Dopo lo stile liberty, il minimalista e il cyber moderno, l’architettura scopre una nuova tendenza: il bio-desing. I profumi e le formedella foresta entrano in casa e ne diventano la struttura portante.
L’eco-architetto che vuole rivoluzionare l’industria delle costruzioni è RoaldGundersen. La materia prima è scelta con cura: solo alberi che hanno perso la loro corteccia, piante malte, la cui eliminazione andrà a tutto vantaggio del bosco in cui crescono, permettendo agli altri esemplari di ottenere più luce, aria e sostanze nutritive. Il suo lavoro è simile a quello di un giardiniere che libera il roseto della erbacce, solo che in questo caso, le piante invece di finire al macero vengono riutilizzate per creare abitazioni resistenti, belle e a chilometri zero.
L’utilizzo dell’albero intero nelle costruzioni offre più opportunità e ha molte più qualità delle travi di legno lavorate: un tronco curvo può sostenere una casa, le piante hanno testato e architettato la loro struttura per duecento milioni di anni rendendo la loro capacità di sopportare grossi pesi come similmente fa l’acciaio. Risultato confermato da una ricerca del Dipartimento dell’agricoltura americano – l’albero non lavorato può sostenere il 50% di peso in più rispetto alle travi tagliate e piallate.
Ecco quindi nascere le case di Roald, con alberi incastonati nella struttura, tronchi come colonne portanti e travi curve a sorreggere il tetto. Forti e con una temperatura ideale sono le proprietà del legno che grazie ad alcuni accorgimenti,come le ampie vetrate con doppi vetri leggermente inclinati, permettono di conservare il calore riducendo al minimo i consumi per il riscaldamento in inverno e rendendo inutile l’aria condizionata d’estate. Un albero in salotto fa tendenza e crea un’atmosfera naturale che aiuta l’ambiente e il miglioramento dei nostri boschi.
Elena Saccomanni
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