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WWF: GIUGNO MESE CRUCIALE PER UN FUTURO SENZA CARBONIO
E PER FERMARE I CAMBIAMENTI CLIMATICI
Iniziano oggi i negoziati sul clima a Bonn. A fine mese il G8/G20 in Canada
Giugno sarà un mese spartiacque per gli sforzi a livello mondiale verso un'economia a basse emissioni di carbonio e per il futuro del clima: lo afferma il WWF alla vigilia degli importanti appuntamenti del mese di giugno. I negoziati ONU sul clima che iniziano oggi a Bonn e i summit G8 e G20 in Canada a fine mese possono creare un importante movimento verso una serie di innovazioni necessarie per un accordo globale sul clima che potrebbe accelerare la corsa verso un futuro a basse emissioni di carbonio.
"Giugno è un punto di svolta per la politica climatica dopo un periodo di confusione e dopo Copenaghen – ha detto Mariagrazia Midulla, Responsabile Clima ed Energia WWF Italia, che dal 5 giugno sarà a Bonn – Copenaghen non ha espresso il trattato pieno di cui il mondo ha bisogno, ma ci ha portato molto vicino a un accordo su alcuni elementi fondamentali del pacchetto. Bonn è l'occasione per raccogliere la sfida dove Copenaghen l'ha lasciata, e traghettarla poi in Messico a fine anno."
Secondo il WWF i negoziati a Bonn possono portare vicino alla conclusione alcuni importanti elementi, come la protezione delle foreste (il cosiddetto REDD +) e i finanziamenti per incentivare lo sviluppo fondato su basse emissioni di carbonio e l'adattamento ai cambiamenti climatici già in atto per i Paesi in via di sviluppo.
"Se tra i negoziati di Bonn e quelli nel Summit in Messico, a dicembre, si raggiungesse un accordo in questi campi, il mondo sarebbe a buon punto per arrivare a un accordo globale in occasione del prossimo vertice in Sud Africa nel 2011, rispettando una scadenza molto importante visto che il protocollo di Kyoto ha bisogno di un nuova prospettiva di vita entro il 2012 – ha continuato Mariagrazia Midulla del WWF Italia.
Il WWF è favorevole a un approccio graduale per colmare l'enorme divario che ancora resta, ma ricorda che i passi vanno compiuti tutti e in fretta, perché di tempo ne abbiamo poco, e le scadenze sono dettate dalla gravità dei problemi e dalle indicazioni della comunità scientifica. Occorre una massiccia riduzione delle emissioni da parte dei Paesi impegnati nell'accordo di Copenaghen per garantire un clima futuro che ci consenta di adattarci all'inevitabile, e scongiuri gli scenari più disastrosi.
"I paesi vinceranno l'enorme sfida se accelereranno la trasformazione delle economie verso un modello a basse emissioni di carbonio e colmeranno le lacune che minano i loro piani d'azione nazionali. È anche essenziale lavorare insieme per estendere gli sforzi alle fonti di inquinamento che ancora non sono state ancora regolate" dice Midulla.
La possibilità di festeggiare in Messico, superando il cattivo clima che si è respirato a Copenaghen, dipenderà anche dalla finanza legata al clima. Per questo è importante mettere il prossimo summit G8 e G20 in Canada sotto i riflettori. I Capi di Stato dovranno identificare nuove fonti di finanziamento, come le tasse sulle transazioni finanziarie o imposte per le emissioni dei settori non regolamentati, come trasporto marittimo e aereo, discutere il passaggio di sovvenzioni dai combustibili fossili inquinanti alle tecnologie energetiche innovative: questo è essenziale anche per affrontare alla radice i problemi dell'economia mondiale e ridare un futuro al mondo sia sotto il profilo ambientale che sociale.
"Utilizzare il G8 e il G20 per mobilitare fondi a favore dello sviluppo pulito e i colloqui di Bonn per risolvere i blocchi che ostacolano un accordo sul clima offrirà alla comunità internazionale l'occasione per ricostruire quel clima di fiducia che sicuramente è mancato lo scorso dicembre a Copenaghen – conclude Mariagrazia Midulla del WWF Italia.
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