaria mondiale di questa portata, sarebbe già un buon inizio per evitare ulteriori delusioni.
Questo Governo, ha avuto la credibilità europea ma dovrebbe anche preoccuparsi di mantenerla tra gli italiani.
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Ultimo aggiornamento Venerdì 03 Febbraio 2012 14:37 |
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