E' in voga la concezione che l'acqua del rubinetto sia migliore di quella minerale. Lo dicono in tanti, spesso solo perché ripetono ciò che hanno sentito dire. La verità, come sempre, è più complessa di quello che sembra. Innanzitutto vanno tenuti presenti due fattori fondamentali:
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L’acqua del rubinetto contiene cloro, la minerale no.
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Due sono le normative che disciplinano“l’oro blu”: hanno soglie differentemente restrittive tra loro e vanno vagliate a seconda del parametro preso in considerazione. Facciamo un esempio: L'1,2dicloro-etano (un alometano tossico) ha un valore soglia di 3 ug/L per le acque potabili e 0,1 per le minerali, ovvero un trentesimo del valore. Al contrario, il Cloruro di Vinile ha una soglia di 0,5 ug/L per le potabili, mentre non è neanche previsto per le minerali. Altri esempi si sprecano: I cianuri possono raggiungere i 50 ug/L nelle potabili ma non devono superare i 10 ug/L nelle minerali. Al contrario il Manganese non deve superare i 50ug/L nelle potabili ma può raggiungere i 500 ug/L nelle minerali! Tutto questo ci porta a capire che il paragone, preso in questi termini, non ha alcun senso.
Le acque minerali sgorgano da una sorgente - e devono rappresentare volumi d'acqua "relativamente" contenuti – a differenza delle acque potabili- prelevate da acquedotti e pozzi in considerevoli razioni- E’ questo punto di vista quantitativo che ne determina la qualità : maggiore è la misura di prodotto di base prelevato minore è il suo pregio; a causa di ciò, ogni comune necessita di un sistema sterile "preventivo”, che dia la possibilità all'acqua di rimanere microbiologicamente pura, anche dopo essere stata spinta per centinaia di metri in tubazioni, magari non perfettamente isolate da contaminazioni batteriche. E qui sta il punto : "disinfettare", significa uccidere delle forme di vita unicellulari, sempre nella salvaguardia dell'uomo. A seguito della clorazione, infatti, si formano composti ad effetto tossico come per esempio alometani, benzene, cianogeni, chetoni e fenoli.
Ma esiste un semplice espediente per verificare se le condizioni naturali prodotto siano state contaminate da tali sedimentazioni: lasciare ‘riposare’ un bicchiere d’acqua del rubinetto per un’intera notte e berlo la mattina seguente; se odori e sapori risultano sgradevoli al gusto e all’olfatto, significa che si sono formate sostanze nocive, derivate dalla degradazione del cloro molecolare.
Ci si può chiedere allora, perché ancora vige la fruizione di acqua corrente. La risposta è semplice: perchè è considerato il male minore. Una recente soluzione è rappresentata dall’installazione di apparecchiature per la rimozione del cloro, fermo restando che i dispositivi a filtro possono creare danni peggiori dei problemi che intendono risolvere, se non vengono sottoposti a manutenzione costante.
In merito,invece, alle acque minerali, esse contengono elevate concentrazioni di elementi deleteri per il nostro organismo, come i nitrati, sintomo dell’inquinamento biologico.
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