Dieci
proposte per risolvere concretamente l’emergenza rifiuti in Italia, con
risvolti positivi sul piano economico e occupazionale. Il progetto è di
Legambiente, che ha illustrato il piano di lavoro in occasione del convegno
“Rifiuti Made in Italy”, rivolgendosi a Governo e Parlamento.
“L’emergenza
rifiuti in Italia - spiega Legambiente - rimane una questione ancora non
risolta, soprattutto nel centro sud”. “Negli ultimi 15 anni 5 regioni - Calabria, Campania,
Lazio, Puglia e Sicilia - sono state commissariate per l’emergenza rifiuti,
costata agli italiani circa 1,8 miliardi di euro, senza aver ottenuto alcun
risultato tangibile”.
Ci sono due emergenze che secondo Legambiente riguardano
tutta la penisola: l’aumento della produzione nazionale dei rifiuti urbani
e il fenomeno degli smaltimenti illeciti di rifiuti speciali. Tuttavia
l’associazione ritiene che l’Italia possa uscire dall’emergenza imboccando la
strada della gestione sostenibile, definendo meglio le regole a livello
centrale e locale, replicando le best practices sulla raccolta differenziata e sulla
prevenzione, e costruendo tanti impianti per il recupero e il trattamento dei
rifiuti. Solo così, sostiene Legambiente, la discarica diventerà l’opzione
ultima per smaltire le quantità residuali di rifiuti, come chiede l’Europa.
Per risolvere concretamente il problema dei rifiuti
Legambiente propone di: aumentare il costo dello smaltimento in discarica,
diffondere le raccolte differenziate domiciliari in tutti i comuni italiani,
completare la rete impiantistica per il recupero e il trattamento dei rifiuti, rivedere
il sistema di premialità/penalità e cancellare il CIP6, avviare la redazione
del Programma nazionale di prevenzione, promuovere la qualità delle raccolte
differenziate, garantire la certezza normativa, a partire dal passaggio
tassa/tariffa, chiudere la stagione dei commissariamenti per l’emergenza
rifiuti, introdurre i delitti ambientali nel codice penale, garantire l’uso
delle intercettazioni contro i trafficanti di rifiuti, istituire un fondo per
le bonifiche dei siti orfani.
Valentina
Casini – DEApress
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