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Monsanto sbarca a Haiti PDF Stampa E-mail
Venerdì 04 Giugno 2010 09:08

Tratto da http://sloweb.slowfood.it/

31/05/2010 - Sloweb

«Un nuovo terremoto». Questo il commento di Chavannes Jean-Baptiste, leader del Peasant Movement of Papay (Mpp – movimento dei coltivatori della papaia) all'annuncio della donazione offerta dalla multinazionale Monsanto di 60 000 sacchi (475 tonnellate) di semi di mais ibrido e ortaggi, alcuni dei quali trattati con pesticidi altamente tossici.

«Un pericoloso attacco alla piccola agricoltura, ai contadini, alla biodiversità, alle specie autoctone e a tutto ciò che rimane del nostro ambiente. Il regalo della Monsanto non è assolutamente gradito: il nostro Paese rifiuta le colture gm. Sappiamo bene che coltivazioni di questo tipo possono danneggiare irreversibilimente la nostra agricoltura, l'unica attività che ci rimane».
Questo è uno dei passaggi più significativi della lettera aperta che Chavannes Jean-Baptiste ha presentato al congresso nazionale dei coltivatori haitiani. Tutti i movimenti sociali, preoccupati che il "regalo" della multinazionale contenga anche sementi transgeniche, si sono uniti ai contadini e hanno confermato la loro opposizione a cibo e sementi importati, gravi minacce alla già debole economia locale.

Per ora, sprovvisto di una normativa che disciplini le coltivazioni gm, il Ministero dell'Agricoltura ha respinto l'offerta di Monsanto Roundup Ready. La multinazionale americana ha però assicurato al governo haitiano che le sementi donate non sono transgeniche, ma i semi ibridi di mais in regalo sono trattati con il fungicida XO Maxim, mentre quelli di pomodoro calypso con tiram, un composto chimico altamente tossico che contiene bisdithiocarbamates etilene (EBDC). Alcuni studi condotti dall'Environmental Protection Agency (EPA, agenzia statunitense di controllo sull'ambiente) hanno dimostrato che le coltivazioni trattate con EBDCs contaminano l'ambiente ed espongono gli agricoltori a rischi di patologie gravi, tanto che sono obbligati a proteggersi con speciali indumenti. Insieme alle sementi, la Monsanto non propone nessuna formazione per gli agricoltori né indumenti protettivi.

Il Mpp ha minacciato di bruciare i semi Monsanto qualora dovessero sbarcare a Haiti, e ha indetto una manifestazione di protesta contro la multinazionale per il 4 giugno, Giornata Mondiale dell'Ambiente: «Accettare la donazione significa contaminare le nostre colture, esporre i nostri contadini al ricatto dell'agrobusiness e, soprattutto, rinunciare alla nostra sovranità alimentare».

Fonte
foodfreedom.wordpress.com