La cittadina australiana di Bundanoon ha preso una decisione che la farà entrare nella storia: è la prima città al mondo ad aver bandito dal proprio territorio l’acqua imbottigliata. In una riunione della cittadinanza cui hanno partecipato in 350, solo uno ha votato contro alla decisione. A far scattare il rifiuto definitivo di Bundanoon per l’acqua imbottigliata anche una battaglia legale in corso con la compagnia Norlex Holding, che vorrebbe estrarre dalle falde acquifere della cittadina 34 milioni di litri di acqua all’anno, per imbottigliarla a Sidney (120 miglia distante) e, dunque, venderla.
“Perché - si sono chiesti gli abitanti di Bundanoon - quando si ha a disposizione gratis dal rubinetto acqua ottima, sprecare energia per imbottigliarla e trasportarla, pagarla salata e con fatica portarla a casa dal supermercato e poi, dopo averla bevuta, bruciare altra energia per smaltire o riciclare imballaggi e bottigliette?” Una domanda di buon senso che viene posta anche da diversi studi.
“Perché - si sono chiesti gli abitanti di Bundanoon - quando si ha a disposizione gratis dal rubinetto acqua ottima, sprecare energia per imbottigliarla e trasportarla, pagarla salata e con fatica portarla a casa dal supermercato e poi, dopo averla bevuta, bruciare altra energia per smaltire o riciclare imballaggi e bottigliette?” Una domanda di buon senso che viene posta anche da diversi studi.
Le confezioni di acqua da settembre spariranno così dai bar, dai ristoranti e dagli scaffali dei negozi di Bundanoon, che potranno invece vendere bottigliette riusabili, da riempire in loco a pagamento con acqua raffreddata e filtrata, o gratis alle fontane pubbliche (chi decidesse di continuare a consumare o vendere acqua in bottiglia non incorrerà comunque in sanzioni). Una scelta con cui la cittadina fa un passo avanti rispetto alla politica dello Stato del sud-est australiano, già apertamente contraria all’acqua imbottigliata: il giorno stesso dell’assemblea di Bundanoon, il Primo Ministro del New South Wales, Nathan Rees, aveva bandito per legge l’acqua confezionata da tutti gli uffici pubblici dello Stato (salvo dover poi fare una parziale marcia indietro perché 3 grandi fornitori di bottigliette hanno contratti con le strutture statali fino a marzo 2011). Comperare acqua in bottiglia per gli uffici pubblici per Rees è “uno spreco di denaro pubblico e di risorse naturali.
Intanto il problema dell’acqua in bottiglia e della sua impronta anche in termini di gas serra è approdato anche al Congresso degli Usa, nazione in cui dal 1997 al 2007 il consumo procapite di acqua confezionata è raddoppiato. Mercoledì scorso la Camera ha infatti ricevuto un report del Government Accountability Office: in sintesi vi si mette in luce come l’acqua confezionata sia meno sicura di quella del rubinetto e quanto rilevante sia l’uso di energia, e dunque le emissioni, di questa filiera. Ora 13 lettere sono già state spedite ad altrettante compagnie per approfondire l’inchiesta sul settore. Chissà che anche gli States inizino a muoversi per scoraggiare questo spreco.
Elena Saccomanni
| < Prec. | Succ. > |
|---|






